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Pay tv, salta la maxi operazione tra Comcast e Time Warner Cable

Comcast

Salta il matrimonio miliardario tra Viacom e Time Warner Cable. Secondo indiscrezioni, l’Antitrust statunitense sarebbe pronto a bocciare questa fusione tra i due giganti della tv via cavo.

L’Autorità ha infatti espresso i propri timori sull’impatto negativo che l’operazione potrebbe avere sui consumatori.

Un’operazione che avrebbe portato alla nascita di un colosso della televisione via cavo con 33 milioni di utenti televisivi e una quota di mercato del 57% circa.

Comcast ha quindi rinunciato all’acquisizione del concorrente Time Warner Cable per la quale a febbraio dello scorso anno aveva messo sul tavolo 45 miliardi di dollari.

L’ufficializzazione del ritiro dell’offerta è arrivato oggi. “L’accordo non sarebbe stato accettato dal governo, noi andiamo avanti”, ha dichiarato il Ceo di Comcast, Brian Roberts, il quale annuncia nuovi buyback azionari da parte del gruppo dei media.

Un passo indietro quindi in quella maxi operazione che aveva determinato forti ripercussioni anche sul mercato europeo della pay Tv dove era seguita la nascita di Sky Europe, la riorganizzazione di Mediaset Premium e l’avanzata di Vivendi in Italia.

Comcast è il più grande operatore via cavo del mondo. La fusione annunciata nel 2014 aveva spiazzato diversi analisti e sollevato anche molti interrogativi sulla possibilità che l’operazione riuscisse a ottenere il via libera dell’Antitrust USA.

Mercoledì scorso Comcast e Time Warner Cable hanno incontrato i membri della Federal Communications Commission (FCC) e del Dipartimento della Giustizia, la cui autorizzazione è necessaria per portare a termine l’operazione.

Dall’incontro, secondo quanto riporta Reuters, sarebbero chiaramente emersi i timori riguardo all’impatto che avrebbe la fusione sul mercato consumer.

Secondo il Dipartimento della Giustizia, Comcast sarebbe diventato l’ “inevitabile guardia” dei servizi a banda larga su Internet, mentre Tom Wheeler, presidente della Fcc, ha definito la fusione un “inaccettabile rischio alla competizione e all’innovazione”.

Pare inoltre che alcuni membri della FFC avessero chiesto il trasferimento del dossier a un giudice amministrativo.

Una mossa che nei fatti avrebbe bloccato l’operazione di fusione, da qui la rinuncia di Comcast che potrebbe adesso determinare il ritorno in campo di Charter. Prima che Comcast formalizzasse la propria offerta, infatti, il quarto operatore via cavo americano aveva lanciato a gennaio 2014, senza successo, una terza offerta di 62 miliardi di dollari per rilevare Time Warner Cable.

I giochi si riaprono.

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