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Pagamenti elettronici, scatta il tetto alle commissioni per carta di credito e bancomat

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Da oggi pagare con carta di credito e di debito costa meno in tutta Europa, Italia compresa. Entra in in vigore la normativa Ue che fissa il tetto unico delle commissioni interbancarie (interchange fees), in applicazione del regolamento 2015/751 del 29 aprile 2015, che impone commissioni dello 0,3% del valore dell’operazione per le transazioni con carta di credito e dello 0,2% per quelle concluse con carta di debito (bancomat) e prepagate.

In Italia questa novità avrà lo scopo di incentivare l’utilizzo della moneta elettronica anche per micro pagamenti.

Fino ad oggi la commissione più contenuta era quella delle carte di debito tramite Pos di tipo tradizionale che, secondo Sos Tariffe era dell’1,29%, mentre quella più alta era il 2,32% del pagamento con carta di credito su Pos tradizionale.

Il provvedimento entra in vigore mentre alla Camera si attende di verificare se sarà inserito nella Legge di Stabilità l’emendamento presentato da Sergio Boccadutri, responsabile Area Innovazione del Pd, per introdurre sanzioni per commercianti e professionisti che non si dotano di Pos ed eliminare il tetto di 30 euro per i pagamenti con carta.

Secondo le associazioni dei consumatori, le nuove norme decise dalla Ue e ratificate dal Consiglio dopo il disco verde del Parlamento europeo saranno vantaggiose per gli esercenti ma rischiano di tradursi in maggiori esborsi per gli utenti, sui quali potrebbero gravare i maggiori costi.

Il tetto massimo ai costi per i pagamenti con carta di credito, secondo le stime degli economisti europei, potrebbe trasformarsi in un risparmio di circa 7 miliardi di euro l’anno, per oltre il 90% a vantaggio dei commercianti, meno del 10% per utenti e consumatori visto che le banche potrebbero rivalersi su di loro con un aumento dei costi per compensare i mancati ricavi delle commissioni.

La torta di 100 miliardi di pagamenti effettuati nel vecchio continente nel 2013 è stata transata per il 43,5% mediante 760 milioni di carte di pagamento in circolazione, circa 1,5 per abitante (43,5 miliardi di euro); il 26,5% tramite bonifici bancari (26,5 miliardi); il 24% con bancomat o carte prepagate (24 miliardi), il 4% tramite assegni (4 miliardi); infine il 2% tramite moneta digitale (2 miliardi).

C’è da dire inoltre che la nuova normativa è valida soltanto per alcuni circuiti (Visa, Mastercard e Pagobancomat) ed esclude invece American Express e Diners, che continueranno ad applicare le loro commissioni che di solito sono più elevate.

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