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PA, in Manovra 50 milioni per assumere dirigenti della transizione digitale

Un fondo di 50 milioni di euro presso la Presidenza del Consiglio per l’assunzione di dirigenti responsabili per la transizione digitale della PA, con la conseguente creazione di un apposito albo dei dirigenti per la transizione digitale dal quale gli enti pubblici potranno pescare, in base a graduatorie fissate per concorso, i dirigenti informatici in attuazione dell’articolo 17 del CAD (Codice dell’amministrazione digitale). E’ questo in sintesi il contenuto dell’emendamento alla Manovra in discussione in Parlamento frutto del lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla digitalizzazione della PA presieduta da Paolo Coppola (Pd), che nei giorni scorsi ha presentato il suo bilancio, quanto mai desolante, di un anno di attività e audizioni.

“I contributi sono finalizzati ad agevolare il processo di digitalizzazione delle amministrazioni e degli enti destinatari e sono erogati nella misura del 30% del costo del personale e in ordine di priorità di arrivo delle richieste, fino a esaurimento del Fondo”, si legge nell’emendamento firmato da Coppola, Bruno Bossio, Bonaccorsi, Boccadutri, Catalano, Mucci, Incerti, Carrozza, Quintarelli, Dallai, Barbanti, Fragomeli, Tentori, Bonomo. Bisognerà quindi affrettarsi per accedere alla dotazione e non restare indietro.

L’emendamento è quanto mai calzante, vista l’atavica carenza di digital skill della PA centrale e locale di casa nostra denunciata dalla Commissione parlamentare, e punta sull’incentivo economico per spingere le PA inadempienti, che sono la maggior parte, a nominare il dirigente e la struttura interna che si occupi appunto del digitale.

L’emendamento prevede inoltre che “nell’anno 2018 e con cadenza triennale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sia bandito un concorso per la formazione di un elenco di soggetti da inserire nell’Albo dei dirigenti per la transizione digitale”.

Prevista inoltre una valutazione del lavoro fatto, in ottica di valutazione del dirigente (prevista per legge, anche se di fatto non sempre applicata nella PA): “All’atto dell’assegnazione di un incarico e decorsi i tre anni, il soggetto può essere iscritto nuovamente all’Albo a condizione che la valutazione della performance individuale, di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sia stata pari o superiore al 90%. All’onere relativo allo svolgimento delle procedure concorsuali di cui al presente comma si provvede nell’ambito delle dotazioni di bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri”.

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