Analisi

Orange vuole imporsi nella Difesa in Francia. E in Italia?

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La divisione business dell'operatore di telecomunicazioni francese Orange si sta affermando nel settore della difesa con il lancio di un'offerta anti-drone, Orange Drone Guardian, fornita come servizio.

La divisione business dell’operatore di telecomunicazioni francese Orange si sta affermando nel settore della difesa con il lancio di un’offerta anti-drone, Orange Drone Guardian, fornita come servizio.

Orange punta a consolidare la propria posizione nel redditizio mercato della difesa. È il primo operatore di telecomunicazioni francese a investire in questo settore, presentando un’ambiziosa offerta anti-drone martedì 17 marzo al Palais Brongniart di Parigi, durante il summit annuale della sua divisione B2B, Orange Business.

  • Per affermarsi in questo settore, l’ex France Télécom ritiene di possedere alcuni vantaggi esclusivi:
  • controlla l’intera catena produttiva,
  • possiede le proprie infrastrutture e sfrutta le sue reti di telecomunicazioni preesistenti.

“Orange è uno dei pochissimi operatori globali in grado di operare end-to-end, come operatore, integratore e fornitore di piattaforme, e possiede le proprie infrastrutture”, dice Aliette Mousnier-Lompré, CEO di Orange Business.

Orange, soluzione anti-drone pionieristica

Martedì Orange Business ha presentato Orange Drone Guardian, la sua prima soluzione anti-drone (ADS), progettata per rilevare i droni nemici. Sarà offerta ai clienti come servizio in abbonamento (SaaS). Lanciata in Francia, sarà presto estesa ad altri paesi europei in cui Orange opera, come l’Europa orientale, non lontano dalle zone di combattimento in Ucraina.

Si tratta del primo prodotto chiave lanciato dalla sua nuova divisione Difesa e Sicurezza. Una “soluzione pionieristica in Francia e in Europa”, pensata per contrastare l’esplosione del numero di droni civili.

Cloud sovrano nel business di Orange

L’operatore si affida a “infrastrutture sovrane”, come la sua piattaforma cloud di fiducia, Cloud Avenue SecNum, combinata con tecnologie di rilevamento avanzate. In particolare, le sue reti di telecomunicazioni (5G e fibra ottica), la sua rete nazionale di 19.700 siti TOTEM e la sua TowerCo (la società proprietaria delle torri di telecomunicazione), che mette a disposizione i suoi punti elevati (torri passive che supportano le antenne) come posizioni strategiche per i sensori di rilevamento. Una tecnologia di rilevamento (sensori e software di comando e controllo – “C2”) permette di localizzare, identificare e classificare i droni.

Orange si rivolge a “operatori del settore difesa e sicurezza, produttori, operatori di importanza vitale (OIV), operatori di servizi essenziali (OSE), nonché aziende energetiche e stakeholder coinvolti in importanti eventi strategici”, afferma Wassila Zitoune-Dumontet, CEO di Orange Business France.

Nuovi flussi di entrate nel settore della Difesa

L’operatore storico, sfruttando la propria infrastruttura, punta principalmente a trovare nuovi flussi di entrate. Si sta quindi riposizionando nei cosiddetti servizi sovrani e in offerte di difesa potenziate.

Per questo motivo ha lanciato la sua nuova divisione Difesa e Sicurezza nel giugno 2025: l’operatore ha già definito obiettivi quantificabili, puntando a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 7%. Questa divisione conta 300 dipendenti e beneficerà del supporto delle divisioni Innovazione (diverse migliaia di dipendenti) e Cybersecurity del gruppo. Questa divisione “riunisce tutto il know-how in un’unica organizzazione per coordinare l’intero portafoglio: cloud, connettività, cybersecurity e competenze correlate”, riassume Wassila Zitoune-Dumontet.

“Vogliamo generare oltre 500 milioni di euro di fatturato entro il 2028 dai servizi digitali affidabili, incluso il cloud affidabile”, annuncia Aliette Mousnier-Lompré, riprendendo il nuovo piano strategico 2026-2028 presentato dall’operatore storico il 19 febbraio. È vero che la divisione B2B deve invertire la rotta dopo anni difficili, con un calo del 21% dell’EBITDA nel 2022, riconosce l’amministratore delegato. Ciononostante, rimane un attore importante, con circa 37mila clienti in Francia, che spaziano dalle PMI alle grandi aziende.

Letta, “Le TLC sono diventate una questione di sicurezza e vanno sostenute con il fondo per la Difesa Comune Ue”

Un tema, il connubio fra reti di telecomunicazioni e Difesa, già sollevato da più parti a partire da Enrico Letta, l’ex presidente del Consiglio che non più tardi dello scorso mese di gennaio in occasione dell’evento conclusivo del Programma RESTASRT a Roma ha detto che le reti Tlc vanno sostenute anche con i fondi della Difesa.

Il ruolo dei Tim Enteprise per la Difesa

D’altra parte, anche i Data Center e la divisione Enterprise di TIM svolgono un ruolo strategico fondamentale per la Pubblica Amministrazione italiana e, in particolare, per il settore della Difesa e la sicurezza nazionale. Questa importanza è legata alla sovranità digitale, alla gestione sicura dei dati sensibili e alla infrastruttura cloud nazionale. 

Ecco i punti chiave del ruolo strategico di TIM per la Difesa:

  • Polo Strategico Nazionale (PSN): TIM Enterprise è parte fondamentale del PSN, infrastruttura cloud nazionale creata con Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti e Sogei per ospitare dati e servizi critici della Pubblica Amministrazione, inclusi quelli della Difesa.
  • Sovranità e Sicurezza dei Dati: I data center di TIM Enterprise garantiscono che i dati critici rimangano all’interno del territorio nazionale, offrendo elevati standard di sicurezza (certificazione Tier IV) e conformità alle normative sulla sicurezza nazionale.
  • Telsy e Cybersicurezza: Telsy, società del Gruppo TIM, focalizzata sulla cybersecurity, collabora con istituzioni, tra cui il Ministero della Difesa, offrendo soluzioni di prevenzione, monitoraggio continuo (SOC – Security Operation Center) e protezione da cyber minacce.
  • Infrastruttura 5G e Edge Computing: TIM fornisce infrastrutture avanzate, come il 5G, essenziali per la modernizzazione tecnologica e la gestione dei dati in tempo reale, cruciali in ambito di sicurezza pubblica e difesa.
  • Indipendenza Tecnologica: Attraverso il controllo diretto dell’infrastruttura di calcolo e la gestione proprietaria delle chiavi crittografiche, TIM garantisce un livello di autonomia fondamentale per il Ministero della Difesa. 

Il ruolo di TIM Enterprise è quindi di partner tecnologico strategico nel rafforzare la resilienza digitale e la difesa cibernetica dello Stato italiano.

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