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Mobilità elettrica, mercato crescerà del 28% entro il 2030 ma col freno a mano per la scarsità di cobalto

Nel 2025 saranno venduti 11 milioni di veicoli elettrici, fino ai 60 milioni stimati per il 2040: driver del mercato potrebbero essere gli autobus elettrici, mentre l’unico limite al momento sembra essere rappresentato dalla scarsità del cobalto per le batterie: prezzo del metallo aumento del 270%.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

A partire dalla seconda metà del 2020 l’elettrificazione dei trasporti subirà una notevole accelerazione su larga scala, con un aumento delle vendite di auto elettriche del 28% a livello mondiale e anche di autobus, anzi, gli autobus elettrici saranno i driver della mobilità elettrica, con un boom di vendite dell’84%.

 

Risultati che saranno raggiunti solo grazie all’abbassamento dei prezzi, alla maggiore efficienza delle batterie e alla realizzazione di una vera rete di stazioni di ricarica che consenta a chiunque di muoversi liberamente sul territorio nazionale, senza il rischio di rimanere a piedi.

 

Entro il 2025 le vendite di veicoli elettrici passeranno dagli attuali 1,1 milioni a 11 milioni, fino ai 30 milioni del 2030 stimati nell’ultimo Report di Bloomberg New Energy Finance (BNEF): “Electric Vehicle Outlook 2018”.

A trainare il mercato sarà la Cina, che da sola rappresenterà il 50% delle vendite di veicoli elettrici nel mondo già nel 2025, mentre per il 2030 scenderà al 39% pur mantenendo la leadership.

 

Il 2020 è visto da BNEF come anno della svolta per la mobilità elettrica (emobility): da una parte inizierà il progressivo ma inesorabile declino delle auto con motore a combustione (o in inglese internal combustion engine).

Secondo i ricercatori, nel 2040 si attende la vendita di 60 milioni di veicoli elettrici in tutto il mondo, circa il 55% dell’intero mercato automotive e il 33% del totale del parco macchine.

 

Un capitolo a parte è dedicato agli autobus elettrici (eBus), che BNEF indica come vero e proprio driver per l’industria della mobilità elettrica: nel 2040 le amministrazioni pubbliche in ogni parte del mondo avranno l’80% delle flotte a motore elettrico.

 

I veicoli elettrici in circolazione nel 2040 potrebbero arrivare a consumare più di 2.000 TWh di energia, facendo aumentare la domanda globale di energia elettrica del 6%.

Parallelamente, avremo un crollo della domanda di petrolio nel settore dei trasporti, nell’ordine di 7,3 milioni di barili al giorno.

 

Due gli elementi critici con il settore dovrà comunque fare i conti, secondo lo studio BNEF: la scarsità di cobalto proprio a partire dal 2020 e l’infrastruttura di ricarica troppo frammentata e discontinua.

 

Mentre per le infrastrutture le potenzialità di crescita sono alte e molto dipenderà sia dalla volontà politica delle amministrazioni pubbliche, sia dagli investimenti privati, per il cobalto il discorso è più complesso.

Sul mercato di Londra (London metal exchange index) la domanda di tale metallo è cresciuta del 270% dall’inizio del 2016 al marzo del 2018.

 

Se la disponibilità di cobalto sarà limitata il suo prezzo non scenderà tanto facilmente, anzi, troverà il modo per aumentare ancora.

Ad oggi, le forniture certe di cobalto sono assicurate fino al 2021.

 

Una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata dalle nuove batterie a mix di materiali “cobalto-nickel-manganese, stimate dal documento BNEF attorno al 7% del mercato delle batterie per veicoli elettrici nel 2020 e al 57% nel 2030.

Solo di nickel ne serviranno 1,4 milioni di tonnellate l’anno.

 

Un’altra strada da seguire potrebbe essere quella del riciclo, che dal 2030 potrebbe fornire 100 mila tonnellate di cobalto l’anno (posto che la raccolta di batteria esauste sia efficiente).

Il cobalto riciclato oggi si attesa attorno al 25% della fornitura annua complessiva.

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