Il quadro

Macron: “Debito comune Ue per difesa e AI”. Ma Merz e Meloni (con molti altri Paesi Ue) si sfilano

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello per un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale. Ma la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friederich Merz, insieme a diversi altri paesi Ue, non lo seguiranno.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato un appello per un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale. Ma la premier italiana Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friederich Merz, insieme a diversi altri paesi Ue, non lo seguiranno.

Macron ha rilasciato un’intervista sulla sua “dottrina economica europea” che intende proporre nelle prossime settimane e mesi, in particolare “ad Anversa al vertice sull’industria europea e “al prevertice con riunione dei capi di stato e di governo dei 27 sulla competitività europea, giovedì in Belgio“. Nell’intervista, rilasciata a Le Monde e altri 6 giornali europei fra i quali Il Sole 24 Ore, Macron parla di “un debito comune Ue per finanziare difesa e intelligenza artificiale”.

Le tre battaglie da condurre per Macron: difesa, transizione ecologica e intelligenza artificiale

“Oggi, abbiamo tre battaglie da condurre, nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantico”, ha affermato.

“In tutti questi settori – dice il presidente francese – investiamo molto meno rispetto a Cina e Stati Uniti. Se l’Unione Europea non fa nulla nei prossimi 3-5 anni, sarà spazzata via da questi settori. E quest’investimento, se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po’ di più, non dobbiamo ripartirlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto”.

Macron ricorda che “Mario Draghi stimava in 800 miliardi di euro all’anno i bisogni di investimenti pubblici e privati nelle tecnologie verdi e digitali. Se aggiungiamo la difesa e la sicurezza, arriviamo circa a 1.200 miliardi di euro all’anno”.

Jet franco-tedesco, progetto tramontato?

Il progetto di un aereo da combattimento franco-tedesco, che in questi giorni secondo le indiscrezioni sembra destinato a tramontare, “è un buon progetto. E non ho nessuna comunicazione tedesca sul fatto che non si tratti di un buon progetto”, ha detto Macron, anche se secondo indiscrezioni la Germania sarebbe intenzionata a lasciare la collaborazione con la Francia per intavolarne una alternativa con Regno Unito, Giappone e Italia per un progetto alternativo. Il progetto franco-tedesco era partito addirittura nel 2017, ai tempi di Angela Merkel. Ma ora è in forse.

“Quanto gli industriali cercano di rinunciare alle sinergie, è una cosa, ma non sta a noi difenderla – ha proseguito – Ne riparleremo con il cancelliere Friedrich Merz. Da parte mia, ritengo che le cose debbano procedere. E allo stesso modo sul carro armato da combattimento. Se per caso il partner tedesco rimettesse in discussione l’aereo comune saremmo costretti a rimettere in discussione anche il carro armato”. Se così fosse, il rischio per la Francia è quello di trovarsi sempre più isolata nel consesso Ue nella sua crociata anti americana.

Il jet di nuova generazione franco-tedesco “è morto” secondo Politico

Il Future Combat Air System (Fcas) “è morto ma nessuno vuole dirlo”, ha detto ieri a Politico un parlamentare francese che si occupa di politica di difesa. “È più probabile un annuncio della sua fine piuttosto che un rilancio”, ha confermato un funzionario che conosce bene il pensiero di Macron, mentre la testata rileva che il fallimento del programma di punta tra i tre paesi (in seguito si era unita anche la Spagna) per la costruzione del nuovo jet, insieme a droni e un cloud di combattimento, sarebbe “un duro colpo politico per il presidente francese”.

Ue: Macron, ‘rischio dipendenza da Usa, puntare su prodotti europei’

”Percepisco anche da parte dei grandi gruppi il rischio della dipendenza dagli Stati Uniti”, ma ”stiamo incoraggiando i grandi gruppi ad acquistare prodotti europei”. Così il presidente francese Emmanuel Macron nell’intervista rilasciata ai media europei tra cui Il Sole 24 Ore, in esclusiva per l’Italia. Rispondendo a una domanda su come il ‘Buy European si tradurrebbe in acquisti di materiale europeo’, Macron ha detto che ”sul fronte pubblico noi lo stiamo facendo in modo sempre più sistematico. Sul versante privato, stiamo incoraggiando i grandi gruppi ad acquistare prodotti europei”.

Il capo dell’Eliseo ha citato ad esempio ”ciò che abbiamo fatto alcune settimane fa in Germania con il vertice franco-tedesco sulla sovranità digitale. Il principale messaggio che abbiamo trasmesso ai grandi gruppi è stato quello di scegliere una soluzione europea, italiana, greca, spagnola, francese o tedesca piuttosto che una soluzione americana, ovunque fosse disponibile”.

E’ il momento del risveglio dell’Europa

“È giunto il momento del risveglio europeo. Dobbiamo uscire dallo stato di minoranza geopolitica. Siamo alle prese con uno stato di emergenza che impone una reazione massiccia: un’Europa potenza che semplifica, che protegge, che assume la preferenza europea, che investe e innova e che, nello stesso tempo, decide veramente di diversificare e di ridurre i rischi della propria economia”, ha detto Macron, il cui mandato presidenziale terminerà fra 15 mesi senza possibilità di rielezione.

Macron “Puntare su euro digitale e stablecoins in euro. Decarbonizzazione forma di de-risking

Sul fronte economico, la ricetta di Macron è “ricostruire le capacità europee. Per esempio, promuovere l’internazionalizzazione del ruolo dell’euro, introducendo tra le altre cose l’euro digitale o sviluppare stablecoins in euro. Nei servizi di pagamento non possiamo dipendere da Visa e Mastercard. Bisogna fare de-risking anche nel settore dell’energia. La stessa decarbonizzazione è una forma di de-risking”.

Macron “Sulla Groenlandia saremo solidali

Con Donalda Trump, “Siamo in una fase di instabilità permanente. Sulla Groenlandia, e le mire americane sull’isola, penso che nulla sia ancora deciso. È in corso una discussione con i nostri amici danesi. Molto bene. Spetta a loro decidere cosa dirci. Ma non permetteremo che venga esercitata alcuna coercizione su di loro. Saremo solidali”.

La visione “made in Europe” di Macron non convince Merz e Meloni

Ma quando Macron si presenterà all’incontro dei leader europei questo giovedì non dovrà aspettarsi aiuto da Germania e Italia, che da qualche tempo, soprattutto dopo il recente bilaterale a Roma fra Merz e Meloni, hanno sempre più allineato le loro visioni per l’Unione. Lo scrive Politico, aggiungendo che entrambi sono scettici sui grandi progetti del presidente francese e stanno raccogliendo sostegno per un programma diverso, con una maggiore enfasi sul libero scambio e sul commercio.

L’ambizione di Macron è quella di trasformare l’incontro dei leader dell’Unione Europea nella campagna belga “in un momento di grande importanza”, ha affermato una persona vicina al presidente francese a cui, come altri citati in questo articolo, è stato concesso l’anonimato per discutere dei preparativi delicati.

Ma la posizione di Merz e Meloni non è in linea e molto meno netta sul fronte del protezionismo europeo di quella francese, per evitare di alienarsi i partner commerciali extra Ue (leggi Usa ma anche Cina).  

Il fronte europeo anti-Macron è anche più ampio

Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Olanda e Svezia sono anche più espliciti nella loro opposizione ai piani francesi di “made in Europe”. Tanto che in un position paper congiunto hanno messo in guardia sul fatto che la spinta verso la preferenza europea rischia di “mandare via gli investimenti dall’Europa”. Una posizione di maggior cautela condivisa prima di Natale anche da altri paesi fra cui Repubblica Ceca e Portogallo. Tanto più che ormai Macron, a 15 mesi dal termine del mandato, è considerato un’anatra azzoppata a Bruxelles. Anche sul fronte dello spazio l’asse Meloni-Merz non è contrario a Starlink, al contrario di Macron.

Meloni e Merz hanno adottato un approccio più cauto

Roma e Berlino, prosegue Politico, sono più esposte in termini di appalti pubblici, soprattutto in materia di equipaggiamenti militari, rispetto a Parigi.

Meloni è più interessata a rafforzare i legami con la Germania che con la Francia.

Il mese scorso la Germania ha cofirmato con l’Italia un documento che delineava le loro priorità per il vertice – il tipo di documento che Francia e Germania erano solite redigere insieme – sostenendo una posizione più morbida sulla preferenza europea, che la applica solo a “settori strategici cruciali e fondamentali”.

Scrive Politico che Meloni, Merz e il Primo Ministro belga Bart De Wever – ma non Macron – stanno organizzando un incontro pre-vertice lo stesso giorno con oltre una dozzina di paesi con idee simili per discutere le priorità. Macron era stato invitato, ma non aveva ancora accettato l’invito fino a venerdì, secondo un funzionario nazionale a conoscenza della pianificazione dell’incontro. Alla domanda posta venerdì sulla partecipazione di Macron, l’ufficio del presidente francese non ha risposto immediatamente.

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