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Luna. Comunicazioni satellitari, Asi e Telespazio avviano il programma “Response”

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L’Agenzia Spaziale Italiana e Telespazio lanciano il programma "Response". L’obiettivo? Trasformare la storica antenna del Fucino nel ponte di comando per le future colonie lunari e le missioni verso Marte.

L’Italia torna centrale per il prossimo viaggio verso la Luna

C’è un’antenna, nel cuore dell’Abruzzo, che ha letteralmente portato la Luna nelle case degli italiani. Era il 1969 e, grazie alla parabola FOC-1A del Centro Spaziale del Fucino, le immagini sgranate del primo uomo che toccava il suolo lunare arrivarono sui nostri schermi. Oggi, quella stessa antenna si prepara a tornare protagonista come infrastruttura chiave per il ritorno dell’umanità sulla Luna e oltre.

L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Telespazio (società del gruppo Leonardo) hanno siglato l’accordo per il programma Response. Un progetto che non è solo un’operazione di restyling, ma un tassello strategico della nuova Space Economy europea.

Grazie al progetto Response, l’antenna FOC-1A supporterà le missioni lunari dell’ASI e dei partner internazionali, potenziando lo scambio di dati anche con missioni nello spazio profondo. La sua posizione geografica consentirà inoltre all’antenna di operare nel network con altre stazioni terrestri europee ed internazionali, garantendo comunicazioni continue ed affidabili per le prossime ambiziose missioni di esplorazione”, ha dichiarato in una nota Roberto Formaro, Responsabile della Direzione Ingegneria e Tecnologie dell’ASI.

L’antenna FOC-1A, simbolo delle grandi imprese spaziali degli anni Sessanta e Settanta, viene oggi proiettata nel futuro per supportare le missioni lunari e di esplorazione dello spazio profondo dei prossimi decenni. È un esempio concreto di come Telespazio, con Leonardo, sappia valorizzare il proprio patrimonio tecnologico e industriale, mettendolo al servizio delle nuove ambizioni dell’Europa e della comunità spaziale globale”, ha dichiarato Alessandra Farese, SVP Satellite Systems & Operations di Telespazio.

Che cosa sono le comunicazioni spaziali?

Per capire l’importanza di questo accordo, dobbiamo immaginare lo spazio non come un vuoto silenzioso, ma come una rete autostradale invisibile. Le comunicazioni spaziali sono il “segnale Wi-Fi” che permette alla Terra di parlare con i satelliti, le sonde e gli astronauti.

Senza un sistema di ricezione e trasmissione potente, un veicolo spaziale sarebbe come uno smartphone senza campo: un pezzo di ferro inutile. Più ci allontaniamo dalla Terra (verso il Deep Space, lo spazio profondo), più il segnale diventa debole e difficile da catturare. È qui che entrano in gioco antenne giganti come la FOC-1A.

Il Programma RESPONSE: un ponte verso il futuro

Il cuore del progetto è l’ammodernamento tecnologico della grande parabola da 27 metri di diametro situata presso il Centro “Piero Fanti”. Grazie a Response, l’antenna diventerà compatibile con le più moderne esigenze di comunicazione:

  • Near-Earth e Deep Space: gestirà dati provenienti sia da satelliti vicini alla Terra, sia da sonde dirette verso l’ignoto.
  • Missioni ESTRACK: supporterà la rete globale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per il tracciamento dei satelliti.
  • Destinazione Luna: sarà fondamentale per i programmi ARTEMIS (NASA) e MOONLIGHT (ESA), quest’ultimo vede Telespazio come capofila per creare una vera e propria rete di navigazione e comunicazione intorno al nostro satellite.

L’importanza del progetto Response

Oggi lo Spazio non è più solo esplorazione scientifica; è un mercato globale in espansione. Se vogliamo costruire basi permanenti sulla Luna o mandare esseri umani su Marte, abbiamo bisogno di una “banda larga” spaziale.

Come sottolineato da Roberto Formaro (ASI), la posizione geografica dell’Italia e la potenza di questa antenna permetteranno comunicazioni continue e affidabili, integrandosi con le reti internazionali. Alessandra Farese (Telespazio) ha ribadito come questo sia un esempio perfetto di “seconda vita” tecnologica: un asset storico che viene proiettato nel futuro per sostenere le ambizioni europee.

Sicurezza e controllo delle rotte spaziali

Realizzare un’infrastruttura di questo tipo ha tre scopi principali:

  1. Gestione dei dati: ricevere video ad alta definizione e telemetria complessa dalle missioni lunari.
  2. Sicurezza: monitorare costantemente la posizione dei veicoli per garantire l’incolumità degli astronauti.
  3. Sovranità tecnologica: garantire all’Italia e all’Europa un posto di primo piano nella gestione delle rotte spaziali.

In un’epoca in cui la Luna sta diventando quello che possiamo definire l’ottavo continente della Terra, l’Italia conferma di avere un ruolo chiave in quella che sarà la New Space Economy.

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