Si è concluso l’iter di approvazione del Piano industriale Triennale 2026–2028, sottoposto al Consiglio di Amministrazione il 06.10.2025, approvato all’unanimità dal Controllo Analogo il 21.11.2025 e confermato all’unanimità dall’Assemblea dei Soci il 15.12.2025.
Il Piano Triennale punta a introdurre profonde innovazioni, in particolare nell’ambito dell’intelligenza artificiale, con una struttura organizzativa capace di fornire ai Soci soluzioni uniformi. L’obiettivo è accompagnare i Soci nell’analisi giuridica e amministrativa, nello spiegamento tecnico e nell’implementazione delle soluzioni, valorizzando il meccanismo di scouting e un sistema di apprendimento locale.
Il secondo tema riguarda la connettività per gli Operatori. A partire dall’esperienza nelle Aree Industriali e nelle zone a fallimento di mercato, il Piano mira a garantire condizioni favorevoli per tutti gli Operatori e a fornire connettività a imprese e cittadini in aree non servite.
Ciò include il potenziamento dei collegamenti, la riduzione dei ritardi GPS, collegamenti secondari e sistemi di DOS mitigation.
Il terzo elemento è la resilienza. L’Emilia-Romagna presenta fragilità strutturali legate a eventi sismici, alluvioni e rotture di argini, che hanno causato sfollamenti e situazioni di emergenza, dove i servizi digitali sono fondamentali.
Una fase iniziale ha garantito almeno un servizio digitale attivo; ora è necessario ridondare i servizi per assicurarne continuità, con investimenti infrastrutturali prioritari nelle zone più fragili, come quelle montane.
Il quarto punto riguarda il divario digitale. Nonostante i piani nazionali per le aree bianche e grigie, persistono sacche di mancata connettività. La Regione Emilia-Romagna sta sviluppando una strategia per queste “Aree Viola”, per garantire connettività attraverso sinergie territoriali e nuovi meccanismi di finanziamento e cofinanziamento.
Il quinto punto è il recupero dei crediti esigibili, con strumenti per mappare i debiti pendenti di cittadini e imprese e strumenti di sollecito volti a favorirne il pagamento. Il sesto elemento riguarda la sostenibilità digitale.
Lepida mira a rendere sostenibili i processi e l’implementazione tecnologica, curando più filiere dagli acquisti ai servizi. Il settimo elemento è la customer satisfaction, finalizzata a mappare user e citizen experience.
L’obiettivo è trasferire l’esperienza dei servizi Lepida ai Soci, migliorando anche i loro servizi verso imprese e cittadini. L’ottavo punto riguarda i fondi PNRR, erogati con meccanismo lump sum indipendentemente dall’impegno effettivo dei Soci.
Dove ci sono avanzi, è strategico mantenerli nel settore ICT e usarli collegialmente, evitando ridondanze.
Infine, il governo della trasformazione digitale consente alle risorse interne di intervenire nei progetti, mettendo a disposizione competenze ed esperienze pregresse. Il Piano prevede fino a 682 FTE e ricavi previsti di circa 112 milioni di euro, considerando che il 2026 vedrà la chiusura economica del Piano Scuole.
