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L’ENAC apre alla mobilità aerea urbana, anche automatizzata: ora definire la roadmap nazionale

Il Piano strategico nazionale per la mobilità aerea avanzata

Tutto cambia, con il passare del tempo e con l’affacciarsi sul mercato di nuove esigenze, anche nel settore della mobilità e dei trasporti. Nel nuovo Piano strategico per la mobilità aerea avanzata (2021-2030), l’Ente nazionale per l’aviazione civile o Enac illustra i cambiamenti in corso e le soluzioni ideate per dar vita a nuovi modelli di crescita e innovazione all’interno di un progetto nazionale.

Si tratta della strategia per l’Advances air mobility o AAM, un programma di sviluppo della mobilità aerea nazionale portato avanti assieme al ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili e al ministero per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale.

All’interno del paradigma AAM c’è anche la mobilità aera urbana o Urban air mobility (UAM), per il trasporto di merci e persone in ambito cittadino, attraverso mezzi di trasporto prevalentemente a propulsione elettrica a guida automatizza o con pilota a bordo (unmanned o manned).

Di Palma (ENAC): “Per una mobilità come servizio

È necessario accelerare i processi tecnologici che possano determinare un cambiamento nella società in cui viviamo. La rapida diffusione delle nuove tecnologie, incide infatti in modo significativo anche sul settore della mobilità urbana dei beni e delle persone, avviando una riconciliazione tra trasporto aereo e tutela dell’ambiente”, ha dichiarato il Presidente dell’ENAC, Pierluigi Di Palma.

Questo stravolgimento epocale porterà alla graduale implementazione di nuovi modelli integrati e intermodali di mobilità intelligente, sia aerea che terrestre – ha aggiunto Di Palma – tali da sviluppare soluzioni innovative ed ecosostenibili su cui si baseranno nuovi scenari di business per la realizzazione della mobilità come servizio”.

I punti chiave del Piano nazionale

Il progetto di creazione dell’ecosistema italiano AAM, alla base per Piano strategico Nazionale AAM, è spiegato nel comunicato ufficiale, è articolato in diverse fasi:

• definizione di una Roadmap Nazionale di AAM volta a colmare i gap regolamentari, tecnologici e infrastrutturali individuati rispetto alla creazione dell’ecosistema;

• realizzazione del Piano Strategico, quale strumento di indirizzo e attuazione delle iniziative pubbliche e private per la creazione dell’ecosistema nazionale per l’AAM;

• ricognizione e allocazione delle risorse pubbliche e private necessarie ad abilitare l’implementazione della Roadmap.

Sfruttare la terza dimensione

Ulteriore obiettivo che l’Enac si pone è “traguardare il trasporto aereo al comparto aerospaziale”. Come ha spiegato Alessio Quaranta, direttore generale Enac, il piano non si occupa solo di droni e ultraleggeri, ma anche di mezzi per i voli suborbitali.

Abbiamo una roadmap e un Piano elaborato con le istituzioni di riferimento e con i principali player del settore, che delineano una strategia nazionale in grado di sfruttare la terza dimensione e permettere alle imprese italiane di essere protagoniste nell’adozione e nella fornitura di prodotti di mobilità aerea”, ha commentato Quaranta.

Uno scenario quello della mobilità aerea che sta cambiando molto rapidamente, sia sotto la spinta dell’innovazione tecnologica e della transizione energetica (motori elettrici e/o a idrogeno), sia sotto la spinta di nuove necessità, tra cui l’esigenza di eliminare una buona fetta di traffico in strada.

L’Europa sulla stessa strada

A luglio anche l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha annunciato grandi novità in arrivo per il settore, “entro 3-5 anni”, ha detto il direttore Patrick Ky, con taxi, ambulanze e mezzi per il trasporto merci che invece di sfrecciare per le vie delle nostre città, ormai sempre più congestioante, avranno le loro corsie preferenziali in aria.

Ovviamente sono progetti che avranno bisogno di molto tempo ancora per ottenere tutte le autorizzazioni e le licenze necessarie per far alzare in volo questi nuovi mezzi della mobilità aerea urbana, ma è molto probabile che questo sarà il futuro a cui assisteremo tutti.

Buone anche le stime per il mercato europeo dell’UAM, con la possibilità di dar vita a 90 mila posti di lavoro e un valore di mercato di 4,2 miliardi di euro entro i prossimi dieci anni.

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