Il quadro

L’asta 5G promette scintille. Bagarre in vista, telco a carte coperte

Asta 5G, cresce l’attesa per la gara che si apre domani mattina alle 11 e promette di incrementare le offerte nella fase di rilancio competitivo. Piatto forte i quattro lotti (80-80-20-20) in banda 3700 Mhz.

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |

Asta 5G, cresce l’attesa per la fase dei rilanci che si apre domani mattina alle 11 e si preannuncia come una bagarre a suon di rilanci. Gli operatori sono impegnati da ieri in una due giorni di traninig per assimilare le procedure e intanto le offerte preliminari giunte al Mise, che hanno raggiunto complessivamente 2,48 miliardi di euro, assai vicino ai 2,5 miliardi di euro fissati come obiettivo nella legge di bilancio, sono un buon viatico per una gara che promette scintille.

 

Banda 3700 Mhz piatto forte

Gli operatori scopriranno domani le loro carte, che restano coperte per mettere in campo la loro strategia di gara. Con una premessa: al di là dell’indiscusso pregio della banda 700, che però sarà libera soltanto dal 2022, la banda 3700 Mhz (200 Mhz suddivisi in quattro blocchi, due da 80 Mhz e 2 da 20 Mhz) sarà il pezzo più ghiotto di spettro 5G in palio, perché disponibile da subito. Una porzione di spettro tuttavia troppo esigua per poter soddisfare gli appetiti di tutti i contendenti. Qualcuno rischia di restare a bocca asciutta.

Ed è per questo che gli operatori “si scanneranno” per accaparrarsi le risorse in banda 3700 Mhz, tenuto conto del tetto massimo inter-banda e intra-banda di 100 Mhz per singolo operatore, in banda 3400-3800 Mhz, come previsto dal bando di gara dell’Agcom. E tenuto conto che la banda 3400-3600 Mhz non è oggetto della gara di domani, perché occupata fino al 2029 da altri player per l’Fwa-Lte (ex Wimax) e dalla Difesa (che dispone di 74 Mhz).

C’è da dire inoltre che in banda 3700 Mhz sono in corso le sperimentazioni 5G del Mise in cinque città (Milano, Bari, Matera, Prato, L’Aquila) e che quindi le telco hanno tutto l’interesse a puntare su frequenze che in parte minore già detengono, per dare continuità alla fase di test.

 

Carte coperte sui 3700 Mhz

Per il blocco generico da 80 mhz in banda 3700 mhz Tim per il momento ha presentato l’offerta più alta da 238 milioni. Iliad ha offerto il prezzo più alto per un altro blocco generico da 20 Mhz della banda 3700 Mhz, cioè 39,6 milioni.

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Per i cinque lotti da 200 Mhz della banda da 26 Ghz, le cui frequenze sono disponibile dal 2019, sono state avanzate cinque migliori offerte da parte di Tim (pari a 33 milioni), Fastweb (pari a 32,6 milioni), Iliad, Vodafone e Wind Tre, che hanno offerto tutti 32,5 milioni a testa.

 

Frequenze 5G irrinunciabili per le telco  

E’ certo che le telco in gara – Tim, Vodafone Italia, Wind Tre, Fastweb e il nuovo entrante Iliad mentre nessuna offerta è arrivata da Open Fiber e Linkem, che seppur qualificati restano alla finestra in attesa degli eventi – si siano tenute basse con le offerte in fase preliminare, per dispiegare il loro gioco domani, in vista dei rilanci competitivi.

E’ certo anche che la partita del 5G è strategica per tutti i player in gara. Al momento del dunque, le telco hanno gettato la maschera, mostrando nei fatti che il treno del 5G è irrinunciabile nonostante il caro prezzo da pagare per garantirsi le frequenze, la cui licenza scadrà nel 2037.

 

Superate le remore sul 4G

Superate anche le remore finanziarie di quegli operatori che ancora attendono una piena remunerazione delle frequenze 4G acquisite nel 2011, lo standard mobile che va per la maggiore e che peraltro ha ancora ampi margini di crescita in termini di ricavi in particolare grazie all’upgrading al 4.5G che garantisce performance migliori in particolare a Vodafone Italia.

Insomma, nonostante le schermaglie pre-gara, quando alcuni operatori hanno persino minacciato di boicottare la gara 5G in segno di protesta contro le politiche miopi della Ue in materia di spettro radio (licenze troppo brevi) e contro la guerra dei prezzi innescata dallo sbarco di Iliad nel nostro paese, tutti sono invece ai nastri di partenza determinati a portare a casa il risultato.

 

Iliad in Italia per restarci

Un’altra certezza, come scrive oggi Le Monde, è che Iliad è in Italia per restarci e non per fare la comparsa. Lo dimostra l’acquisto del blocco (2×5 Mhz) riservato ai nuovi entranti in banda 700 per 676,4 milioni di euro, ma forse ancor di più l’offerta avanzata per i 20 Mhz in banda 3700 Mhz che non era scontata e che arriva un po’ a sorpresa. La low cost francese poteva accontentarsi di investire sui 700 Mhz ma ha deciso di mettere un chip anche sulla banda 3700 Mhz, magari soltanto per creare un po’ di scompiglio.

 

Banda 700, Tim e Vodafone in pole position

Al momento, in banda 700, quella più pregiata che sarà disponibile nel 2022 vale circa l’80% dello spettro 5G a gara, sono in testa Tim e Vodafone Italia. Tim ha presentato offerte pari a 340,1 milioni per due blocchi. Vodafone ha presentato due migliori offerte per gli altri due blocchi: 345 milioni per uno, 338,2 milioni per l’altro.

In tutto Tim, considerate anche le offerte più alte per il blocco generico in banda 3.700 Mhz e per un blocco da 26 Ghz, ha messo sul tavolo 951 milioni. Vodafone ha presentato offerte, guardando solo a quelle pubblicate perché risultate migliori, per almeno 715 milioni.

Per saperne di più su: 5G

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