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Larry Fink (Blackrock): nelle tecnologie per clima e ambiente le prossime startup da 1.000 miliardi di dollari

Clima e ambiente occasione di business globale

“Sono convinto che le prossime 1.000 startup, da almeno un miliardo di dollari l’una, saranno tutte impegnate nello sviluppo e l’applicazione di tecnologie per l’ambiente ed il clima”, ha dichiarato alla Cnbc Larry Flink, Ceo e presidente di una delle più grandi società d’investimento al mondo, Blackrock.

Il cambiamento climatico è anche un’opportunità di crescita per molte imprese, d’altronde sono anni che si parla di finanza ed economia verde, quindi di tecnologie per la tutela e la sostenibilità ambientale, per il contrasto ai cambiamenti climatici, la riduzione a zero delle emissioni inquinanti.

I fondi di investimento percepiscono la svolta storica e le nuove opportunità di guadagno da settori in rapida crescita e su cui si concentreranno grandi risorse finanziarie nei prossimi decenni.

Imprese alla ricerca di investitori

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato il mese scorso che “L’Europa mobiliterà 1.000 miliardi di euro di investimenti sostenibili entro il 2030”, aggiungendo: “Per raggiungere obiettivi sul clima dobbiamo investire l’equivalente del 2,5% del PIL globale ogni anno solo nel sistema energetico“.

Anche Bill Gates ha di recente ricordato che per via del cambiamento climatico, dell’inquinamento e del surriscaldamento globale si stanno riversando grandi quantità di denaro sulle tecnologie verdi e continuerà ad accadere per molti anni.

Ad inizio anno, il fondatore di Microsoft ha dato vita al fondo di capitale di rischio Breakthrough Energy Ventures, con il quale ha finanziato decine di startup del settore clima, energia e ambiente per oltre un miliardo di dollari.

“I prossimi Unicorni quindi non saranno un motore di ricerca, una società di media ed intrattenimento, ma aziende che lavoreranno con l’idrogeno verde, l’agricoltura sostenibile, l’acciaio a impatto ambientale zero e il cemento a zero emissioni”, ha precisato Flink.

Servono investimenti “equi” sul clima a livello globale

Raggiungere l’obiettivo del secolo delle zero emissioni e della neutralità climatica entro il 2050 richiederà come anticipato lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie e servizi, nuovi materiali e tecniche, che riguarderanno un po’ tutti i settori economici e produttivi.

Gli investimenti in progetti a basse emissioni di carbonio nei mercati emergenti dovranno essere superiori a un trilione di dollari all’anno, più di sei volte l’attuale tasso di investimenti di circa 150 miliardi di dollari all’anno”, ha affermato Fink.

Per raggiungere gli obiettivi del secolo sul clima, infatti, c’è bisogno di investimenti “equi” a livello globale, quindi anche nei Paesi cosiddetti emergenti, ad economia in forte crescita, ma troppo spesso ancora costretti ad attingere a soluzioni “fossili” fortemente inquinanti.

All’inizio dell’anno molti attivisti e movimenti per il clima e l’ambiente hanno accusato la Blackrock di parlare bene e agire poco, visto che ancora 85 miliardi di dollari venivano investiti dalla società in imprese attive nel settore del carbone, uno dei combustibili fossili più inquinanti, mentre altri 24 miliardi sono finiti in progetti per centrali termoelettriche.

Fino al 2040 opportunità di investimenti per 50 mila miliardi di dollari

Solo per l’Italia dal 2016 al 2020 hanno investito in tecnologie e prodotti green più di 440 mila imprese, secondo il Rapporto GreenItaly 2021 della Fondazione Symbola e Unioncamere.

Nei prossimi 20 anni si potranno avere opportunità di investimenti nella transizione ecologica pari a 50 trilioni di dollari, sempre secondo Flink, con l’effetto di far impennare del 25% la crescita cumulativa del PIL.

All’ultima conferenza sul clima di Venezia dello scorso luglio è stata annunciata la Climate Finance Partnership, voluta da Francia, Germania, Giappone e organizzazioni di settore per attirare capitali privati per la realizzazione di infrastrutture sostenibili e soluzioni per l’energia pulita nei mercati emergenti.

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