Govsatcom, il programma satellitare europeo in servizio da metà gennaio, al centro di uno scontro clamoroso fra la Germania e l’Italia da un lato e la Francia dall’altro. In gioco, la volontà di Berlino e Roma e di far entrare in questo programma operatori non europei, fra cui in primo luogo Starlink. Lo scrive oggi La Tribune, aggiungendo che la proposta sull’asse Roma-Berlino, rinsaldato dal recente bilaterale Roma fra la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, veda la fiera opposizione di Parigi, che insieme ad altri paesi si è messa di traverso in modo deciso. Soprattutto perché la piattaforma Govsatcom ospiterà alla fine IRIS², il mega progetto satellitare della Ue che intende rappresentare, (ma non prima del 2030) l’alternativa europea a Starlink, bestia nera di Bruxelles.

Italia e Germania vogliono “far entrare i lupi (Starlink) nell’ovile (lo Spazio europeo)”
Ci sono dichiarazioni a favore dell’autonomia strategica dell’Europa, e poi ci sono i fatti, scrive La Tribune. I paesi europei sono esasperanti in questo senso quando si tratta di preferenza e/o sovranità europea, nonostante una situazione geopolitica molto preoccupante. L’ultimo esempio è la Germania e soprattutto l’Italia, che vogliono indebolire il programma Govsatcom, un’iniziativa lodevole lanciata dalla Commissione Europea e sostenuta dal Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, lasciando entrare i lupi nell’ovile, tra cui Starlink, secondo diverse fonti attendibili.
Govsatcom, di cosa stiamo parlando?
Il programma Govsatcom mira a fornire comunicazioni gratuite e sicure ai governi dei 27 Stati membri dell’Unione Europea utilizzando i satelliti per telecomunicazioni militari europei già in orbita geostazionaria (inclusi i due satelliti Syracuse IV) di cinque Stati membri (Spagna, Francia, Grecia, Italia e Lussemburgo). Ciò implica la messa in comune e la condivisione delle risorse esistenti. La Commissione Europea ha firmato un accordo con i cinque Paesi, che, in cambio di finanziamenti da Bruxelles, si impegnano a fornire capacità. Il budget è stimato in circa 100 milioni di euro una volta che Govsatcom sarà pienamente operativo.
Seconda fase, una battaglia ai massimi livelli
Dopo alcune battute d’arresto iniziali nel lancio del programma, la prima fase è stata avviata ed è attualmente in fase di test (“Servizi iniziali”) da metà gennaio in Spagna presso le strutture di GMV, l’azienda che ha sviluppato la piattaforma sotto la supervisione dell’agenzia dell’Unione Europea (EUSPA). Finora, tutto bene. Diversi paesi, tra cui quelli scandinavi e quelli dell’ex blocco orientale, stanno testando il sistema. In una seconda fase, la Commissione intende estendere Govsatcom ai servizi governativi come la protezione civile (terremoti, inondazioni, ecc.), coinvolgendo operatori commerciali per aumentare la capacità senza compromettere le forze armate europee.
Roma e Berlino vogliono consentire a operatori extra Ue di entrare in Govsatcom
Ed è qui che iniziano i guai… Perché è in questa seconda fase che Roma e Berlino vogliono consentire agli operatori extraeuropei di offrire servizi di telecomunicazione. O come dirottare un’iniziativa europea di due paesi che intendono lanciare le proprie costellazioni di telecomunicazioni sicure. Questo sta causando enorme irritazione in Francia, così come in altri paesi, e sta provocando discussioni e tumulti ai massimi livelli in Europa. Soprattutto perché Govsatcom ospiterà la futura costellazione europea IRIS², che fornirà comunicazioni sicure, a differenza di Starlink. Germania e Italia, che vogliono aprire il servizio agli operatori extraeuropei, non potrebbero fare di meglio per silurare IRIS², che è ancora nel limbo.
Eutelsat preoccupata sul caso Govastacom
In Europa, Eutelsat, che attualmente possiede l’unica costellazione europea con OneWeb, è logicamente, e soprattutto legittimamente, molto interessata a Govsatcom. “Oggi, l’unica costellazione europea che vola e funziona è quella di Eutelsat.” “Si chiama OneWeb. È l’unico; gli altri sono solo progetti cartacei per ora”, ha ribadito Philippe Baptiste, Ministro dello Spazio.
A novembre, l’amministratore delegato dell’operatore, Jean-François Fallacher, ha annunciato a margine di una conferenza stampa dedicata all’aumento di capitale del gruppo che Eutelsat avrebbe partecipato a Govsatcom. “Siamo molto impegnati, e lo siamo già, a partecipare a Govsatcom con i nostri satelliti per comunicazioni geostazionarie. (…) Stiamo effettivamente discutendo affinché la nostra costellazione OneWeb partecipi a questo programma. Sta procedendo molto bene”, ha specificato.
Fallacher (Ceo di Eutelsat) “OneWeb è l’unica alternativa a Starlink”. Ma non tutti la pensano così
In occasione del WEF di Davos, Jean-François Fallacher, Ceo di Eutelsat che controlla OneWeb, ha messo in guardia dal rischio di frammentazione e dispersione di forze. Falacher ha puntato il dito contro la frammentazione europea in termini di investimenti spaziali. Basti pensare alla Germania, dove due big come Rheinmetall e OHB starebbero già lavorando su una costellazione satellitare militare, per dotare la Germania della sua Startlink tedesca. Un progetto da 12 miliardi di euro, in barba a Iris 2 e agli appelli di sovranità digitale che un giorno sì e l’altro pure si alzano da Bruxelles.
Di qui la preoccupazione del Ceo di Eutelsat, che ha da poco rilevato i 34 satelliti in orbita geostazionaria di OneWeb, che al momento rappresenta l’unica alternativa concreta a Starlink. C’è da dire che ad oggi la costellazione di Elon Musk non ha alcun contratto di difesa con governi europei.
Ma è chiaro che al momento, in caso di bisogno impellente, bisognerebbe per forza fare i conti con il bizzoso uomo più ricco del mondo. Eutelsat impegnata in Iris 2, ma Iris 2 è ancora lontano.
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