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Italia.it: si dimette il direttore Di Corinto. Ennesima tegola sul nostro turismo

Italia.it

Le dimissioni di Arturo Di Corinto dalla carica di direttore editoriale di Italia.it sono l’ennesima tegola che piove sul turismo di casa nostra. Come se non bastasse il commissariamento dell’Enit, in crisi di liquidità, il sito vetrina turistica del made in Italy perde la sua guida editoriale per mancanza di fondi, con l’ormai ex direttore non pagato da 8 mesi. Uno schiaffo, dopo che nel sito sono stati investiti a più riprese 45 milioni di euro.

“Mi dimetto da direttore di Italia.it perché ritengo ingiusto e poco dignitoso continuare a lavorare senza essere pagato – scrive Di Corinto nella sua missiva indirizzata a Matteo Renzi, Dario Franceschini e al Parlamento – Le difficoltà finanziarie di Promuovi Italia Spa e le incertezze burocratiche del Mibact hanno infatti impedito i pagamenti verso la società Unicity Spa che mi ha impiegato come direttore editoriale del portale, e che non paga le mie spettanze da otto mesi”.

Problemi economici che privano della sua guida il portale alla vigilia dell’Expo 2015, un evento su cui l’Italia si gioca molto della sua credibilità internazionale.

 

“Proprio l’avvicinarsi dell’Expò avrebbe consigliato di immaginare una diversa strategia di gestione del portale – aggiunge – che doveva e poteva essere una piattaforma di branding e marketing dei contenuti relativi all’evento e per meglio comunicare la stessa Italia come destinazione turistica. Soprattutto rispetto alle proposte da me inoltrate ai ministri Gnudi, Bray e Franceschini, circa la necessità di localizzazione linguistica del portale (in cinese e russo), e alla promocommercializzazione dei prodotti turistici italiani di cui in tempi non sospetti avevo individuato le risorse presso gli uffici competenti e che nella misura di 900 mila euro sarebbero ancora accantonate e utilizzabili”.

“Personalmente ritengo che sia stato un errore affidare il portale all’Enit prima della sua riorganizzazione – aggiunge Di Corinto nella sua lettera – e mentre Promuovitalia – la stazione appaltante dei servizi tecnici e redazionali di Italia.it – è stata messa in liquidazione, incapace di pagare i sette mesi del lavoro precedentemente svolto dalla redazione del sito (tre le persone che vi lavorano delle venti previste nel progetto iniziale ndr)”.

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