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L'allarme

IPTV e pirateria digitale: un fenomeno in crescita. Intervista a Federico Bagnoli Rossi (FAPAV)

I pirati si sostituiscono alle pay-tv legali, offrendo pacchetti con i medesimi contenuti. Danneggiano un mercato in crescita e gli stessi produttori e distributori. Bagnoli Rossi: “chiederemo a Confindustria Radio TV di approfondire insieme il problema con l’augurio di avviare un percorso sinergico comune”.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |
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Eventi sportivi, film, serie tv, concerti, la presenza crescente di contenuti digitali online a pagamento è sempre più soggetta all’azione illecita dei pirati multimediali e del digitale, che violano il diritto d’autore, creano un danno enorme al settore e mettono a repentaglio posti di lavoro. Più aumenta tale offerta, che può essere consumata sia sui classici pc/tablet, sia sulle nuove smart tv, più il fenomeno della pirateria si allarga. Le recenti operazioni della Guardia di Finanza finalizzate alla repressione di tale reato sono una prima risposta al fenomeno, che deve essere coadiuvata da un’azione dell’industria culturale. Ne parliamo con Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale FAPAV, per capire i dettagli del problema e le possibili forme di contrasto.

 

 

Key4biz. Come avviene la pirateria digitale tramite le IPTV?

 

Federico Bagnoli Rossi. Le IPTV sono dei servizi che offrono la possibilità di usufruire dei canali televisivi attraverso il web. Il segnale viene inoltrato attraverso connessioni internet a banda larga sfruttando una architettura di rete denominata “Content Delivery Network” e gli utenti che usufruiscono del servizio ricevono il segnale attraverso una smart TV o un apposito decoder collegato alla rete. Accanto all’ormai variegata offerta legale di IPTV si sta sviluppando parallelamente un mercato illecito che sfrutta le possibilità offerte dalla tecnologia. Il servizio illecito proposto è talmente di “alta qualità” che gli stessi utenti molto spesso sono ignari della liceità o meno dell’offerta e si trovano ad acquistare inconsapevolmente contenuti non autorizzati. Sono sostanzialmente dei veri e propri “soggetti” che si sostituiscono alle pay-tv legali offrendo dei pacchetti con i medesimi contenuti.

 

 

Key4biz. Dietro la pirateria si nascondono sempre grandi guadagni, che poi sono il motore delle attività illecite. In questo caso, i proventi da dove derivano?

 

Federico Bagnoli Rossi. Questi nuovi servizi illegali consentono agli utenti, a fronte dell’acquisto di un abbonamento, di accedere a tutti i canali delle televisioni pubbliche e private, inclusi i contenuti on-demand. Tramite l’acquisto di questi “abbonamenti” è possibile vedere tutta l’offerta, dalle partite di calcio ai film in prima visione sia in diretta che successivamente in un secondo momento, oltre ai “live” show e le serie televisive più attese in alta definizione.

È importante sottolineare come le ricadute economiche di questo problema riguardino in primis ovviamente le pay-tv ma anche gli stessi fornitori di contenuti come produttori e distributori.

 

 

Key4biz. Come hanno risposto le Autorità preposte per contrastare questo nuovo tipo di fenomeno?

 

Federico Bagnoli Rossi. Le Forze dell’Ordine, sempre attente ai nuovi fenomeni illeciti in violazione del Diritto d’Autore, si sono subito attivate per contrastare le IPTV illegali. A maggio 2016, infatti, il Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza aveva concluso l’operazione “Match Off 2.0” in cui vennero denunciati 5 individui, oscurati 41 server dislocati in 3 continenti diversi, sequestrati 3 server localizzati in Italia e bloccati 50 siti illegali.

Di pochi giorni fa la notizia che una nuova operazione è stata condotta dal Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche, “Match Off 3.0” ancora una volta coordinata dal Dott. Maiorano della Procura di Roma, che partecipò anche al nostro evento “TuteliAmo” dello scorso anno. Grazie ad un approfondito e complesso lavoro di indagine, la Guardia di Finanza ha individuato a Napoli tre centrali di trasmissione di programmi televisivi. L’operazione ha portato al sequestro di 235 decoder, 104 smart card, 3 personal computer e 17 carte Postepay, svelando un’attività altamente remunerativa: sono infatti stati sequestrati oltre 76.000 Euro, di cui circa 18.000 in contanti.

La mia impressione è che il fenomeno è talmente ampio e grave che bisogna continuare ad operare in maniera incisiva.

 

 

Key4biz. Quindi il fenomeno è da non sottovalutare…

 

Federico Bagnoli Rossi. Esattamente, la nostra Federazione segue il fenomeno con grande attenzione e in sinergia con i nostri Associati sta prendendo tutte le azioni necessarie al suo contrasto. È un trend globale che sta crescendo anche all’estero e sul quale c’è la massima attenzione e che stiamo seguendo anche con i colleghi del nostro network internazionale. Siamo ovviamente in contatto anche con tutte le Istituzioni coinvolte ma l’argomento è così importante che chiederemo a Confindustria Radio TV di approfondire insieme il problema con l’augurio di avviare un percorso sinergico comune.

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