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IoT. 5,3 miliardi di connessioni globali entro il 2027 e ricavi a 21 miliardi di euro. Vodafone prima tra i player occidentali

Crescono le connessioni cellulari IoT al mondo e anche i guadagni per le imprese del settore

Il mercato delle connessioni cellulari dellInternet of Things (IoT) è in costante crescita. L’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 ha favorito lo sviluppo del settore, trainato dalla necessità di spostare le principali attività economiche, amministrative ed operative, dal pubblico al privato, in rete, online.

Ma non solo, il boom dell’internet delle cose è strettamente connesso alle esigenze di automatizzare, di connettere macchine, uomini e reti per aumentare la produttività e l’efficienza, ma anche la sostenibilità economica di ogni attività.

Secondo un nuovo studio pubblicato da Berg Insight, i ricavi globali relativi alla crescita della connettività IoT sono aumentati del 24%nek 2022, raggiungendo i 10,8 miliardi di euro.

In media, si legge nel report, i ricavi rappresentano circa il 2% dei guadagni totali dei maggiori operatori di telefonia mobile su scala globale. I ricercatori stimano che ci saranno 5,3 miliardi di dispositivi IoT connessi alle reti cellulari in tutto il mondo, entro il 2027, in grado di generando ricavi annuali pari a 21,4 miliardi di euro.

I primi dieci operatori di telefonia monile al mondo rappresentano 2,3 miliardi di connessioni IoT a fine 2022, cioè l’87% del totale per l’anno di rilevazione.

Classifica dominata dai cinesi, Vodafone al quarto posto (prima tra li grandi operatori occidentali)

Al primo posto ci sono i cinesi di China Mobile, con 1.06 miliardi di connessioni cellulari IoT, seguita da China Telecom al secondo posto, con 407 milioni, e al terzo da China Unicom, con 390 milioni.

Vodafone si è classificata quarta su scala globale, risultando la prima tra gli operatori occidentali, con 160 milioni di connessioni IoT.

Al quinto posto per numero di connessioni cellulari IoT al mondo c’è AT&T, con 107 milioni, mentre il resto della classifica si compone con Verizon, Deutsche Telekom e Telefónica, che contano tra 36 e 57 milioni di connessioni IoT cellulari. La Top Ten è chiusa da KDDI e Orange, con circa 30 milioni ciascuno.

I tassi di crescita anno su anno per i maggiori operatori erano compresi tra l’1 e il 37%.

IoT e servizi a valore aggiunto

Poiché il valore dell’IoT risiede nei servizi a valore aggiunto, piuttosto che nella connettività, gli operatori di telefonia mobile si concentrano sempre più sull’aumento dei loro portafogli IoT, aggiungendo servizi cloud e funzionalità di sicurezza, oltre alla loro offerta base di connettività, ha osservato il team di Berg Insight nel commentare i dati.

Stando al report, l’LTE/5G privato è un’area di interesse emergente, in cui molti operatori agiscono come fornitori di servizi gestiti dell’IoT.

Complessivamente, alla fine del 2022, i provider di servizi IoT (per la maggior parte MVNO che offrono accesso alla rete locale e servizi roaming, tra cui Velos IoT, Aeris, KORE Wireless, 1NCE e Wireless Logic) avevano in gestione più di 150 milioni di connessioni IoT cellulari, con una stima di circa 1,5 miliardi di euro di ricavi annuali.

Le forza dell’economia delle cose

Le prospettive future sono assolutamente rosee per l’Internet delle cose. Quella che Vodafone ha chiamato “l’economia delle cose” si sta espandendo molto rapidamente, consentendo alle imprese di sviluppare e migliorare la comunicazione macchina-macchina (o M2M) per favorire ai dispositivi connessi in rete di interagire, di effettuare operazioni di compravendita e relative transazioni.

Proprio in questi giorni, Verizon Business ha annunciato il lancio di una nuova piattaforma che utilizza la tecnologia embedded SIM (eSIM) e l’avvio di divere partnership con operatori di telecomunicazione per fornire connettività IoT a livello internazionale senza interruzioni.

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