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Innovazione, cresce del +9% in Europa. Per l’Italia il dato migliore dal 2012, ma siamo sotto la media Ue

Pubblicato stamattina dalla Commissione europea il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione, edizione 2020 (“European innovation scoreboard”). Uno studio approfondito della capacità di innovare dei Paesi membri dell’Unione europea (Ue) e dell’Europa unita stessa.

In media, nel 2019, i livelli dell’innovazione nei Paesi Ue sono aumentate del +8,9% rispetto al 2012, con un miglioramento delle prestazioni in diversi settori chiave in 24 Paesi Ue, soprattutto in Lituania, Malta, Lettonia, Portogallo e Grecia.

L’Italia sale, ma siamo sempre sotto la media UE

E l’anno scorso l’Italia ha registrato il dato migliore dal 2012 ad oggi, con un punteggio pieno di 90, contro l’86 del 2018 e l’80 del 2017 (nel 2012 non superammo il punteggio di 78).

Rimaniamo comunque un Paese considerato “innovatore moderato all’interno dell’Unione, posizionandosi al momento al 19° posto (eravamo al 21° posto nel 2012).

I fattori chiave per questa crescita della capacità di innovare del nostro Paese sono le aziende innovatrici, le risorse intellettuali (tra brevetti e design) e il sistema di ricerca più attrattivo.

Il punteggio migliore lo otteniamo tra le piccole e medie imprese che innovano, sia a livello strutturale, sia di processo e prodotto. Male invece in termini di istruzione media della popolazione, di collaborazione tra imprese a livello internazionale, nella capacità di finanziare l’innovazione e in termini di banda larga e ultralarga.

Innovazione a guida dell’economia post-Covid

L’edizione 2020 del quadro di valutazione dimostra che l’UE è già un luogo propizio per l’innovazione, ma che dobbiamo intensificare ulteriormente gli sforzi per trovare soluzioni globali per contenere il virus e aiutare l’Europa a uscire dalla crisi. Oggi più che mai l’innovazione è importante, perché è al centro dei nostri sforzi per sconfiggere la pandemia di coronavirus”, ha dichiarato Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno.

L’UE guida l’uscita dalla crisi del coronavirus intensificando il suo sostegno alle attività di ricerca e riunendo soggetti diversi degli ecosistemi dell’innovazione, sia pubblici che privati, che possono trasformare nuove idee in realtà e migliorare la vita dei cittadini”, ha commentato Mariya Gabriel, Commissaria per l’Innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e i giovani.

I dati dell’edizione 2020 del quadro europeo di valutazione dell’innovazione evidenziano le opportunità per migliorare il coordinamento delle politiche dell’Ue in materia di innovazione, per aiutare l’Europa ad essere più competitiva a livello mondiale e rafforzare il ruolo chiave dell’innovazione per superare la pandemia di coronavirus

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