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Il discorso alto di Mattarella ed i suoi complimenti ad Amadeus per Sanremo

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Il discorso di insediamento di Sergio Mattarella – che ha giurato ieri in Parlamento sulla Costituzione italiana – ha registrato un coro pressoché unanime di commenti positivi, in taluni casi entusiastici (“Key4biz” ha pubblicato il testo in versione integrale).

Si è trattato senza dubbio di un discorso alto, da statista illuminato e lungimirante, ed in particolare la comunità culturale nazionale ha apprezzato uno dei passaggi, che qui di seguito riportiamo:

L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura. Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi. La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana. Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni”,

ha detto Sergio Mattarella.

In verità, si tratta, in fondo, di tesi semplici, e finanche banali, se l’Italia fosse un Paese normale: ma, non essendolo, e venendo spesso la cultura considerata dai più quasi un accessorio della vita sociale ed economica, le dichiarazioni del rinnovato Presidente assumono una particolare importanza simbolica, e rappresentano un monito emblematico al Paese tutto.

Ulteriore cenno alla cultura in un altro passaggio del discorso:

sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità”.

Mollicone (Fratelli d’Italia): il nesso tra “cultura” e “digitale”. Il silenzio del Ministro Franceschini…

Molteplici e plurali i segnali di apprezzamento: dal Presidente dell’Agis Carlo Fontana al Sottosegretario all’Editoria Giuseppe Moles, dalla Segretaria dell’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura del Senato Michela Montevecchi (M5S) alla Capogruppo Pd in Commissione Cultura Rosa Maria Di Giorgi, per arrivare al Responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia Federico Mollicone… Quest’ultimo ha enfatizzato la necessità di un nesso tra “cultura” e “digitale”: “in particolare, riteniamo condivisibile l’importanza che il Presidente ha indicato per la cultura nella costruzione identitaria nazionale e la necessità di superare il divario digitale, perché essere connessi è ormai presupposto fondamentale dell’esercizio di diritti fondamentali”.

Key4biz” ha segnalato tempestivamente l’enfasi che il Presidente ha posto sulla esigenza di superare il divario digitale: “Dignità“, ha detto Mattarella, “è l’annullamento del divario tecnologico e digitale”.Dignità“, ha aggiunto, “è garantire ai cittadini un’informazione libera e indipendente” (vedi l’articolo di Luigi Garofalo su “Key4biz” di ieri 3 febbraio 2022, “Mattarella: “Costruire l’Italia del dopo emergenza più moderna e senza divario digitale””).

Abbiamo cercato inutilmente nel database delle agenzie stampa una dichiarazione del Ministro della Cultura Dario Franceschini rispetto al discorso di Mattarella: non l’abbiamo trovata (silenzio totale, incrociando “Franceschini” + “Mattarella”, dal 1° febbraio 2022), e ciò ci è parso segnale piuttosto curioso, ed una lettura superficiale potrebbe interpretare questo silenzio come un dissenso rispetto all’elezione di Mattarella, essendo stato notoriamente Franceschini tra i “papabili”…

Alcuni hanno anche notato che, nella prima riunione del Consiglio dei Ministri tenutasi dopo l’elezione di Mattarella, il titolare del dicastero della Cultura non ha nemmeno preso la parola, in un’atmosfera psico-politica che pare sia stata complessivamente piuttosto gelida (clima teso, alcuni quotidiani hanno titolato ironicamente “sembrava un pranzo tra parenti”…).

Il suo silenzio, assieme a quello del collega pentastellato Stefano Patuanelli (Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali), è stato interpretato come segnale di dissenso e di insofferenza. Alcuni – tra cui Daniela Preziosi sul quotidiano “Domani” – hanno sostenuto che Franceschini, svanite le proprie ambizioni, avrebbe preferito alla presidenza della Repubblica Pier Ferdinando Casini e avrebbe sostenuto questa candidatura col Segretario del Pd Enrico Letta.

Amadeus omaggia Mattarella con Mina, ed il Presidente gli telefona per ringraziarlo…

Ci ha un po’ stupito la reazione che il neo Presidente Mattarella ha manifestato ad Amadeus, che ieri sera, nella terza serata dell’edizione n° 72 del Festival di Sanremo ha voluto rendere un omaggio a Mattarella: il conduttore, parlando a nome di “tutti quelli che lavorano al Festival”, ha augurato buon lavoro al Presidente della Repubblica, “esprimendo affetto e gratitudine” nel giorno del giuramento… “Per tutti noi lei è un punto di riferimento, e lo è stato anche oggi, quando nel suo discorso ha citato l’importanza della cultura e dello spettacolo”. Poi gli ha reso omaggio, facendo ascoltare un estratto di “Grande grande grande”, di Mina, e sottolineando che nel 1978 il Presidente della Repubblica era tra gli spettatori dell’ultimo concerto della cantante…

E l’indomani (oggi), Amadeus rende di pubblico dominio la reazione del Presidente: questa mattina Mattarella ha telefonato al conduttore, per ringraziarlo dell’omaggio di ieri sera quando gli è stata dedicata la canzone di Mina. “Ho ricevuto la telefonata del presidente Mattarella, se non avessi visto il prefisso di Roma 06 e la persona non mi avesse detto che mi passava il Presidente, non ci avrei creduto… Il presidente mi ha detto che ha seguito il Festival ieri sera, si è complimentato e ha ringraziato per l’omaggio che lo ha commosso. Io gli ho risposto: “E’ lei che mi commuove, l’omaggio è stato semplice come è nel nostro stile”. Poi ha ricordato anche la serata alla Bussoladomani, quando aveva assistito a una cosa che non si è più verificata”. Amadeus ha concluso la telefonata “ringraziando di cuore il presidente per il gesto, che mi ha commosso”. “Un Amadeus ter ‘obbligato’ dopo la telefonata di Mattarella? Avremo modo di parlarne, ora è prematuro dirlo”, ha poi detto il conduttore rispondendo alle domande dei giornalisti.

La politica spettacolo… Lo spettacolo della politica… Papa Francesco da Fazio…

Che dire?! Politica spettacolo… Spettacolo della politica…

Stupore ancora maggiore ci prende, in verità, allorquando si ha notizia, da ieri (con un promo già bello che messo in onda durante il Festival) che Papa Francesco sarà domenica sera a “Che Tempo Che Fa”, la trasmissione di Rai Tre condotta da Fabio Fazio. Quasi una sorta di risposta Rai a quel che ha proposto Netflix, che, mesi fa, annunciava l’intervento di Bergoglio a mo’ di “star” nella miniserie documentaria “Stories of a Generation” (questa la sinossi: “Donne e uomini over 70 – tra cui Martin Scorsese, Jane Goodall e giustappunto Papa Francescocondividono motivanti lezioni di vita attraverso storie oneste e commoventi tratte dalle loro straordinarie esperienze”).

E magari Amadeus coglierà l’occasione per un… omaggio al Pontefice, questa sera o domani. Ormai i gusti musicali di Bergoglio sono noti, dopo che è stato fotografato all’uscita di un noto negozio di dischi al Pantheon… c’è ormai pubblicistica in materia. Ci auguriamo che il Pontefice non reagisca “à la Mattarella”, e non ci sia la messa in onda della telefonata di… apprezzamento.

E si diceva, secoli fa ormai, appunto della “politica spettacolo”…

Qui ci fermiamo. Ma riteniamo opportuno ricordare che il Festival – a nostro modesto parere – continua a porre in scena una “rappresentazione” del nostro Paese che è parziale e riduttiva e distorta, con un entusiasmo buonista di Amadeus che ci appare insopportabile (vedi “Key4biz” del 2 febbraio 2022, “Il Festival di Sanremo all’insegna del pop-trash e delle contraddizioni italiche”).

Nei primi minuti di apertura della terza serata, il pimpante conduttore ha speso quattro o cinque volte l’aggettivo “meraviglioso”, e ciò basti a dimostrare la sua coazione a ripetere.

Sanremo 72: si rinnova la fiera delle banalità. Amadeus si merita i suoi 600.000 euro di compenso?!

Ci domandiamo anche se è il Direttore Artistico del Festival a redigere i commenti di sintesi delle canzoni che vengono presentati: anche qui, la fiera delle banalità.

Stendendo un velo di penoso silenzio sull’entusiasmo con cui Amadeus ha accolto Cesare Cremonini – quasi fosse un novello David Bowie, ben venga la grande enfasi sulla funzione positiva della musica (quasi taumaturgica e magica, secondo Amadeus) ma non un cenno uno sulla crisi profonda che sta vivendo il settore dello spettacolo dal vivo in Italia, a causa delle conseguenze della pandemia.

Capiamo che Amadeus sia comprensibilmente esaltato anche in funzione del suo notevole compenso, che pare sia di 600.000 euro… E – sia chiaro – ben sappiamo che comunque la kermesse porta nelle casse della Rai quasi 40 milioni di euro, a fronte di costi che non superano i 20 milioni…

Un intrigante articolo di Riccardo Pirrone (pubblicitario e “social media strategist”), sulle colonne del confindustriale “Il Sole 24 Ore” di mercoledì 2 febbraio 2022 (vedi “Perché è giusto che Amadeus guadagni 600 mila euro per condurre Sanremo e noi no”), ha svelato alcuni dati essenziali dell’economia del Festival: 600mila euro ad Amadeus… tra Laura Pausini e i Måneskin, alla Rai partiranno circa 150 mila euro… i cantanti percepiscono 48mila euro l’uno come rimborso spese, Ornella Muti percepisce 25mila euro… Secondo Perrone, Il costo complessivo di Sanremo 2022 supererà di poco i 17,3 milioni di euro, e Rai Pubblicità – come abbiamo già segnalato su queste colonne – prevede di incassare più dei 38 milioni di euro della raccolta dell’edizione dell’anno scorso.

Capiamo, capiamo tutto, ma crediamo che la kermesse sanremese offra una immagine della musica italiana, e del Paese tutto, parziale e distorta.

Un’immagine conformista e banale, totalmente acritica.

E non è certo bastato, ad alzare il tono qualitativo del Festival, il monologo – ieri sera – di Roberto Saviano di commemorazione della strage di Capaci (narrativamente debole, ripetitivo, rispetto a tanti interventi dello scrittore), che è stato alla fin fine semplicemente un’occasione per lanciare il programma “Insider” che Rai 3 trasmetterà dal 12 febbraio (il format è incentrato su una serie di interviste rilasciate da alcuni dei soggetti che avrebbero voluto lo scrittore e giornalista morto, quasi una autocelebrazione del proprio ruolo di combattente contro le mafie…).

Come recitava il sottotitolo dell’indimenticabile ed allora avanguardistico programma di Rai 2 “Odeon”, curato dal compianto Brando Giordani, in onda dal 1976 al 1978, ancora una volta: “tutto quanto fa spettacolo”.

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