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“Il digitale senza età”, ecco come la PA online diventa alla portata di tutti

Il progetto gratuito “Il digitale senza età” per rendere i servizi della PA alla portata di tutti

Imparare a usare lo SPID o la Carta di identità elettronica, pagare un avviso pagoPA, ricevere una notifica digitale con valore legale o accedere all’app IO non è solo una questione tecnologica. È, sempre più spesso, una questione di autonomia. Da questa consapevolezza nasce Il digitale senza età, un’iniziativa gratuita e senza scopo di lucro promossa dall’Associazione Cittadinanza Digitale in partnership con PagoPA, la società pubblica che sviluppa e gestisce alcune delle principali infrastrutture tecnologiche nazionali e che dal 2019 accompagna la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione italiana.

L’obiettivo è chiaro: rendere i servizi pubblici digitali comprensibili e utilizzabili da tutti, soprattutto da chi è più esposto alla cosiddetta “fragilità digitale”. In altre parole, aiutare quella parte della popolazione adulta che rischia di restare esclusa perché non ha familiarità con strumenti online ormai indispensabili nella vita quotidiana.

Che cos’è “Il digitale senza età

Il progetto è una piattaforma online (ildigitalesenzaeta.education) che mette a disposizione video tutorial semplici e guidati. Non si tratta di spiegazioni tecniche o teoriche, ma di percorsi pratici, costruiti con schermate reali e istruzioni passo dopo passo.

Tra i contenuti disponibili ci sono guide su:

Il linguaggio è volutamente accessibile, privo di tecnicismi, e pensato per chi si avvicina per la prima volta a questi strumenti. L’idea di fondo è trasformare ciò che viene percepito come complesso in una serie di azioni quotidiane semplici e replicabili.

Come funziona

Il funzionamento è lineare: i tutorial sono disponibili gratuitamente online e possono essere consultati in autonomia, secondo i propri tempi. Ogni video segue un percorso guidato che accompagna l’utente dall’inizio alla fine dell’operazione, mostrando concretamente cosa fare e cosa aspettarsi sullo schermo.

Accanto alla fruizione individuale, il progetto ha anche una dimensione territoriale. Le realtà formative – come università della terza età, associazioni, enti educativi, istituti scolastici, organizzazioni religiose e laiche – possono utilizzare i materiali nei propri percorsi didattici. Inoltre, se interessate, possono candidarsi per ospitare incontri in presenza con docenti volontari qualificati, rafforzando così il supporto diretto alle persone meno autonome.

In questo modo il progetto non si limita a fornire contenuti digitali, ma crea una rete di collaborazione con il territorio.

A chi è rivolto

Il pubblico di riferimento è principalmente la popolazione adulta, con particolare attenzione a chi ha meno dimestichezza con il digitale. Non si tratta soltanto di una questione anagrafica: la fragilità digitale può riguardare persone di età diverse che, per motivi culturali o di esperienza, si trovano in difficoltà nell’utilizzo dei servizi online.

Allo stesso tempo, il progetto si rivolge alle organizzazioni che svolgono attività formative e di aggregazione sociale. Università della terza età, enti educativi, associazioni e istituzioni locali possono diventare moltiplicatori di competenze, integrando i tutorial nei propri corsi e percorsi di educazione civica digitale.

Perché è importante

Negli ultimi anni la digitalizzazione dei servizi pubblici ha compiuto un’accelerazione significativa. Identità digitale, pagamenti elettronici verso la Pubblica amministrazione, notifiche online con valore legale sono ormai strumenti centrali nel rapporto tra cittadini e Stato.

Se da un lato questi strumenti semplificano procedure e riducono tempi e costi, dall’altro rischiano di ampliare il divario tra chi è in grado di utilizzarli e chi ne resta escluso. L’iniziativa si inserisce anche nel contesto dell’Anno europeo dell’educazione alla cittadinanza digitale, sottolineando il valore dell’inclusione come parte integrante della trasformazione tecnologica.

Il digitale senza età” punta dunque a un obiettivo concreto: rafforzare l’autonomia dei cittadini nell’uso dei servizi pubblici online. Perché la trasformazione digitale non può dirsi compiuta se non è anche accessibile. E la vera innovazione, in questo caso, passa dalla capacità di accompagnare le persone, passo dopo passo, verso una maggiore consapevolezza e sicurezza nell’utilizzo degli strumenti digitali.

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