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IA, big data e neurotech: il marketing cambia pelle, “full digital” nel 2030

Ci sono lavori che scompaiono e altri che nascono. La storia dell’economia mondiale passa per quella delle professioni, delle tecniche e delle tecnologie. Il marketing moderno nasce a metà del XX secolo ad opera dell’economista italiano Giancarlo Pallavicini e i suoi studi sulle ricerche di mercato, poi il termine tecnico sarà coniato più di dieci anni dopo da Philip Kotler negli Stati Uniti.

Kotler insisteva nei primi anni ’70 del secolo scorso sulla necessità di fondare il processo decisionale di marketing su basi di maggiore scientificità, sull’importanza di sfruttare questo rinnovato strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore. In una parola, per fare impresa.

Oggi il marketing (sempre più data-driven) ha subito un’accelerazione straordinaria per via della trasformazione digitale e l’affinamento delle tecniche. L’innovazione dovuta alle tecnologie emergenti sta imprimendo un’ulteriore svolta e lo possiamo vedere dal cambiamento in atto a livello professionale, con la scomparsa di alcune figure lavorative e l’arrivo di nuove.

Lo studio

MailUp, dopo aver intervistato otto esperti per raccontare quali saranno i trend per il 2020, ha tracciato anche l’evoluzione delle nuove professioni nel settore sales & marketing da qui al 2030.

Ad esempio, la professione del digital analyst è ritenuta fondamentale da sette aziende su dieci in Italia, con oltre il 91% di preferenze date da più di 700 professionisti italiani del settore sales & marketing intervistati dalla ricerca “Jobs of the future” di Hays.

Il digital strategist è un altro campione del settore, che ha raggiunto l’88,5% delle preferenze, seguito tra gli altri dal web content strategist, il digital Crm manager e l’eCommerce manager.

Marketing of the future

Entro i prossimi dieci anni, però, si affacceranno ulteriori nuove professionalità ad alto contenuto tecnologico, come i marketing consultant specializzati in intelligenza artificiale (48,6% delle preferenze), gli esperti nella customer experience (45,4% delle preferenze), intesi come professionisti che si dedicano alla creazione di esperienze di acquisto sempre più personalizzate, i neuromarketing manager (44,7% delle preferenze), gli esperti di profilazione e i narrowcaster, oppure l’augmented reality marketing manager.

Minimo comune denominatore il lifelong learning, cioè la formazione continua: il 36% dei professionisti intervistati sostiene infatti la necessità di aggiornamento ogni sei mesi, mentre il 35% anche ogni tre mesi.

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