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Govigli (Atlantia): “La mobilità aera urbana sarà il primo business case del 5G”

5G e Urban air mobility

La terza dimensione della mobilità, quella aerea, è in fase di rapida trasformazione, declinandosi sempre più come servizio di trasporto pubblico urbano su piccole distanze, tramite i droni ad esempio e le auto volanti. Ma affinché questo accada c’è bisogno di una diffusa infrastruttura 5G.

Per questo “La mobilità aera urbana sarà il primo business case del 5G”, ha dichiarato Ugo Govigli, Investment Director Intelligent Transport Systems di Atlantia nel suo intervento dal titolo “Smart City e auto connesse: la mobilità sostenibile nelle città del futuro” al 5G Italy 2022 di Roma.

Questo perché tra sensori, macchine, attuatori, antenne, endpoint, il flusso di dati sta crescendo sempre di più e raggiungerà livelli di grandezza enormi, che solo il 5G sarà in grado di trasmettere.

L’edge computing favorirà il risultato finale, anche seguendo l’evoluzione delle tecnologie machine-to-machine, cioè di quelle soluzioni che consentono di far comunicare due vetture. Per questo la mobilità urbana potrebbe rappresentare la killer application per il 5G”, ha detto Govigli.

5G e smart city

Mobilità che dovrà trasformarsi in un sistema smart di spostamenti sul territorio. Oggi ci sono già delle prime soluzioni 4G con cui sviluppare droni e vertiporti, ma l’esigenza di una capacità di rete più grande spinge in avanti l’innovazione, consentendo di lanciare una nuova categoria di servizi per l’informazione in tempo reale che serve per mitigare i rischi e i pericoli. Il 4G può andar bene su scenari locali o pilota, ma quando entrano in gioco i grandi numeri, allora bisogna passare ad uno standard più potente. A Londra, in questo momento – ha proseguito Govigli – stiamo svolgendo dei test su progetti ITS advanced specifici, cofinanziati dall’Unione europea, con cui sostituiamo i tradizionali semafori con sistemi di telecamere e sensori di campo, che generano dati che poi saranno elaborati in informazioni in tempo reale da inviare alle auto in strada per elevare i livelli di sicurezza ed evitare incidenti con altri veicoli, pedoni e ciclisti”.

La Mobility-as-a-Service, “la prima cosa sono i dati

Il 5G consentirà tutto questo ed abiliterà la vera Mobility as a Service – ha detto il manager di Atlantia – perché favorisce la gestione diretta e rapida della numerosità degli endpoint per organizzare in tempo reale i servizi di mobilità. Il 5G, di fatto, con la disponibilità di dati in tempo reale, farà in modo che le piattaforme preposte elaboreranno le informazioni necessarie per fornire servizi di mobilità a seconda delle esigenze. Poi c’è il tema della previsione. Con la nuova potenza di calcolo disponibile e l’architettura 5G distribuita, inoltre, io posso lavorare su sistemi previsionali. Abbiamo vinto il premio smart city a Barcellona per un progetto che ridirige il traffico veicolare in città, cambiando l’offerta di mobilità sulla base delle situazioni dell’inquinamento atmosferico previste. La prima cosa sono i dati. Le auto connesse trasmettono dati già oggi, ma alle case produttrici solamente, quindi non funziona in termini smart city. A Milano qualsiasi azienda di traporto è obbligata a comunicare i dati della mobilità all’ufficio preposto del Comune. In questo modo, condividendo i dati, è possibile immaginare i nuovi servizi per la collettività, servizi smart”.

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