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Gli Usa sul Digital Markets Act della Ue, intervento a gamba tesa in difesa delle Big tech

Gli Usa in pressing sulla Ue per rivedere le regole in gestazione a Bruxelles per regolare le Big Tech della rete. L’obiettivo di Washington è diminuire il focus sulle Big Tech Usa e assicurarsi che venga distribuito anche sulle imprese extra Usa. E’ quanto emerge da un documento distribuito alle autorità di Bruxess e visto da Politico.eu.

La mossa di Washington

La mossa, che ha quindi lo scopo dichiarato di cambiare il Digital Markets Act, mette in luce la preoccupazione di Washington per l’intenzione della Ue di mettere un freno alle maggiori tech company americane. Ed è per questo che il governo Usa sta mettendo nel mirino esponenti Ue nel bel mezzo dei negoziati in corso a livello di Consiglio Ue-Usa per il commercio e la tecnologia. Inoltre, l’amministrazione Biden cita preoccupazioni sulla sicurezza legati agli sforzi di Bruxelles: in altri termini, pericoli per la cybersecurity e il rischio di bloccare l’innovazione.

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Digital Markets Act, nuove regole per le Big Tech Usa ma non solo per i Gafam

L’obiettivo degli Usa, questa la sintesi del ragionamento di Politico.eu, è creare una fronda interna alla Ue sulle nuove regole che in gestazione per imbrigliare lo strapotere dei gatekeepers americani.

Le nuove regole

Le regole, attualmente oggetto di accesi dibattiti tra i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio dell’UE, stabiliscono una serie di divieti e obblighi per alcune delle più grandi piattaforme digitali del mondo, tra cui Google, Amazon, Meta (Facebook) e Apple. Il progetto di misure copre una serie di pratiche, dall’uso sleale dei dati attraverso i servizi della piattaforma alle restrizioni autoreferenziali. I negoziatori stanno cercando di adottare il DMA il 24 marzo. L’obiettivo di Washington è scongiurare l’adozione di misure che potrebbero penalizzare in maniera sproporzionata le aziende americane, come già dichiarato dal Segretario al Commercio Gina Raimondo.

“Gli Stati Uniti temono che sostanzialmente solo le società statunitensi saranno nel campo di applicazione se la proposta del Parlamento di aumentare la soglia a 8 miliardi di euro di fatturato annuo e una capitalizzazione di mercato di 80 miliardi di euro sarà adottata nella DMA finale“, sostiene il documento.

Dal canto suo, la Ue da tempo sta tentando di difendersi dalle accuse di anti americanismo e discriminazione del DMA.

Un altro punto critico riguarda la proposta dell’Europarlamento di innalzare la soglia delle sanzioni dal 10% del fatturato globale, oggi in vigore, ad un minimo del 4% fino ad un massimo del 20%.

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