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IA e immagini generate senza consenso, il documento di 61 autorità mondiali della privacy a difesa di minori e fragili

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La richiesta agli sviluppatori di collaborare proattivamente con le autorità di regolamentazione, implementando le necessarie misure di salvaguardia per minori e soggetti fragili.

Sessantuno autorità di protezione dei dati di tutto il mondo, tra cui il Garante privacy italiano e l’European Data Protection Board (EDPB), hanno firmato una dichiarazione congiunta per affrontare uno dei rischi più delicati legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI): la generazione di immagini e video realistici di persone reali senza il loro consenso.

Il documento, coordinato dal Gruppo di lavoro sulla cooperazione internazionale per l’applicazione delle norme (International Enforcement Cooperation Working GroupIEWG) della Global Privacy Assembly (GPA), rappresenta un segnale forte della crescente attenzione globale verso le conseguenze sociali e giuridiche delle nuove tecnologie di generazione di contenuti basate sull’AI.

A firmare la dichiarazione per il Comitato europeo per la protezione dei dati è stata la presidente dell’EDPB Anu Talus, a testimonianza dell’impegno dell’Europa nel promuovere un dialogo internazionale sulla protezione dei dati e dei diritti fondamentali nell’era dell’intelligenza artificiale.

Un problema globale che cresce con l’AI generativa. A rischio minori e soggetti fragili

Negli ultimi anni, i progressi dell’intelligenza artificiale generativa hanno reso possibile creare immagini e video estremamente realistici partendo da semplici istruzioni testuali. Strumenti sempre più accessibili, spesso integrati direttamente nei social network o in piattaforme online, consentono oggi di produrre contenuti che riproducono fedelmente il volto o il corpo di persone reali.

Il problema nasce quando queste tecnologie vengono utilizzate a insaputa e senza il consenso delle persone ritratte.

Secondo le autorità firmatarie, la diffusione di immagini intime false, video manipolati o contenuti diffamatori che raffigurano individui reali, rappresenta una minaccia concreta per la privacy, la reputazione e la dignità delle persone.
Un rischio che diventa ancora più grave quando riguarda minori o soggetti particolarmente vulnerabili, esposti a fenomeni come cyberbullismo, molestie digitali o sfruttamento.

L’allarme riguarda soprattutto la rapidità con cui questi contenuti possono essere prodotti e diffusi online, spesso prima che le vittime riescano a intervenire per rimuoverli.

Il nostro Garante per la protezione dei dati personali aveva già adottato a gennaio un provvedimento di avvertimento nei confronti degli utilizzatori di servizi basati sull’intelligenza artificiale, come GrokChatGPT e Clothoff (quest’ultima piattaforma già destinataria di un provvedimento di blocco nell’ottobre scorso) e altri servizi analoghi disponibili online, proprio perché consentivano di generare e condividere contenuti a partire da immagini o voci reali, arrivando anche a “spogliare” persone senza il loro consenso.

I quattro principi per uno sviluppo responsabile dell’AI

Pur riconoscendo il grande potenziale dell’intelligenza artificiale per l’innovazione e lo sviluppo economico, le autorità mondiali della privacy ricordano che la tecnologia deve essere progettata e utilizzata nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati e dei diritti fondamentali.

Nel documento vengono indicati quattro principi fondamentali che dovrebbero guidare lo sviluppo e l’uso dei sistemi di AI generativa:

introdurre misure efficaci di prevenzione degli abusi, in particolare per impedire l’uso improprio di dati personali e la creazione non consensuale di immagini intime o contenuti lesivi;

garantire massima trasparenza, perché le aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di AI devono spiegare chiaramente come funzionano queste tecnologie, quali sono gli utilizzi consentiti e quali possono essere le conseguenze di un uso improprio;

la necessità di offrire strumenti semplici ed efficaci per chiedere la rimozione dei contenuti dannosi, soprattutto quando coinvolgono dati personali o rappresentazioni non autorizzate;

l’importanza di gestire in modo specifico i rischi per i minori, che rappresentano una delle categorie più esposte agli effetti negativi delle tecnologie digitali.

Pensare l’AI a partire dalla privacy by design

La dichiarazione è rivolta principalmente alle aziende che sviluppano o utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per la generazione di contenuti, dalle grandi piattaforme digitali alle start-up tecnologiche.

Il messaggio delle autorità è chiaro: la tutela della privacy e della dignità delle persone deve essere integrata fin dalla progettazione delle tecnologie.

Per questo motivo i garanti della privacy invitano le imprese a collaborare in modo proattivo con le autorità di regolamentazione, adottando fin da subito sistemi di sicurezza e meccanismi di protezione efficaci.

L’obiettivo è evitare che l’innovazione tecnologica si trasformi in uno strumento di abuso o di violazione dei diritti fondamentali.

Cooperazione internazionale contro i rischi digitali

La dichiarazione rappresenta anche un esempio concreto di cooperazione globale nella regolazione delle tecnologie emergenti. Il fatto che oltre sessanta autorità di diversi continenti abbiano deciso di prendere una posizione comune dimostra quanto il problema sia percepito come urgente.

Le autorità firmatarie si sono impegnate a condividere informazioni, strategie di intervento e buone pratiche, con l’obiettivo di contrastare in modo più efficace i rischi legati alla diffusione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

In un ecosistema digitale globale, infatti, i problemi non si fermano ai confini nazionali. Per questo la cooperazione tra autorità di regolazione diventa uno strumento essenziale per garantire una tutela effettiva dei diritti delle persone.

Innovazione sì, ma senza sacrificare privacy e diritti fondamentali

Il messaggio che emerge è uno solo: l’intelligenza artificiale può portare grandi benefici alla società, ma il suo sviluppo non può avvenire a discapito dei diritti fondamentali. Privacy, dignità, sicurezza e tutela dei minori devono restare principi non negoziabili anche nell’era delle tecnologie più avanzate.

Per questo le autorità mondiali della privacy chiedono che la progettazione dell’AI segua un principio semplice ma essenziale: il progresso tecnologico deve sempre rimanere al servizio delle persone, e non il contrario.

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