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Frequenze, i broadcaster europei tornano all’attacco: ‘Digitale terrestre essenziale per le tv pubbliche’

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I broadcaster europei tornano all’attacco sulla questione spettro. In occasione ieri dei 50 anni dell’European Broadcasting Union (EBU), si è parlato a Macao della necessità di un’azione globale a tutela delle esigenze degli operatori televisivi. Accanto all’EBU si è schierata l’Asia-Pacific Broadcasting Union (ABU).

Il direttore generale dell’EBU, Ingrid Delterne, ha detto a tutti i delegati presenti che 250 milioni di europei si affidano allo spettro per guardare la tv digitale terrestre, il cui segnale viene ricevuto dalle antenne televisive.

“Il digitale terrestre – ha detto Delterne – resta la spina dorsale dell’accesso alla tv pubblica. Non possiamo permettere che l’insaziabile fame di spettro dell’industria di telefonia mobile sottragga questa risorsa preziosa”.

Dalla parte della Delterne anche il Segretario Generale dell’ABU, Javad Mottaghi, che ha sottolineato l’importante ruolo dei servizi di tv digitale terrestre nelle aree regionali dell’Asia Pacifico.

“La trasmissione terrestre resta uno strumento fondamentale in situazioni di emergenza“, ha ribadito Mottaghi, aggiungendo “Spesso è l’unica tecnologia che continua a funzionare e può raggiungere un pubblico vasto nonostante le condizioni esterne difficili”.

“La tv terrestre – ha continuato – è la pietra angolare dell’industria broadcast e la sua sopravvivenza è essenziale per la gente di queste regioni”.

In vista della Conferenza WRC-15 dell’International Telecommunication Union (ITU) a Ginevra che si terrà nel 2015, i governi di tutto il mondo stanno prendendo posizione sull’allocazione dello spettro per gli usi futuri. In Europa il Gruppo d’Alto Livello Ue sulle frequenze ha consegnato a settembre il Rapporto Lamy sulla banda UHF.

Il Documento allunga i tempi di transizione, stabilendo che la banda 700 MHz dovrebbe essere usata dalla banda larga mobile in tutta Europa entro il 2020 con una tolleranza di due anni. Le frequenze inferiori a 700 MHZ dovrebbe essere preservate per le tv in digitale terrestre fino al 2030.

L’industria televisiva ha lavorato fianco a fianco delle istituzioni per illustrare l’efficienza delle moderne reti DTT, fornendo la prova che l’assegnazione dello spettro attualmente riservata alla tv digitale terrestre non dovrebbe cambiare. Ma gli operatori tlc premono e la Conferenza ITU ridisegnerà i prossimi scenari in materia di spettro.

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