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Elisabetta Ripa (Open Fiber) ‘Società della rete? Non ci appassiona’

Società della rete? No grazie. Questo in sintesi il messaggio di Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber, che intervistata da Affari & Finanza dopo l’annuncio della societarizzazione della rete Tim, rivendica la bontà del modello “wholesale only” della società controllata da Enel e Cdp. “Questa faccenda della società unica della rete non ci appassiona – dice l’ad di Open Fiber – Noi abbiamo un mandato e lo stiamo portando avanti con determinazione”.

Insomma, il modello wholesale only “sta riscuotendo un interesse crescente in Italia e all’estero – aggiunge Ripa – perché stiamo portando risultati concreti. Il paese ha bisogno di un’infrastruttura in fibra. Stiamo raggiungendo la velocità di crociera”.

L’ad di Open Fiber preannuncia che a breve saranno resi noti i termini dell’operazione di finanziamento per 3,5 miliardi di euro per sostenere soprattutto quest’anno e il prossimo il business plan. Un’operazione di Project financing che sarà gestito da Unicredit, SocGen, Bnp Paribas e Bei che durerà 7 anni.

Per quanto riguarda le recenti polemiche con Fastweb e Tiscali, Elisabetta Ripa risponde che “Con Fastweb il problema è di natura negoziale, stiamo parlando e abbiamo individuato le soluzioni, mantenendo il nostro punto di vista. Pure con Tiscali è tutto rientrato”.

Per quanto riguarda la fase esecutiva, “Nell’ultimo trimestre del 2017 in media abbiamo connesso 35mila abitazioni a settimana – aggiunge – A dicembre, mese in cui abbiamo dato una grossa accelerazione, ne abbiamo connesse 65mila”, in Ftth, fibra fino alle case “che sale per tutti i pian del palazzo e arriva sopra le porte d’ingresso di ogni singolo appartamento”.

Per quanto riguarda il 5G e la prossima asta frequenze attesa per l’autunno, Ripa dice che Open Fiber non parteciperà “sulle frequenze delle bande 700 Mhz e 3.600-3.800, tipiche della telefonia mobile. Valuteremo se partecipare a quelle per le bande 26-28 Ghz, perché è quella su cui viaggiano le nostre soluzioni di fixed wireless access, l’ultimo miglio via radio, per le case isolate in campagna. Ma abbiamo già delle frequenze in quella banda”.  E ancora, “vedremo se avremo ulteriori necessità – aggiunge Ripa – A noi il 5G interessa perché sotto ognuna delle nuove antenne che dovranno essere installate dagli operatori mobili dovrà esserci la fibra, non il rame. Tutto ciò implica che le città fra due anni dovranno essere già fortemente cablate. Nel corso del 2018 prevediamo di aver raggiunto 94 città, un terzo delle 270 che sono il nostro obiettivo a fine 2022”.

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