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eLearning, le difficoltà dei docenti? Non servono critiche ma soluzioni

Young student watching lesson online and studying from home. Young woman taking notes while looking at computer screen following professor doing math on video call. Latin girl student studying from home and watching teacher explaining math formula on video chat.

Avete mai provato a fare un aperitivo online? Non credo proprio che qualcuno di voi dirà che sia la stessa cosa che farlo di persona, magari in un bar. Nessuno dirà che la comunicazione con i tuoi amici sia ugualmente efficace e che ti porti lo stesso divertimento.

La situazione attuale ha messo in crisi molti valori della nostra società che non sapevamo neanche di avere, o meglio che non ci importava di avere. Valori come il contatto umano, valori come il feedback, valori come la presenza fisica dell’altro nella nostra vita.

Ovvio che divertimento e obbligo scolastico non possono essere paragonati, ma non è forse possibile applicare lo stesso pensiero generalizzato?

La comunicazione non verbale è importante e quella filtrata da uno schermo non è di così facile interpretazione per l’essere umano.

Quello che ho notato io dalla mia esperienza marginale sono stati insegnati volenterosi, ma anche fragili che si sono mostrati senza paura con le loro lacune e hanno cercato di portare avanti al meglio il loro compito. Un sistema scolastico che non si è fermato.

L’insegnamento online è la stessa cosa di quello tradizionale? Ovvio che no, ma in questa situazione è miglior chance che abbiamo.

La capacità di adattamento di un individuo è un aspetto importante nell’evoluzione umana. Per questo motivo anche se questa nuova metodologia di apprendimento non è stata del tutto funzionale per nessuno, sia per gli insegnanti sia per gli alunni, è necessario guardare il quadro da una prospettiva più generale.

Inutile schernire sulle tempistiche di gestione delle lezioni online, sintonizzarsi in una conferenza con più di ventotto persone non è sicuramente una situazione immediata.

Coinvolti nella didattica a distanza abbiamo persone normali e non informatici delle organizzazioni governative con potenti amplificatori della velocità di connessione. Di conseguenza qualche ritardo lo ritengo più che normale. La pazienza è anche un altro valore importante da inserire nel proprio bagaglio, una soft skill preziosa.

Le lacune di alcuni insegnanti rispetto al mondo tecnologico e il loro conseguente riadattamento può solo mostrare agli alunni come, anche chi dovrebbe trasmettergli il sapere, può avere bisogno di loro e diventare per tutti un ottimo gioco di squadra.

Le mancanze nel metodo di insegnamento generale, messe in luce da questa nuova modalità, non dovrebbero essere criticate aspramente in questo momento di grande fragilità dell’istruzione. Piuttosto si dovrebbe pensare a soluzioni alternative e a fornire un aiuto concreto.

Ho trovato molto ironico l’utilizzo della parola “magnetico” in questo articolo “eLearning e docenti, perché le lezioni online sono un’altra cosa” pubblicato di recente su Key4biz, per definire le parole di un insegnante quando lo schermo e l’audio di un computer tolgono circa il 60% della parte non verbale di una comunicazione.

Ed è proprio quest’ultima ha regalare alle parole il cosiddetto magnetismo. I concetti sicuramente sono una parte importante, ma il processo comunicativo ha bisogno del coinvolgimento di tutte le sue parti. Il funzionamento basilare del nostro cervello richiede questo poiché vengono raccolte prima le informazioni visive e poi quelle uditive.

Considerando che fino a tre mesi fa a nessuno era mai balenato di passare la propria vita a casa e di non potersi più recare fisicamente a scuola credo che le cose potevano volgere in maniera negativa e che il sistema scolastico avrebbe potuto anche fermarsi del tutto.

Voglio sottolineare nuovamente che la didattica online non è per nessuno un perfetto sostituto, ma all’inizio non si preferiva comunque l’utilizzo della macchinetta fotografica a quella in dotazione nel cellulare?

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