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Ei-Towers-RaiWay, Urbano Cairo: ‘Ok a polo unico ma problemi senza scorporo’

Urbano Cairo

L’idea del polo unico delle torri con dentro RaiWay ed Ei Towers piace al proprietario di La7, Urbano Cairo, entrato sul mercato delle frequenze lo scorso anno con l’acquisto del lotto 3 del digitale terrestre per 31,6 milioni di euro e che a gennaio ha chiuso un accordo con la controllata di Mediaset, diventando operatore di rete.

Il patron di La7 apprezza il progetto, spiegando che “un operatore unico potrebbe garantire quell’efficienza che più operatori non possono dare”.

Precisa tuttavia che ci sarebbero dei problemi se l’operatore unico delle torri fosse verticalmente integrato con Rai e Mediaset, editori e al contempo network operators.

E così, commentando all’Ansa l’Opas di Ei Towers (controllata al 40% da Mediaset) sulla maggioranza della società delle torri che fa capo alla Rai, Cairo sottolinea che “se l’operatore unico è controllato da un broadcaster, questo potrebbe creare dei problemi e andrebbe regolamentato”.

 

La proposta di Cairo sulla Rai

 

Cairo, è intervenuto anche sulla riforma Rai del Governo, in particolare sulla proposta del Premier Matteo Renzi di una rete senza pubblicità. Un progetto condiviso dal patron di La7 ma che dovrebbe prevedere anche dei cambiamenti più incisivi.

“Va bene la proposta di una rete senza pubblicità – osserva Cairo – ma sulle altre reti, ove ci fosse la pubblicità, occorrerebbe consentirla solo fino alle 20 come accade in alcune tv pubbliche europee”.

“Qualcuno mi deve spiegare – dice ancora Cairo all’Ansa – perché dobbiamo essere costretti a competere con una società che ha un vantaggio enorme rispetto a noi perché può contare, oltre che sulla pubblicità, sulle risorse del canone che ammontano a 1,6 miliardi. In Europa la Bbc non ha pubblicità, la tv pubblica in Danimarca e quella in Norvegia non hanno pubblicità. La tv francese e tedesca hanno la pubblicità solo fino alle 20″. “Il nostro è il Paese dove la pubblicità costa di meno”.

 

 

Ecco quanto vale RaiWay

 

Tornando a Ei Towers, ieri l’amministratore delegato, Guido Barbieri, è stato sentito dall’Antitrust che sull’Opas ha avviato un’istruttoria per chiarire i dettagli del progetto industriale e rispondere alle rilevazioni dell’Autorità sui possibili rischi di posizione dominante sul mercato delle torri (leggi: Mediaset-RaiWay: ecco perché non si può fare. Anche il governo sbaglia la mira).

L’Antitrust ha 45 giorni di tempo per depositare le proprie conclusioni che si attendono entro la fine di aprile.

Anche la Consob sta analizzando il prospetto informativo e fornirà la propria risposta in un paio di settimane.

Intanto uno studio indipendente richiesto da Ei Towers, firmato dal docente della Bocconi Mauro Bini, valorizza RaiWay, al 31 dicembre 2014, 4,53 euro per azione, appena sopra i 4,5 euro offerti dalla società del gruppo Mediaset.

Bini ritiene, quindi, che il valore complessivamente attribuibile alle 272 milioni di azioni di RaiWay, potenzialmente conferibili in adesione all’Opas di EI Towers, possa essere stimato in 1,233 milioni di euro.

L’offerta di EI Towers valorizza complessivamente RaiWay in 1,225 miliardi.

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