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Effetto Brexit, EE reintroduce le tariffe di roaming per i clienti in viaggio nella Ue

L’operatore mobile britannico EE è il primo a introdurre extra costi per i suoi clienti che usano lo smartphone in Europa dopo che il Regno Unito ha lasciato la Ue. Dal 2017 i consumatori britannici avevano potuto godere dell’azzeramento del roaming quando si trovavano a viaggiare entro i confini della Ue.

Ma da gennaio 2021 gli operatori Uk hanno potuto, volendo, reintrodurre le tariffe di roaming vista l’entrata in vigore della Brexit. EE sarà il primo operatore a reintrodurre gli extra costi a partire da gennaio 2022: 2 sterline al giorno in più per l’uso dello smartphone in 47 paesi europei, esclusa la repubblica d’Irlanda si legge sul sito della BBC.

Ci saranno poi dei pacchetti mensili disponibili per chi viaggia per lunghi periodi.

Tra l’altro, 2 sterline è un prezzo discretamente contenuto e meno esoso di quanto non fosse prima della Brexit.

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E gli altri?

Per il momento gli altri operatori Vodafone, Three e O2 non hanno intenzione di reintrodurre le tariffe di roaming, anche se ci sono già dei “limiti ragionevoli”, dei tetti di tempo su quanto i clienti possono usare i loro telefoni all’estero.

Per esempio, non si può sottoscrivere un contratto telefonico in Grecia e usarlo poi tutto l’anno nel Regno Unito.

Tetti di navigazione

I clienti britannici sanno che dovranno pagare degli extra costi se trascorrono più della metà del tempo all’estero. Di fatto, vige il limite di 62 giorni all’estero ogni quattro mesi.

Ci sono poi dei limiti sui GB, ad esempio i clienti di O2 hanno un tetto mensile di 25 GB superato il quale pagano 3,50 sterline per ogni GB extra. Il limite di Vodafone è 25 GB e un extra costo di 3,13 sterline per ogni GB in più. A partire da luglio Three taglierà il suo limite da 20 GB al mese a 12 GB e farà pagare 3 sterline per ogni GB extra.

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