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Ecobonus, 40 milioni di euro per auto usate: 2.000 euro per le elettriche

Ecobonus per la rivoluzione green dell’automobile

L’ecobonus per l’acquisto di veicoli a basse o bassissime emissioni di CO2 è stato uno strumento fondamentale per il sostegno ed il rilancio del mercato dell’automobile in Italia e non solo.

L’esplosione della pandemia di Covid-19 ha fatto crollare le vendite di veicoli in tutta Europa, in particolare in Italia. Sono state le politiche ambientali e i nuovi obiettivi climatici ad aver avviato l’elettrificazione del settore automotive.

Grazie ad una massiccia dose di incentivi, le auto elettriche sono oggi una realtà su cui tutti contano, Governo, industria e consumatori, per la decarbonizzazione del nostro sistema economico ed industriale.

Non solo, in molti, ormai, riconoscono che senza il boom delle vendite di auto elettriche 100% batteria (BEV), con la spina o senza spina (PHEV e HEV), il mercato automotive europeo non si sarebbe più ripreso dopo lo shock del lockdown e delle altre misure di contenimento dei contagi da Covid.

Nasce il mercato dell’usato elettrico

Nel 2020, in Europa si sono raggiunti i 3,2 milioni di veicoli elettrici in circolazione (quasi un terzo del totale globale), con un aumento annuale di 1,4 milioni di nuove immatricolazioni, il dato più alto in 12 mesi a livello mondiale.

Questo significa, secondo molti esperti, che è giunto il tempo per promuovere anche un mercato dell’auto elettrica usata, fin qui piuttosto limitato da una serie di fattori considerati ad alto rischio da parte dei consumatori, come lo stato della batteria dopo un certo numero di cicli di ricarica, il costo di manutenzione dopo un certo numero di mesi/anni di utilizzo, l’eterno problema dell’esiguo numero di stazioni di ricarica presenti sul territorio italiano.

I primi 40 milioni di ecobonus per l’usato taglia CO2

Il Governo Draghi, tramite il ministero dello Sviluppo economico, ha stanziato ulteriori incentivi per l’ecobonus pari a 40 milioni di euro, da destinarsi all’acquisto di auto usate a basse/bassissime emissioni di CO2.

A partire dalle ore 10 di martedì 28 settembre, si legge nel comunicato ministeriale, i concessionari potranno accedere sulla piattaforma www.ecobonus.mise.gov.it per inserire le prenotazioni degli incentivi per l’acquisto di veicoli di categoria M1 usati a basse emissioni.

Si potranno ottenere incentivi all’acquisto di questi veicoli solo per un usato di classe euro non inferiore a 6, con un prezzo non superiore ai 25.000 euro ed una classe di emissioni compresa tra 0 e 160 g/km di CO2.

Per le auto elettriche usate, ad esempio, è previsto il contributo più alto pari a 2.000 euro, per le auto con classe di emissioni 61-90 g/km di CO2 circa 1.000 euro, per le auto usate con classe di emissioni 91-160 circa 750 euro.

Come valutare un’auto elettrica usata

Dicevamo che molto probabilmente sono maturi i tempi di un vivace mercato dell’elettrico usato.

Il valore residuo delle auto ibride e delle Bev è di assoluta convenienza per l’utilizzatore e un punto fondamentale per la transizione ecologica: le vetture elettriche e ibride con e senza spina si confermeranno veicoli ad alto valore residuo, con un impatto positivo sui canoni di noleggio e dunque sulla diffusione dei modelli elettrici”, ha spiegato Giuseppe Di Mauro, Fleet Sales Director di Stellantis Italia, in un articolo del Sole 24 Ore.

La crescita è determinata anche dal nostro orientamento sulla garanzia delle batterie, che stiamo estendendo sino a 8 anni, col beneficio di rassicurare anche il cliente dell’usato, oltre che di far salire i valori residui previsionali. Le vetture elettriche, di ogni tipo, rappresentano una grande opportunità di remarketing e aprono un nuovo mercato anche sull’usato: nel consumatore finale registriamo più curiosità che diffidenza, e questo è un passaggio anche culturale decisivo verso il rinnovamento del parco circolante”, ha precisato Di Mauro.

Il valore residuo viene calcolato per individuare il dato sulla svalutazione della vettura, cioè a che prezzo posso vendere, ad esempio, la mia auto elettrica usata.

Il prezzo giusto

Ad un anno dall’immatricolazione si deve togliere un primo 25% di valore dalla vettura, dopo quattro anni il 63%, dopo cinque anni il 71%, questo è il valore residuale di un mezzo, a cui si dovrà poi aggiungere il dato sul chilometraggio percorso e il numero di cicli di ricarica di una batteria (nel caso delle auto elettriche).

Stabilire il prezzo giusto di una vettura elettrica non è semplice, perché ci sono dei pro e dei contro: i pro sono tutti per il motore elettrificato, che è molto più efficiente di uno termico (a benzina o diesel ad esempio) e presenta minori costi di manutenzione; ma la batteria ha un peso notevole in questa faccenda, arrivando a rappresentare fino ad un terzo del prezzo complessivo (e anche qui va fatta una distinzione tra batterie sollecitate da una guida soprattutto cittadina o su autostrade, da stazioni ad alta o bassa potenza.

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