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DVBT2, ecco cosa cambia per i consumatori con il passaggio al digitale terrestre di nuova generazione

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Il DVBT2 torna prepotentemente alla ribalta dopo l’intervento di ieri del Sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli che ha chiarito le ragioni ‘tecniche’ del rinvio del passaggio al nuovo standard.

Nessun regalo a Mediaset, assicura Giacomelli, e decisione completamente slegata da quella che riguarda le frequenze della banda 700, su cui prevarranno le indicazioni della Ue.

Con il Decreto Milleproroghe, il Governo ha fatto slittare l’obbligo di vendita di televisori DVBT2 di 18 mesi.

La ragione la spiega Giacomelli: “Il rinvio è motivato solo dall’evoluzione tecnologica in corso che oggi impedisce di capire se prevarrà lo standard H.264 o quello HEVC“.

La norma quindi tutela i consumatori. “Meglio prendere tempo per evitare di vendere apparecchi tv che potrebbero essere già superati nel momento in cui arrivano sul mercato“, precisa il Sottosegretario.

Ma cosa comporterà il passaggio al DVBT2 per i consumatori?

Il prossimo anno le aziende produttrici di televisori saranno obbligate a utilizzare solo sintonizzatori digitali in grado di ricevere in DVBT2, trasmettere in Mpeg4 e successivamente in HEVC o H.264, attraverso i quali sarà possibile aumentare la quantità e la qualità della trasmissione televisiva.

I nuovi televisori saranno gli unici a poter essere commercializzati.

I nuovi standard necessitano inoltre di un numero più limitato di frequenze e ciò consentirà la trasmissione di una quantità più ampia e avanzata di contenuti.

Il DVB-T2 consente, infatti, una maggiore ampiezza di banda e la trasmissione in alta definizione oltre una maggiore qualità audio-video.

Ottimo. Ma è anche vero che tutto questo necessiterà nuovi televisori e decoder in grado di supportare queste tecnologie.

Chi ha, quindi, intenzione di comprare prossimamente un nuovo televisore, verifichi prima che sia in grado di supportare il DVBT2 o che sia dotato dell’apposito sintonizzatore.

In ogni caso chi non ha intenzione di cambiare il televisore continuerà ugualmente a ricevere il segnale televisivo in standard DVBT1 con la qualità che ha sempre avuto. L’unica differenza è che non potrà vedere i nuovi canali trasmessi con la nuova tecnologia.

Il passaggio al DVB-T2 è una tappa importante. Vediamo perché.

Oggi la banda a disposizione per le trasmissioni tv si va riducendo per la fame di frequenze da parte dei dispositivi mobili che hanno portato prima a destinare una parte dello spettro al 4G e, che porteranno via, dal 2015 un’altra parte significativa di frequenze. C’è, quindi, la necessità di far stare su una banda sempre più stretta un numero sempre crescente di canali e questo sarà possibile solo con il passaggio al nuovo standard DVBT2.

Quali i vantaggi?

Intanto con questo standard, per esempio all’interno dello stesso multiplex è possibile avere fino a 6 canali in HD contro i 2 attuali.

Riguardo invece al telespettatore, molto dipenderà dalla scelta del broadcaster: si potrebbe pensare a contenuti premium (come il calcio, i grandi film ecc…) veicolati, magari in alta definizione o in 3D, con il nuovo standard. Per quei contenuti occorrerà dotarsi del nuovo decoder o comprare un televisore che ne sia dotato. Ma le due tecnologie, quella attuale e la prossima, continueranno a coesistere per un gran numero di anni.

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