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Dopo le telco, scatta la ‘pace’ anche tra Sky-Dazn. Il valore della partnership con il competitor

Nel settore delle telecomunicazioni i competitor non sono più visti solo come “nemici”, contro cui mettere in atto la migliore strategia commerciale e di comunicazione per “rubare” i clienti, ma anche come un potenziale partner con cui realizzare ingenti investimenti per lo sviluppo delle tecnologie emergenti, come il 5G. Tim e Vodafone e Fastweb e Wind Tre hanno unito le forze per realizzare la rete mobile di quinta generazione. L’accordo firmato il 26 luglio tra Luigi Gubitosi, Ad Tim, Aldo Bisio, Ad Vodafone Italia, e Giovanni Ferigo, Ad INWIT, darà vita alla più grande Towerco nel Paese, con vantaggi per entrambi gli operatori. Oltre 800 milioni di euro sia per Tim sia per Vodafone è l’effetto finanziario atteso nei prossimi dieci anni dall’operazione di condivisione delle torri per il 5G. Alleati, quindi. Altro che competitor. 

Accordo strategico firmato a giugno scorso anche tra Fastweb e Wind Tre per la realizzazione della rete 5G.

Perché si allea con il “nemico” sul 5G?

Si siglano partnership con l’operatore competitor soprattutto sul 5G per condividere gli alti costi per la realizzazione delle reti e anche per offrire, prima possibile, le migliori prestazioni ai clienti. “Per i consumatori si avrà il best of” della ricezione del 5G “nelle Regioni in cui c’è la condivisione delle torri Tim e Vodafone” , ha affermato Gubitosi, che da quando è alla guida di Tim sta cercando di concretizzare il suo motto “più siamo, meglio stiamo”. 

“Un accordo per accelerare il 5G, per risparmiare risorse economiche da investire nello sviluppo servizi IoT”, ha detto Bisio.

“Attraverso la collaborazione con Wind Tre”, ha spiegato Alberto Calcagno,  Ad Fastweb, “realizzeremo la migliore rete 5G, concretizzando la nostra ambizione di fornire la migliore connettività ai nostri clienti in casa e fuori casa”.

Le Telco puntano sulla Serie A per accelerare con la fibra

Sempregli operatori di telecomunicazioni hanno messo in campo la stagione di accordi strategici anche con i broadcaster, in particolare con chi detiene i diritti della Serie A per accelerare il numero di clienti con la fibra. 

La prima è stata Tim a siglare l’accordo con Sky per vedere su TimVision 7 partite su 10 in esclusiva della serie A più i canali di intrattenimento della piattaforma satellitare. 

Ventiquattro giorni dopo, Fastweb ha annunciato la partnership con DAZN: l’accordo combina tutta l’offerta sportiva della piattaforma di streaming live e on-demand di DAZN con i servizi Internet a banda ultra larga e la telefonia fissa di Fastweb.

Ed infine la “pace” è nata anche tra Sky e DAZN: dal 20 settembre nascerà il canale satellitare DAZN1 pronto per la quarta giornata di campionato. Gli abbonati Sky via satellite con decoder HD che attiveranno l’offerta dedicata avranno accesso anche al canale disponibile al numero 209 di Sky. Il derby Milan-Inter si potrà vedere su questo canale, come tutte le altre partire targate DAZN. In sostanza, con questo “matrimonio”  tutte le partite della serie A saranno visibili sulla piattaforma di Comcast, senza più fare il ping pong tra Tv, tablet, Pc e smartphone e senza più avere problemi di ricezione del segnale come avvenuto la scorsa stagione con la piattaforma di DAZN.

Per gli abbonati Sky Calcio e Sky Sport da più di tre anni, quasi un milione e mezzo di clienti, non ci saranno costi aggiuntivi rispetto all’abbonamento, lo sconto è offerto da Sky.

Veronica Diquattro, vicepresidente esecutivo di Dazn, l’ha definito un “accordo di distribuzione” nell’intervista a La Repubblica, perché “così verremo incontro alle esigenze di quanti, in questo Paese, vivono in zone che non hanno ancora infrastrutture digitali all’altezza. Il grande numero di abbonati a Sky sarà anche un veicolo pubblicitario notevole per il nostro prodotto”.

Ecco perché sia nelle telco sia tra broadcaster si allea con il competitor, nel rispetto nelle norme antitrust: per interesse. Si guadagna di più.

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