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Diritti Tv, Sky replica al presidente della Liga e a Mediapro ‘Valorizziamo la Serie A e rispettiamo le regole’

La dura replica è arrivata con un videoeditoriale andato in onda ieri, durante Sky Calcio Show, prima delle partite di campionato della domenica. La voce e la firma è del direttore di Sky Sport, Federico Ferri, che ha ribattuto all’intervista del presidente della Liga Javier Tebas, pubblicata sabato sulla Gazzetta dello Sport. Queste le parole al veleno del capo del calcio spagnolo: “Sky vuole mantenere una posizione di privilegio e di controllo sul prodotto più importante che ha e vuole pagare la Serie A meno di quanto vale, a detrimento dei club”.

Tebas “non si permetta di accusare Sky di avere posizioni di privilegio”, ha risposto Ferri, che ha aggiunto: “E’ soltanto compito della Lega decidere come vendere i suoi diritti e noi faremo come sempre la nostra parte se ci verrà consentito. Abbiamo valorizzato il marchio Serie A come nessuno e speso più di chiunque altro, versando negli ultimi 15 anni nelle casse dei club italiani più di 7 miliardi di euro”. Così la pay tv ha replicato al presidente della Liga, che ha puntato il dito contro l’emittente satellitare, protagonista del ricorso al Tribunale di Milano con cui è stato sospeso il bando per i diritti tv 2018-2021 della Serie A aggiudicatosi da Mediapro e il 4 maggio il giudice si esprimerà sulla regolarità dei 7 pacchetti varati dal gruppo cino-spagnolo.

“Da sempre Sky si è attenuta alle regole imposte da legislatore e Autorità, l’azienda fa e farà quanto possibile perché anche gli altri soggetti operino con lo stesso rispetto”. In questo modo la pay tv ha ribadito anche la ragione del ricorso presentato in Tribunale da Sky, secondo cui i pacchetti presentati da Mediapro, per rivendere i diritti acquisiti dalla Lega per 1.050 milioni a stagione, “sollevano così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte”. 

Per Sky Italia, con la predisposizione dei pacchetti principali e dei pacchetti opzionali nel bando, MediaPro Italia non agirebbe quale intermediario indipendente, come vincolato dall’Antitrust“è tenuto a svolgere un’attività di intermediazione di diritti audiovisivi, rivendendo i diritti ad altri soggetti con modalità eque, trasparenti e non discriminatorie”. Ossia Mediapro non può fare concorrenza agli operatori della comunicazione, ma fare l’intermediatore finanziario.

 Il nodo delle esclusive

Nel videoeditoriale Sky, inoltre, ha sottolineato che il manager spagnolo “non dice che a Sky e agli altri broadcaster non è stata data finora l’opportunità di concorrere per l’intera posta dei diritti Serie A, come è stato concesso a Mediapro, o nemmeno per un’esclusiva parziale come accade in tutti i campionati europei, Liga inclusa – ha notato Sky in un editoriale trasmesso durante Sky Calcio Show -. Ed è curioso anche che Tebas usi le stesse identiche parole proprio di Mediapro, sarà questione di comunanza linguistica o di comune sentire dato che i rapporti sono strettissimi e il presidente della Liga tifa per i catalani anche in Italia”, ha detto il direttore di Sky Sport Federico Ferri.

Infatti anche Mediapro, nella Pec in cui ha comunicato, a sorpresa, di non presentare più la garanzia bancaria della fideiussione di 1,2 miliardi, come previsto dal bando e promesso di persona ai presidenti dei club, ha parlato di una “situazione giuridica creata pretestuosamente da Sky”.

Dunque in attesa dell’udienza di venerdì davanti al Tribunale di Milano, che si esprimerà sulla liceità del bando Mediapro, la battaglia dei diritti tv è principalmente un botta e risposta a livello mediatico.

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