La roadmap

Digital Single Market: Geoblocking, 700 Mhz ed eCommerce priorità UE

Il Vice Presidente della Commissione Andrus Ansip e il Parlamento Europeo fissano i punti più urgenti della roadmap digitale europea

di Paolo Anastasio | @PaoloAnastasio1 |
Sustainable Energy Europe 2015

Il Parlamento Europeo e Andrus Ansip, Vice presidente della Commissione UE, accelerano sulla roadmap per il mercato unico digitale e fissano le priorità in vista della presentazione di un nuovo pacchetto di misure da parte della Commissione previsto nelle prossime settimane. La liberazione del 700 Mhz per la banda larga mobile, lo stop al geoblocking e misure per incentivare l’eCommerce transfrontaliero fra i punti strategici da affrontare quanto prima.

“In primo luogo, ci sarà un pacchetto di misure per l’industria, da avviare all’inizio della primavera – si legge nel blog di Ansip – che includerà la banda a 700 Mhz, il Cloud e un piano per gli standard Ict”.

L’asta per i 700 Mhz c’è già stata l’anno scorso in Germania e Francia, mentre nel Regno Unito il Governo si è impegnato a investire 550 milioni di sterline in cinque anni per destinare i 700 Mhz all’Lte, in linea con le decisioni dell’ITU prese a novembre a Ginevra che prevedono l’allocazione di questa banda al broadband mobile entro il 2023.

Ansip ha poi aggiunto che questo primo pacchetto sarà seguito da un secondo provvedimento sull’eCommerce, comprensivo di una proposta di legge per abolire il geoblocking ingiustificato, una pratica commerciale che limita la possibilità di acquistare beni e servizi all’estero.

“Sono fermamente convinto che persone e aziende non dovrebbero subire restrizioni quando vendono e acquistano online”, sostiene Ansip.

Altre proposte nel 2016 per il Mercato Unico riguarderanno la riforma del quadro normativo delle Tlc, la cybersecurity, la libera circolazione dei dati e il copyright.

La Commissione Europea a dicembre ha presentato le prime tre proposte destinate a migliorare l’accesso transfrontaliero ai contenuti e ai servizi online nel quadro del Digital single market.

“Garantire la portabilità transfrontaliera (dei dati ndr) è particolarmente importante vista l’imminente fine dei sovrapprezzi sul roaming: da metà giugno del 2017 si pagherà la stessa tariffa per usare lo smartphone all’estero e in patria”, aggiunge Ansip, secondo cui il prossimo step dei regolatori europei dovrebbe essere il via libera all’accesso anche all’estero dei contenuti via smartphone acquistati in patria.

 

La risoluzione del Parlamento

 

Le priorità esposte da Ansip sono condivise da una nota del Parlamento Europeo, che ieri ha approvato una risoluzione in cui si chiede fra le altre cose la rapida fine del geoblocking dell’accesso online dei consumatori ai servizi fatto sulla base dei loro indirizzi IP, indirizzi postali e del Paese che ha rilasciato la carta di credito.
“Abbiamo assicurato che questa risoluzione sulla digitalizzazione dell’economia, della società e delle pubbliche amministrazioni dell’UE preveda interventi legislativi e non legislativi per creare benefici ai consumatori e preservare le economie sociali di mercato competitive dell’Europa”, ha detto la correlatrice per la commissione mercato interno, Evelyne Gebhardt (S&D, DE).

“L’Europa ha già mancato due ondate d’innovazione. La prima sui social network e poi quella sulla sharing economy. Se non vogliamo perdere la prossima, dobbiamo rivolgerci all’internet delle cose, ai “big data” e alla comunicazione M2M. Questi possono trasformare radicalmente la nostra economia e la nostra legislazione ha bisogno di adeguarsi”, ha aggiunto la correlatrice per la commissione industria Kaja Kallas (ALDE, ET).

 

Positiva secondo il presidente di ANITEC (l’associazione confindustriale dell’Ict e dell’elettronica di consumo), Cristiano Radaelli, la risoluzione approvata dal Parlamento Europeo il 19 gennaio sul tema del Digital Single Market. “Siamo certi che questa risoluzione darà un nuovo impulso alla crescita delle aziende e delle Pmi europee” dichiara Radaelli. Auspicabile, inoltre, il raggiungimento di un accordo fra Stati Uniti ed Unione Europea sul Safe Harbor, facendo eco a quanto espresso dalle associazioni Digital Europe e Business Europe, dall’Information Technology Industry Council e dall’American Chamber of Commerce in una lettera inviata ad Obama, a Juncker e a Tusk . “Dopo il pronunciamento dello scorso ottobre della Corte di Giustizia europea che ha dichiarato invalidi gli attuali accordi sul Safe Harbor – aggiunge Radaelli – è fondamentale raggiungere un nuovo patto transatlantico entro la scadenza prevista del 31 gennaio. L’incertezza si sta traducendo in un danno economico rilevante”.

 

Più scelta per i consumatori e via le barriere per le startup

 

Le raccomandazioni del Parlamento per sostenere il mercato unico digitale sono state approvate con 551 voti favorevoli, 88 contrari e 39 astensioni. I deputati vogliono delle proposte da parte della Commissione per:

 

  • porre termine alle pratiche di geo-blocking non giustificate, in modo da migliorare l’accesso ai beni e servizi. I deputati accolgono la proposta sulla portabilità transfrontaliera del contenuto online dei servizi “come primo passo” verso questa direzione;
  • assicurare una protezione equivalente a prescindere se il contenuto digitale è acquistato online o offline;
  • trovare soluzioni innovative per la consegna transfrontaliera dei pacchi per migliorare i servizi e limitare i costi;
  • rimuovere le barriere per le piccole e medie imprese, start-up e scale-up e cogliere le opportunità che si basano sulle nuove tecnologie TIC, come i “Big Data”, il “cloud computing”, l’internet delle cose o le stampanti 3D; una politica d’innovazione verso piattaforme online (ad esempio i motori di ricerca, gli app stores) che faciliti l’ingresso nel mercato dovrebbe essere mantenuta; e
  • rivedere la direttiva sull’ePrivacy per assicurare la coerenza delle sue disposizioni con la nuova normativa UE sulla protezione dei dati.

 

Sharing economy

 

Il Parlamento è preoccupato circa i differenti approcci nazionali intrapresi sino a oggi dagli Stati membri per regolare internet e la “sharing economy”, che offre nuovi modelli d’impresa per vendere beni e servizi online (ad esempio: Uber, eBay e Airbnb). I deputati chiedono alla Commissione di valutare la necessità di proteggere i consumatori nella sharing economy e, quando un chiarimento è richiesto, di assicurare l’adeguatezza delle norme che riguardano i consumatori nella sfera digitale.

 

Altre tematiche affrontate nella risoluzione includono il copyright, le telecomunicazioni, le norme sull’IVA, i media, le competenze informatiche, l’e-government e i diritti dei lavoratori.

 

Prossime tappe

 

Le proposte contenute nella risoluzione contribuiranno alla preparazione delle 16 iniziative che la Commissione presenterà entro la fine del 2016, come anticipato nella sua strategia in 16 punti presentata a maggio. Il Parlamento sarà il colegislatore con il Consiglio dei Ministri UE sulle proposte legislative per sostenere il mercato unico digitale.

 

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