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Digital Networks Act, Big Tech risparmiate dalla stretta Ue: nessun nuovo obbligo in vista (Reuters)

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Google, Meta Platforms, Netflix, Microsoft e Amazon non dovranno affrontare normative severe nella revisione delle normative digitali europee, nonostante le richieste delle aziende di telecomunicazioni.

Google, Meta Platforms, Netflix, Microsoft e Amazon non dovranno affrontare normative severe nella revisione delle normative digitali europee, nonostante le richieste delle aziende di telecomunicazioni. Lo scrive la Reuters, aggiungendo che una serie di nuove normative tecnologiche adottate negli ultimi anni dalla Commissione Europea ha suscitato critiche da parte degli Stati Uniti, che affermano di prendere di mira i giganti della tecnologia statunitensi. L’UE ha categoricamente respinto tali affermazioni.

Non previste nuove regole per le Big Tech nel Digital Networks Act

Nonostante la richiesta degli operatori Tlc di costringere i grandi gruppi Internet a contribuire ai costi delle reti e ad affrontare le stesse regole degli altri fornitori di servizi di comunicazione, non ci si aspetta che il prossimo 20 gennaio la bozza del DNA della UE aggiunga ulteriori normative alla regolamentazione digitale già imposta alle grandi aziende tecnologiche negli ultimi anni.

Il 20 gennaio la Commissaria Ue per la Sovranità Digitale dell’UE, Henna Virkkunen, presenterà la revisione delle normative nota come Digital Networks Act, che mira a rafforzare la competitività e gli investimenti dell’Europa nelle infrastrutture di telecomunicazioni. Ma a quanto risulta a Reuters la nuova normativa sarà, per così dire, all’acqua di rose per le Big Tech.

La Commissione Ue dovrà discutere i dettagli con i paesi dell’UE e il Parlamento europeo nei prossimi mesi prima che il DNA diventi legge.

I giganti della tecnologia saranno soggetti soltanto ad un quadro di best practice su base volontaria e non a norme vincolanti a cui i fornitori di servizi di telecomunicazioni dovranno invece conformarsi. “Sarà chiesto loro di cooperare e discutere volontariamente, sotto la moderazione del gruppo BEREC, le autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni dell’UE. Non ci saranno nuovi obblighi. Sarà un regime di buone pratiche”, ha affermato una delle persone.

Se le cose andranno così gli operatori Tlc Ue avranno certamente da ridire.

Spettro radio, nuove regole nel Digital Networks Act

In base alla bozza di DNA, la Commissione stabilirà anche la durata delle licenze per lo spettro, le condizioni per la vendita dello spettro e una metodologia di determinazione dei prezzi per guidare le autorità di regolamentazione nazionali durante le aste dello spettro, che possono fruttare miliardi di euro ai governi.

L’obiettivo di armonizzare l’allocazione dello spettro nell’Unione Europea a 27 paesi e ridurre l’onere normativo per le aziende di telecomunicazioni è complesso, perché alcune autorità di regolamentazione nazionali sono restie a cedere la competenza sullo spettro nazionale.

Digital Networks Act, proroga oltre al 2030 per lo switch off del rame?

Nell’ambito della riforma proposta, la Commissione fornirà indicazioni alle autorità di regolamentazione nazionali sull’implementazione dell’infrastruttura in fibra, fondamentale per raggiungere i suoi obiettivi digitali e recuperare terreno rispetto a Stati Uniti e Cina.

Il DNA consentirà inoltre ai governi di prorogare la scadenza del 2030 per la sostituzione delle reti in rame con infrastrutture in fibra, se possono dimostrare di non essere pronti.

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