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Democrazia Futura. A due anni dalle prossime elezioni presidenziali come sta l’America?

New York
Bruno Somalvico

Dom, dopo le elezioni di mid-term qual è di stato di salute della più grande democrazia del mondo occidentale?

Dom Serafini. In modo succinto direi che gli Stati Uniti si trovano in una condizione molto migliore rispetto a quella in cui si trovavano subito dopo la caduta di Donald Trump, ma un po’ peggio di come vivessero prima dello scoppio nel 2020 della pandemia.

Dom Serafini sta per prendere un aereo per Miami. Ma accetta di rispondere alle nostre domande.

Dom Serafini

Il sostegno militare all’Ucraina ha senza dubbio ridato smalto e prestigio all’immagine degli Stati Unito d’America all’interno di quello che un tempo chiamavamo il blocco occidentale. Quali sono stati i riflessi di questo sostegno sul piano interno?

Dom Serafini. Personalmente spero che gli Usa non solo continuino ad appoggiare l’Ucraina contro la barbarica invasione russa, ma si diano una mossa per dare all’Ucraina tutti i mezzi per sconfiggere madVlad, come chiamiamo qui a New York Vladimir Putin. Mi dispiace che il popolo russo non sia ancora riuscito a liberarsi dai criminali di guerra che oggi continuano ad esercitare su di esso il loro dominio. Comunque spero che dopo questa lezione non solo la Russia si ritrovi con un governo meritevole ma anche e soprattutto che gli Stati Uniti d’America, insieme a tutto il resto del mondo, si rendano conto che non si può fidare né dipendere da governi autoritari come quello di Mosca.

Dopo questa esperienza, il riflesso sul piano interno per Washington sarà quello di avere rapporti con la Russia e la Cina caratterizzati da un maggiore realismo politico.

I Democratici del Presidente Joe Biden escono bene dalle elezioni di Mid-Term anche se l’attuale inquilino della Casa Bianca proprio i questi giorni potrebbe avere qualche problema dopo la rivelazione dei documenti secretati trovati in una propria abitazione. A Tuo parere rimane lui il migliore candidato dei Democratici? O ci sono altre candidature alternative?

Dom Serafini. Ancora non emergono candidati “papabili”, comunque non credo che Biden si ricandidi. Sfortunatamente il Partito Democratico ha voluto decapitare l’ex Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo, l’unico candidato in grado di confrontarsi con un candidato Repubblicano come (l’abruzzese) Ron DeSantis. Per liberarsi di un candidato che avrebbe dato fastidio a molti altri pretendenti, il Partito Democratico ha respinto la sua candidatura accusandolo di misfatti che, dopo averlo costretto a rassegnare le dimissioni da Governatore, si sono rivelati del tutto infondati.

In campo repubblicano ci si aspettava come solitamente avviene in occasione delle elezioni di Mid-Term un’ampia vittoria. Che cosa ha impedito loro di ottenere un’affermazione più lampante? Quanto hanno pesato sugli elettori repubblicani le divergenze fra i candidati trumpiani e quelli alternativi ostili ad una seconda discesa in campo dell’ex Presidente? 

Dom Serafini. Ci si aspettava una netta vittoria repubblicana solamente per il fatto che il Partito Democratico (come del resto il PD in Italia) anche qui non sembra capace di soddisfare le richieste della classe media operaia né sintonizzato sulle sue aspirazioni. Ciononostante i nostri Dem hanno fatto meglio del previsto, anche perché il programma elettorale repubblicano è apparso loro davvero reazionario: ridurre la Sicurezza Sociale e il cosiddetto Medicare rafforzato durante la presidenza di Barak Obama ndc] va contro gli interessi di tutti i cittadini pensionati o in età pensionabile.

Dopo la conferma della nuova discesa in campo da parte di Donald Trump chi prevedi sarà il candidato meglio piazzato alle primarie repubblicane? Quali sono le chances reali dei due probabili candidati italo-americani?

Dom Serafini Il candidato repubblicano meglio piazzato è il governatore della Florida, Ron DeSantis. Lo pronosticherei come favorito all’investitura e dunque al primo posto. Al secondo posto darei ancora l’ex presidente Donald Trump. Fra gli sfidanti, metterei al terzo posto l’altro possibile candidato di origine abruzzese Mike Pompeo, e, infine, al quarto posto, l’ex vice presidente Mike Pence che spera ancora grazie alle primarie di ottenere l’investitura del partito per cercare di tornare alla Casa Bianca da Presidente.

Le grandi piattaforme “big tech” sembrano dopo anni di dominio incontrastato e crescita dei loro profitti conoscere un momento difficile con costi sociali molto pesanti e l’annuncio di pesanti licenziamenti.  Con quali riflessi sulle prossime elezioni?

Dom Serafini I “big tech” si dovranno ridimensionare, nel senso di responsabilizzarsi. Dopotutto, tutti i media hanno delle regole, eccetto i “social media”, e questo non ha proprio senso, né risponde ad una logica. E’ un bene che i big tech siano chiamati a rispettare le leggi come tutte le altre imprese.  Anche per la politica

La competizione fra colossi hollywoodiani e piattaforme OTT proseguirà nell’era in cui irrompe sempre di più anche nel mondo dell’informazione e dei media l’intelligenza artificiale?  

Dom Serafini Se si parla delle piattaforme SVoD (tipo Netflix), queste prenderanno il posto del cinema e il loro successo dipenderà dall’offerta, come adesso succede per il botteghino (box office). Tra poco il cannibalismo tra le piattaforme dovrebbe cessare e gli Studios si concentreranno a produrre contenuti da esibire sui loro “nuovi” circuiti cinematografici. Cambiamo le modalità di fruizione ma l’industria dell’immaginario va avanti per la propria strada anche se la gente frequenta meno le sale cinematografiche.

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