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Decreto rinnovabili, primi bandi a gennaio 2019. Disponibili oltre 250 milioni di euro

A marzo di quest’anno è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) per il Fondo nazionale per l’efficienza energetica. Grazie a questa misura, sarà possibile agire in maniera più efficace per ridurre i consumi di energia nei processi industriali, nonché realizzare e ampliare le reti per il teleriscaldamentomigliorare l’efficienza dei servizi e delle infrastrutture pubbliche, inclusa l’illuminazione pubblica e la riqualificazione energetica degli edifici.

Il Ministero ha stanziato per questo meccanismo circa 250 milioni di euro di incentivi da spalmare nel triennio 2018-2020.

Nei giorni scorsi, il Ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato una nuova bozza di decreto per le Fonti energetiche rinnovabili, con lo slittamento di diversi bandi da novembre 2018 al 31 gennaio 2019.

Ulteriori novità riguardano i beneficiari e l’ulteriore incentivo per sostituire l’amianto.

A partire dal 31 gennaio, quindi, partiranno i bandi destinati allo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in tutto il territorio nazionale.

In tutto 7 bandi per il meccanismo di asta e 7 per i registri nel periodo 2019-2021.

Di seguito il calendario ufficiale: 31 gennaio 2019; 31 maggio 2019; 30 settembre 2019; 31 gennaio 2020; 31 maggio 2020; 31 agosto 2020; 31 gennaio 2021.

Per partecipare ai bandi bisogna inviare le proprie domande al Gestore servizi energetici (Gse), attraverso le pagine web dedicate.

Fondamentale inoltre l’istituzione del Premio amianto, che prevede l’installazione di impianti fotovoltaici al posto dell’amianto presente sui tetti degli edifici, con la rimozione del materiale inquinante.

Novità anche per gli impianti fotovoltaici, che potranno accedere al regime di incentivazione solo se di potenza superiore a 20 kW, a patto che siano impianti di nuova costruzione, che rispettino le disposizioni circa il divieto di accesso agli incentivi statali per impianti ubicati in aree agricole e che posseggano il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio.

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