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dcx. Wearables, la rivoluzione che si indossa

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Wearables

#dcx è una rubrica quotidiana dedicata alla Digital Experience a cura di Dario Melpignano, Ceo di Neosperience.
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Vi ricordate quando James Bond, nei momenti più critici delle sue mirabolanti avventure, sfoderava un orologio che in realtà non era un orologio? O una penna che, all’occorrenza, poteva trasformarsi in arma? Finzione ma non troppo, grazie a quella che è stata ribattezzata ‘wearable revolution’. Quello della tecnologia indossabile è un settore relativamente giovane, ma sta già cambiando le regole della digital customer experience e del content marketing.

Grazie a oggetti di culto come Apple Watch, Google Glass, gli activity tracker – e il futuristico Oculus Rift – anche noi comuni mortali possiamo indossare gadget non molto diversi da quelli dell’agente segreto più famoso del cinema. La tecnologia indossabile (wearables, per dirla con gli americani) è sulla bocca di tutti. Basti pensare che, al suo lancio, l’Apple Watch è riuscito a far passare in secondo piano persino l’iPhone 6, portando l’interesse di stampa e utenti su un settore non nuovo e che si pensava già morto (il primo esemplare risale addirittura agli anni ‘80).

Effettivamente le prime stime di vendita di questo prodotto ‘outsider’ per il 2014 sono incoraggianti: si prevedono più di 50 milioni di pezzi venduti entro la fine dell’anno, e addirittura più di 180 milioni entro il 2018. Numeri tutt’altro che trascurabili che, secondo alcuni analisti, sono destinati ad erodere progressivamente il mercato degli smartphone e di tutta la tecnologia mobile ‘classica’ (ma non chiamiamola ancora obsoleta).

Per questo la wearable revolution in poco tempo potrebbe decretare un nuovo stravolgimento tecnologico nelle vite di tutti noi. Ma anche, e soprattutto, una evoluzione radicale – e in parte inattesa – dei metodi e delle regole della digital customer experience, destinata a non essere più quella che ha imparato a conoscere e strutturare l’uomo di marketing dei giorni nostri.

Questi oggetti, frutto di un impegno tecnico impressionante ma allo stesso tempo dotati di un’estetica seducente – tanto che alcuni giornalisti si sono spinti a coniare la definizione di ‘fashionable technology’ – possono svolgere un ruolo cruciale nell’influenzare le strategie di marketing. Come? Ad esempio colmando il divario, che tuttora sussiste, tra l’esperienza d’acquisto online e la presenza fisica del cliente all’interno del punto-vendita.

Il prodotto più originale della rivoluzione proviene da Mountain View: i Google Glass, gli innovativi occhiali che si gestiscono utilizzando solo i comandi vocali. Quello che avrà l’impatto più immediato sul mercato è senza dubbio l’Apple Watch, che implementa una rivoluzione nella rivoluzione: il sistema di pagamento one-touch Apple Pay, sviluppato per rendere più semplice e veloce l’esperienza di acquisto.

Il terzo asse portante della wearable revolution è rappresentato dai cosiddetti activity tracker, quei dispositivi (in primo luogo braccialetti) che servono a monitorare e registrare dati legati all’attività fisica e alla salute, come la distanza percorsa, il consumo di calorie, il battito cardiaco e la qualità del sonno. I tracker, che rispondono al desiderio di accumulare dati su se stessi (self-tracking e quantified self), possono essere utilizzati dalle aziende per attività di marketing legate alla gamification e alla personalizzazione in tempo reale.

Grazie alla tecnologia indossabile, i brand sono già oggi in grado di raccogliere e analizzare un’immensa quantità di dati sui propri clienti. Se vuoi evitare di diventare obsoleto, perdendo il passo nella Age of the Customer, dovrai dunque tenere d’occhio questi preziosi strumenti, destinati a plasmare progressivamente un nuovo modello della digital customer experience.

Per approfondire:

http://blog.neosperience.com/how-apple-pay-makes-the-difference-in-your-digital-customer-experience

http://blog.neosperience.com/how-to-connect-with-your-digital-customers

http://blog.neosperience.com/how-gamification-will-deliver-the-ultimate-digital-customer-experience

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