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dcx. Facebook F8 e la rinascita della realtà aumentata

“In questa edizione della conferenza F8 stiamo per trasformare la fotocamera dello smartphone nella prima piattaforma di realtà aumentata.” Più o meno con queste parole, Mark Zuckerberg ha aperto l’evento annuale dedicato agli sviluppatori, che si tiene come sempre a San Jose, in California.

Per sviluppatori, dicevamo, ma non è proprio così. Anno dopo anno, infatti, questo incontro ha gradualmente perso la sua natura da addetti ai lavori per diventare un evento mainstream in cui Facebook presenta i nuovi prodotti che – questa è la speranza dell’azienda – cambieranno la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

L’apertura del primo giorno di conferenze è stata affidata ovviamente al CEO Zuckerberg, che ha speso quasi venti minuti per illustrare la piattaforma di realtà aumentata di Facebook. Di cosa si tratta? Di un nuovo modo per gli sviluppatori di costruire funzionalità per la fotocamera integrata e, al tempo stesso, di un nuovo modo per gli utenti di creare community e condividere le loro esperienze con gli amici e la famiglia.

Dal punto di vista puramente tecnico, abbiamo una sezione chiamata Camera Effects, che dispone di due strumenti principali:

La realtà aumentata è stato il cuore del discorso di Zuckerberg e di chi è salito sul palco dopo di lui. Questa tecnologia – tutt’altro che nuova – ha goduto di un rinnovato impulso nel corso del 2016 grazie alla enorme, e un po’ inaspettato, successo di Pokémon Go.

Unendo le caratteristiche già viste in altri prodotti di realtà aumentata con la potenza della tecnologia della realtà virtuale, Facebook ha sviluppato un nuovo mondo chiamato Spaces, dove gli utenti possono creare un avatar, e poi incontrarsi con gli altri in un mondo digitale.

Quello che l’azienda ha in mente è una nuova frontiera dell’engagement da raggiungere attraverso la tecnologia VR; uno sforzo per trasformare un’attività che è sempre stata percepita come ‘solitaria’ in un qualcosa di ‘sociale’. Stesso procedimento provato da Pokémon Go, che ha cercato di rendere un’attività ‘statica’ (giocare ai videogiochi) in qualcosa che spinge al movimento.

Il potenziale di questo nuovo approccio è infinito ma, da quanto abbiamo visto nel corso della demo all’F8, al momento il risultato somiglia a una Second Life aggiornata ai tempi della VR. Dovremo aspettare per capire come questi strumenti verranno utilizzati da sviluppatori terzi. Quello che già appare chiaro è che la fotocamera del nostro smartphone sta diventando la pietra angolare della customer experience.

Per approfondire e vedere il video della prima giornata di conferenze: vai qui.

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