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Data Center, la Ue vuole migliorare la loro performance energetica. Ma si dimentica dell’AI?

Ci sono alcuni punti che sembrano contraddittori nella bozza della “Roadmap strategica per la digitalizzazione e l’AI nel settore Energia” (Strategica Roadmap for Digitalisation and AI in the Energy Sector”), un documento inviato dalla Commissione Ue all’Europarlamento nei giorni scorsi di cui Key4biz è venuto in possesso.

Manifesto Ue per la digitalizzazione e l’AI elle reti energetiche

La bozza è di fatto il manifesto europeo per la digitalizzazione delle reti energetiche del Vecchio Continente, nonché dell’introduzione dell’AI per la loro manutenzione, che potrebbe generare risparmi globali stimati in 95 miliardi di euro entro il 2035 secondo stime dell’IEA (Agenzia Internazionale dell’Energia).

Il contesto è quello di un aumento dei consumi globale da parte dell’AI, che aumenterà del 20% i consumi di elettricità entro il 2030.

Data center nella catena del valore del consumo energetico

L’introduzione più indolore possibile dei data center nella catena del valore del consumo energetico è l’obiettivo primario della roadmap europea. Con un qui pro quo, un gioco linguistico, che non passa inosservato: ad un certo punto, nel documento non si parla più di AI (il vero argomento sul tavolo), bensì di data center, come se l’esplosione dei consumi energetici globali fosse dovuta ai data center e non all’AI, che peraltro è l’argomento principe della roadmap (o dovrebbe esserlo, come suggerisce anche il titolo).

Ma AI e data center non sono la stessa cosa

E’ vero che “i data center moderni” sono dei forti consumatori di energia, che pongono sfide crescenti al sistema energetico europeo. E’ vero anche che ad oggi i data center rappresentano appena il 2% dei consumi elettrici complessivi della Ue, ma la domanda è destinata triplicare entro il 2030 passando dagli attuali 10 GW a 35 GW.

Aumentare la performance dei data center (ma perché la Ue non cita l’AI?)

Lascia quindi un po’ perplessi leggere la Action 2 della bozza di roadmap europea, dove in tema di aumento della performance energetica dei data center ogni riferimento all’AI scompare.

Il soggetto di ogni azione suggerita sono i data center, come se si trattasse di entità avulse.

Parallelamente alla roadmap, l’Europa adotterà un pacchetto per l’efficienza energetica dei data center, che spazia dall’efficienza energetica a quella idrica, dall’uso delle rinnovabili, al riuso delle scorie.

Livelli minimi di prestazione per i data center Ue

Fra gli obiettivi, c’è quello di fissare dei livelli minimi di prestazione per vecchi e nuovi data center come standard per i data center in Europa, basati sullo schema di rating della Direttiva sull’efficienza energetica da fissare entro il 2026.   

Peritore (AIIP): “I data center non sono tutti uguali”

“La digitalizzazione e l’uso dell’IA nel settore dell’energia non ha nulla a che fare con la domanda di energia da parte dei Data Center – ha detto a Key4biz Giuliano Peritore, Presidente dell’AIIP – Si tratta, invece, dell’applicazione di modelli ed algoritmi di IA al settore alle reti elettriche e di utilizzare l’IA per ottenere risparmi nella gestione e manutenzione di infrastrutture energetiche e migliorarne quindi l’efficienza e la sostenibilità, con l’obiettivo, infine, di poter offrire un minor costo dell’energia al mercato comunitario”.

Peritore (AIIP): “Large data center diversi da data center tradizionali”

In questo contesto è innegabile che i “large data center” destinati ad ospitare enormi infrastrutture IA abbiano un profilo di consumo tale da richiedere un coordinamento con le reti elettriche – prosegue Peritore – Ma non sono i data center in sé a generare la richiesta di energia, e tanto meno lo sono i data center non specializzati per ospitare infrastrutture IA; sono invece le stesse applicazioni IA a generare tale domanda di energia. La scelta di un modello IA più efficiente può generare risparmi più grandi di qualsiasi efficientamento delle infrastrutture”.

“La differenza è sottile e non si comprende perché nella bozza documento si possa pensare di efficientare il sistema elettrico e ridurre il prezzo dell’energia, dei quali i data center tutti sono “consumatori” per conto dei propri clienti, tramite un Data Center Energy Efficiency Package. Ma non era l’IA applicata al settore energetico a garantire al mercato ottimizzazioni e risparmio per la digitalizzazione?”, aggiunge.

Peritore (AIIP): “Riservare obiettivi di performance ai Large Data Center”

“Il nodo è sempre lo stesso. I data center non sono tutti uguali. Alcuni sono realizzati per ospitare infrastrutture IA ed hanno impatti significativi, altri, come quelli tradizionali e le infrastrutture TLC, non lo sono ed il loro impatto energetico è minimale”, aggiunge il presidente dell’AIIP.

Se la Commissione ha intenzione di introdurre un sistema europeo di rating e fissare degli obiettivi di performance per i data center nell’ambito delle politiche di adozione dell’IA nel settore energetico, tali azioni dovrebbero riguardare esclusivamente i grandi data center – quelli da decine di megawatt – destinati ad ospitare infrastrutture IA di dimensioni rilevanti.

In caso contrario si rischia un effetto paradossale: chiedere a chi dovrebbe beneficiare dei vantaggi della “digitalizzazione” di farsi carico, con investimenti privati, della produzione di quegli stessi benefici”, chiude.

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