La vertenza

Cosedanoncredere. La protesta dei taxi rischia di danneggiare i consumatori. 4 proposte

Le 4 proposte dell'Unione Nazionale Consumatori per regolarizzare il settore e per non continuare a svantaggiare i consumatori.

di Redazione UNC |

Cosedanoncredere è una rubrica settimanale promossa da Key4bizUnione Nazionale Consumatori. Per consultare gli articoli precedenti, clicca qui.

Città importanti come Roma e Milano sono rimaste paralizzate per giorni dall’agitazione dei tassisti che protestano per difendere il proprio lavoro da quelli che giudicano concorrenti sleali: gli Ncc (le macchine nere dei noleggi con conducente) e soprattutto le App tecnologiche che consentono di muoversi in città con modalità alternative (Uber in testa).

Il tutto a danno dell’utenza che ha sofferto enormi disagi nel trasporto cittadino.

Alla fine il Governo ha ceduto convocando un tavolo di confronto dove però sono state invitate solo le associazioni dei tassisti e non anche quelle dei consumatori e delle altre parti in causa, come gli Ncc.

Brutto segnale: invece di precettare chi viola la legge sullo sciopero (come denunciato dalla stessa Authority di settore) il ministro Graziano Delrio ha pensato bene di premiare questi paladini dello status quo convocandoli al ministero dei trasporti.

Andrebbe ricordato, ad onor del vero, che la protesta dei tassisti si è focalizzata sull’emendamento Lanzillotta che però non fa altro che sospendere gli articoli che l’Antitrust ha già da tempo ripetutamente contestato e che (nella segnalazione del 27 aprile 2010), ha chiesto di eliminare considerando quelle norme “suscettibili di introdurre numerosi elementi di rigidità nella disciplina che regola il servizio di noleggio con conducente, producendo, in particolare, compartimentazioni territoriali idonee a limitare sensibilmente il numero di operatori presenti su un dato Comune, con l’effetto di ridurre l’offerta dei servizi di trasporto pubblico non di linea, a danno degli utenti. La portata anticoncorrenziale di tali limiti appare evidente ove si consideri che l’ampliamento dell’offerta dei servizi pubblici non di linea risponde all’esigenza di far fronte ad una domanda elevata e ampiamente insoddisfatta, soprattutto nelle aree metropolitane, di regola caratterizzate da maggiore densità di traffico e dall’incapacità del trasporto pubblico di linea e del servizio taxi a coprire interamente i bisogni di mobilità della popolazione. In conclusione, l’Autorità auspica, sulla base delle considerazioni suddette, l’introduzione di interventi correttivi nelle disposizioni in esame, volti ad eliminare i vincoli amministrativi previsti per l’attività di noleggio con conducente ed a preservare l’attuale normativa nazionale in materia“.

Il ministro dei trasporti Delrio invece dichiara che domani l’incontro con i tassisti è dovuto a “una situazione da lungo tempo non regolamentata”. Così però il Governo sta facendo l’opposto di quello che avrebbe dovuto fare: invece di convocare le parti prima dell’approvazione dell’emendamento, le convoca dopo, mentre sono ancora in corso proteste irregolari ed in violazione della legge sugli scioperi.

Ma il punto è un altro: se il Governo vuole davvero dare garanzie anche dal lato dei diritti dei cittadini e togliere provvisorietà all’attuale situazione, come ha proposto la stessa l’Autorità dei trasporti, serve una soluzione organica che coniughi le esigenze del servizio taxi, del servizio di noleggio con conducente e dei nuovi servizi tecnologici per la mobilità.

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Le 4 proposte

L’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto una serie di interventi, tra questi:

  1. la possibilità di praticare sconti e la fissazione di una tariffa solo massima;
  2. la possibilità di cumulare licenze, anche se con un tetto;
  3. l’eliminazione, per il servizio di noleggio con conducente, dell’assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio;
  4. per servizi come Uber, requisiti di idoneità del guidatore e del veicolo, assicurazione per responsabilità civile aggiuntiva, conducente con più di 21 anni e almeno 3 anni di guida, riconduzione al regime del lavoro occasionale delle prestazioni dei conducenti non professionisti.

Attendiamo di capire se l’annunciato decreto ministeriale terrà conto di queste proposte a garanzia dell’utenza. Si tratta di un necessario salto di qualità necessario anche per stare al passo con i tempi in cui viviamo dove, se i tassisti vogliono restare davvero sul mercato, devono adeguarsi alla tecnologia dotandosi di strumenti tecnologici (solo alcune App già lo permettono) per assicurare ai consumatori servizi accessibili e di qualità, con la possibilità di recensire il taxi sul quale siamo saliti che non sempre è all’altezza di quello che è lecito aspettarsi.

Per saperne di più su: Uber

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