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Cosa guardare in Tv: Black Space su Netflix

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Bella, avvincente, dura e senza fronzoli Black Space, è una nuova serie israeliana da poco approdata su Netflix. Otto episodi di circa un’ora ciascuno, da vedere tutti d’un fiato, prodotti da Federation Entertainment e Drama Team (Hostages,In Treatment) insieme a Reshet 13 (o Channel 13:canale televisivo israeliano) e Netflix.

Bella, avvincente, dura e senza fronzoli BLACK SPACE, è una nuova serie israeliana da poco approdata su Netflix. Otto episodi di circa un’ora ciascuno, da vedere tutti d’un fiato, prodotti da Federation Entertainment e Drama Team (Hostages,In Treatment) insieme a Reshet 13 (o Channel 13:canale televisivo israeliano) e Netflix.

Ancora una volta una serie israeliana che ti avviluppa, ti coinvolge e non ti delude fino alla fine. La serie è stata creata da Anat Gafni e Sahar Shavit e diretta da Ofir Lobel.

 Produttori esecutivi: Pascal Breton, Jean Michel Ciszewski, Moshe Danon Chaim Sharir, Lionel Uzan

Black Space: trama

Tutto inizia in giorno normale, in un normale liceo di una piccola città di provincia israeliana, che improvvisamente si trasforma in un incubo: delle figure anonime con maschere da unicorno sul volto, iniziano a sparare seminando il panico tra i ragazzi della scuola, tutti corrono e urlano in cerca di una via di fuga. Quattro ragazzi vengono uccisi e altri feriti.

La polizia accorre in forze, blinda la scuola, blocca le uscite nella speranza di catturare  gli attentatori all’interno della scuola. Fuori dai cancelli genitori disperati e increduli.

Rami Davidi (Guri Alfi) è tra i primi ad arrivare sul posto. Lui è un ruvido detective delle forze speciali che conosce molto bene la scuola perché è lì che ha studiato da ragazzo ed è anche in quell’ambiente che ha subito un trauma mai superato.

Inizialmente vengono incolpati della strage 3 operai palestinesi impegnati a fare dei lavori sul tetto, ma ben presto Davidi con l’aiuto, a dire il vero, non richiesto e mal digerito ( almeno all’inzio), di Morag Shmuel( Reut Alush ) esperta in indagini sui minori, intuisce che l’operazione criminale  è stata maturata dentro la scuola. Anzi lui è convinto che è proprio tra gli stessi ragazzi che si nascondano i veri colpevoli: Ma quali? Davidi e Morag iniziano a indagare.

Si intuisce da subito il muro di omertà e bugie di cui i ragazzi si circondano, ma Davidi scopre che hanno trovato un mezzo diverso dalle solite chat dei Social Network per comunicare tra loro, un’app segreta: Black Space appunto. Ed è anche grazie a questa app che Davidi riuscirà a carpire i segreti dei ragazzi e anche come sono entrate e uscite le armi dalla scuola…

Black Space è’ un thriller molto ben costruito, che inizia in modo adrenalinico, ma è anche un teen drama che affronta i problemi e le angosce  generazionali degli adolescenti.

Bullismo, necessità di appartenere al  gruppo, social media, droghe, prime esperienze sessuali, fragilità,  questi i temi principali su cui si incentra questa serie che cerca di carpire,  attraverso  il linguaggio del thriller,  i disagi dei giovani d’oggi.

Interprete principale è sicuramente il torvo e scorbutico Davidi, personaggio complesso e interessante. Bullizzato da giovane, porta con sé il danno di un’aggressione subita che gli ha fatto perdere un occhio.

Miri (Meirav Shirom) è sua moglie ed è molto incinta, la ama ma la trascura a causa del suo attaccamento al lavoro,  ma anche a causa del non sentirsi pronto a diventare padre anche per colpa del trauma mai superato.

Tra i ragazzi spiccano le storie dei due fratelli Tom (Yehonatan Vilozny) e Shir Tadmore(Gily Itskovitch)  legati, nel bene e nel male da un affetto morboso e indissolubile.

Da non dimenticare il giovane Itamar (Yoav Rotman) il figlio del Sindaco, pieno di conflitti e alle prese con un’omosessualità repressa anche a causa del ruolo ricoperto dal padre.

Ma anche la seducente e seduttiva Libi (Liana Ayun) che ottiene tutto proprio grazie alla sua potente carica seduttiva.

Black Space  è una serie originale Netflix che non è stata doppiata in italiano e che trovate in lingua ebraica (l’ originale) ma anche inglese o francese con i sottotitoli in italiano.

Assolutamente da non perdere, soprattutto se appassionati di genere thriller ben scritti, bel girati e ben interpretati.

Buona visione!

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