Il voto

Copyright, riforma Ue stoppata a Strasburgo e rimandata a settembre. Scontro Governo-PD

Niente da fare, la plenaria ha respinto la proposta di riforma del diritto d’autore, con 278 voti favorevoli e 318 contrari. A questo punto, la posizione del Parlamento sarà discussa, emendata e votata nel corso della prossima sessione plenaria di settembre, sempre a Strasburgo.

di Flavio Fabbri | @FabbriFlav2 |

In molti si aspettavano un nulla di fatto e più o meno è andata così. Oggi la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo ha votato no all’avvio dei negoziati tra lo stesso Parlamento, il Consiglio d’Europa e la Commissione europea sulla proposta di riforma del copyright, con 278 voti favorevoli, 318 contrari e 31 astensioni.

 

Mi dispiace che la maggioranza dei deputati non abbia sostenuto la posizione che io e la commissione giuridica abbiamo preparato”, ha affermato il relatore Axel Voss (PPE, DE) commentando l’esito del voto. “Ma ciò fa parte del processo democratico. Torneremo sul tema a settembre con un ulteriore valutazione per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d’autore per il moderno ambiente digitale”.

 

Alla fine, infatti, il voto sul testo è stato rimandato alla planaria che si terrà tra il 10 ed il 14 di settembre.

 

 

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In base ai termini del Regolamento del Parlamento europeo, se almeno il 10% dei deputati si oppone all’avvio di negoziati con il Consiglio, sulla base del testo votato in commissione, si procede a una votazione in seduta plenaria e ieri sera il numero di deputati necessario ha presentato le proprie obiezioni.

 

Niente è stato semplice nell’iter parlamentare di questa riforma per la difesa del diritto d’autore, soprattutto nel settore dell’editoria. Subito c’è stata una frattura tra chi era a favore e chi contro. Da una parte i difensori dei diritti di un’intera industria, quella cultura e creativa, sempre più minacciata dalle piattaforme online e la pirateria, dall’altra chi denuncia il tentativo di imporre bavagli, censure e norme liberticide.

 

Un tema complesso e allo tesso tempo oggetti di forti interessi economici legati alle piattaforme online, alla circolazione dei contenuti, ai dati e le tecnologie abilitanti l’economia digitale.

 

Anche il mondo politico è arrivato al voto diviso: a favore della riforma Partito Democratico e più timidamente Forza Italia, contrari Movimento 5 Stelle e Lega.

La decisione presa in seduta plenaria dal Parlamento Ue a Strasburgo di rinviare la proposta di direttiva per la riforma del copyright è il segnale tangibile che finalmente qualcosa sta cambiando a livello europeo”, ha dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, Luigi Di Maio.

Il governo continuerà ad essere parte attiva durante il prosieguo del dibattito sulla direttiva sul copyright al fine di rimuovere definitivamente gli articoli 11 e 13 che ritiene portatori di due concetti inaccettabili quali: il diritto per i grandi editori di autorizzare o bloccare l’utilizzo delle loro pubblicazioni, introducendo di fatto una “link tax”, e la possibilità concessa alle società che danno accesso a grandi quantità di dati di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti”.

 

Molto critici gli eurodeputati del PD: “E’ falso che l’art.13 avrà effetti sull’intera struttura Internet. Questo, infatti riguarda esclusivamente le piattaforme che ospitano contenuti creativi coperti dal copyright e che ottimizzano tale materiale, facendo ingenti guadagni senza corrispondere nulla o molto poco ai titolari di diritti. Si escludono i servizi che non agiscono per scopi commerciali come Wikipedia, Dropbox e software open source“.

 

L’obiettivo della nuova normativa Ue sul copyright è quello di garantire i diritti senza bloccare l’innovazione. Stiamo chiedendo regole a tutela del milione di lavoratori dell’industria culturale e creativa italiana”, ricordava ieri Patrizia Marrocco, deputata di Forza Italia  e membro della commissione Cultura a Montecitorio.

 

Ora finiamola con gli slogan delle lobby e cominciamo a cercare soluzioni“, ha affermato in un tweet il vicepresidente al mercato unico digitale della Commissione Ue, Andrus Ansip, subito dopo il voto negativo. “Non dobbiamo accettare nessun compromesso che metta in pericolo la libertà d’espressione o i link, ma allo stesso tempo non dobbiamo neanche accettare di lasciare senza protezione artisti e media di qualità“.

 

 

Il Parlamento europeo deciderà liberamente la sua posizione in merito alla legge europea sul copyright con l’obiettivo di proteggere l’interesse di tutti i cittadini. Non bisogna interferire con il lavoro del Parlamento e non si devono diffondere informazioni false e demagogiche”, ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, poco prima del voto dal suo profilo Twitter ufficiale.

 

La decisione della commissione Juri è stata respinta – ha annunciato il vicepresidente del Parlamento, Pavel Telickapertanto, la commissione non può iniziare i negoziati. Il rapporto della commissione verrà messo nell’agenda della prossima sessione plenaria”, che come anticipato si terrà in settembre.

 

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