Il blocco eseguito da Cloudflare conferma l’efficacia dell’azione antipirateria italiana
“E così anche Cloudflare ha iniziato a bloccare i siti che utilizzano le loro CDN per diffondere migliaia di contenuti illegali”.
È l’incipit di un messaggio social scritto dal commissario Agcom, Massimiliano Capitanio, che commentava il blocco ad un popolare sito di streaming illegale di contenuti protetti da diritto d’autore da parte di Cloudflare.
Ogni utente cha ha tentato l’accesso alla piattaforma si trovava di fronte al solito breve messaggio “Error http 451, Unavailable For Legal Reasons”. Sostanzialmente si informava che la pagina web richiesta non era raggiungibile per motivi di violazione del copyright.
Il blocco in questione è diretta conseguenza dell’ordine di esecuzione imposto dal Tribunale di Milano dello scorso 18 febbraio, con cui si chiedeva a Cloudflare di bloccare l’accesso a diversi siti di pirateria audiovisiva (tra cui Altadefinizione, Cineblog e Streaming Community, su una lista di 31 siti pirata, molti dei quali sono riconducibili sempre a questi tre), su richiesta dei titolari dei diritti, tra cui Medusa, Indiana e Canal+.
Il giudice ha imposto a Cloudflare di interrompere immediatamente tutti i servizi (DNS, CDN, reverse proxy, name server) verso i domini indicati, rendendoli inaccessibili anche tramite DNS pubblici. Un blocco “dinamico”, perchè se i siti spostano la loro presenza su nuovi domini gestiti sempre da Cloudflare, la società deve applicare automaticamente il blocco segnalato dagli aventi diritto, senza dover tornare in tribunale.
Capitanio: “In Italia non c’è nessuna legge illegale che censura internet”
È lo stesso Capitanio ha spiegarlo nel messaggio: “Cloudflare ha adottato infatti misure per limitare l’accesso al sito, “tramite i servizi di sicurezza pass-through e CDN di Cloudflare in Italia”, a seguito di un ordine delle autorità competenti. Cliccando sul collegamento, si può avere accesso a un database in cui viene specificato l’organo che ha emesso l’ordine, nel caso di specie, il Tribunale di Milano, il titolare dei diritti che ha avviato il procedimento giudiziario e la società, appunto Cloudflare, che ha ricevuto e adottato l’ordine”.
Il commissario Agcom ha quindi commentato quanto accaduto sottolineando che a questo punto è chiaro a tutti che una collaborazione nel contrasto “alle mafie della pirateria” non solo è possibile, ma si può anche pretendere dai grandi provider di servizi internet.
“Cloudflare ha i mezzi tecnici per adottare misure di inibizione dei siti pirata, come già affermato da numerosi tecnici esperti del settore – ha precisato Capitanio – e i proprietari dei siti bloccati hanno tutte le informazioni per sapere quale autorità e per quale ragione abbia emanato l’ordine: nessun rischio quindi di blocco indiscriminato o inconsapevole”.
Soprattutto, ha aggiunto il commissario dell’Autorità nazionale, è centrale ribadire il messaggio che “in Italia non c’è nessuna “legge illegale” che censura internet e che non tenga conto del funzionamento della rete”.
L’obiettivo di Agcom è solo uno: abbattere la pirateria
Non si tratta di aggredire la rete, applicare bavagli o rendere difficile la vita alle aziende che si occupa di far funzionare internet, ma di far rispettare la legge e di non danneggiare un’economia legale che promuove crescita e investimenti, crea lavoro e valore per l’industria dei contenuti, che proprio per questo necessità delle migliori tutele.
“Esistono i mezzi tecnici e giuridici per contrastare la pirateria. Come avviene dall’entrata in vigore del Regolamento n. 680/13/CONS, ossia da 12 anni a questa parte, ACGOM non ha l’obiettivo di sanzionare nessuno, ma quello di abbattere la pirateria assieme a chi è disposto a collaborare nel far funzionare il sistema”, ha concluso Capitanio nel suo post.
Il problema è che i siti in questione spesso tornano accessibili agli utenti di internet dopo poche ore dal loro primo blocco. Se ora si cercano ad esempio Altadefinizione, Cineblog e Streaming Community, sono tutti online e in attività, in piena violazione del diritto d’autore e con tutti le minacce alla sicurezza informatica che comporta la visione illegale di film, serie e grandi eventi live offerti illegalmente.
