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Cloud nazionale e PNRR. Dieni (Copasir) e Butti (FdI): “No sudditanza agli Usa, sì al Golden Power”. Rivedi l’executive webinar

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Il cloud nazionale per la Pubblica amministrazione è tra i progetti più rilevanti del PNRR. A questo tema Cybersecurity Italia ha dedicato l’executive webinar in cui è emersa la sintonia tra Alessio Butti (FdI) e Federica Dieni (M5S), vicepresidente COPASIR. Per entrambi è esercitabile il Golden Power anche per il Polo Strategico Nazionale per la PA previsto dal Recovery plan italiano. “Per realizzare il cloud nazionale è necessario preservare sia la sovranità digitale sia tecnologica del nostro Paese e per giungere a questi obiettivi, qualora fosse necessario, il Governo dovrà esercitare il Golden Power“, ha affermato Alessio Butti, deputato responsabile dipartimento media e Tlc di Fratelli d’Italia, nel suo intervento. “Allo stesso tempo sarà fondamentale puntare sulle PMI italiane specializzate sul cloud per la creazione del Polo Strategico Nazionale per la Pubblica amministrazione“.

Per tutelare i nostri dati nel futuro cloud nazionale credo che il Governo debba esercitare la normativa del Golden Power”, ha detto Federica Dieni nelle conclusioni dell’executive webinar. “L’esecutivo dovrà inoltra raggiungere degli accordi con gli Usa per disapplicare la normativa statunitense” (Cloud Act e FISA 702 e EO 12333, n.d.r). “Nel G7 abbiamo rinforzato l’Alleanza, che non significa sudditanza agli Stati Uniti”, ha aggiunto il vicepresidente del COPASIR. “Il dato è un asset strategico e l’importanza della regolazione dell’Unione Europea è indispensabile in questa partita del Cloud computing a difesa della sicurezza dei dati dei cittadini”, ha concluso Dieni.

L’executive webinar

Il ministro dell’Innovazione Vittorio Colao ha annunciato la tabella di marcia:“Abbiamo deciso di far partire l’iniziativa per la creazione del Polo Strategico Nazionale (PSN) e potenzialmente averlo nel 2022. Sarà un cloud per la Pubblica amministrazione con dei livelli di sicurezza rinforzati, con una giurisdizione italiana, cioè con una residenza italiana dei dati e con l’accesso alle migliori tecnologie internazionali perché sappiamo che le migliori non sono italiane”.

1. È vero che il piano del Governo per il Cloud nazionale non risolve il problema delle agenzie governative Usa che possono accedere ai dati della Pa italiana, grazie al Cloud Act?
2. La scelta dei Big Tech del cloud consegna loro la chiave della cassaforte dei dati dei cittadini italiani?
3. Se la capacità di cloud computing passa completamente nelle mani di GoogleAmazon e Microsoft si perderà il controllo sull’economia del Paese?
4. Come garantire, realmente, la sovranità digitale e come sostenere l’indipendenza tecnologica europea?
5. Come considerare le società italiane ed europee specializzate in cloud? Come farle crescere?
6. Dal momento che Gaia-X si occuperà solo di standard tecnologici, perché non difendere i dati dei cittadini come fa la Francia?

A queste e ad altre domande hanno risposto i relatori dell’executive webinar organizzato da Cybersecurity Italia.

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