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Caso Apple, l’Irlanda ricorre contro la Ue: fa paura la fuga dei capitali USA

Il governo Irlandese ha deciso: farà appello contro la decisione dell’Antitrust Ue di chiedere ad Apple la restituzione di 13 miliardi di euro di imposte inevase.

Il caso ha creato forte agitazione e, come ha sottolineato più volte il Ceo di Apple Tim Cook, creerà profonde ripercussioni su tutta la tech-economy irlandese e non solo.

Sono tante, infatti, le compagnie americane che hanno sede in Irlanda.

E mentre in Italia si ricomincia a ragionare sull’opportunità di lavorare a una Web Tax, l’Irlanda decide di far ricorso.

“Dopo una breve riunione, il governo ha deciso di impugnare la decisione della Commissione”, ha fatto sapere il portavoce dell’esecutivo.

La mossa è stata sostenuta soprattutto dai ministri con più peso all’interno del governo del premier Enda Kenny.

La mozione sarà presentata mercoledì davanti al Parlamento irlandese per ottenere il via libera.

Il governo era diviso sulla questione: alcuni a favore del ricorso per preservare l’economia che beneficia enormemente di un regime tributario vantaggioso per le imprese con una aliquota del 12,5%, una delle più basse d’Europea, e altri contrari e più interessati a vedere le casse dell’Erario gonfiarsi con i denari di Apple per fronteggiare la crisi di un Paese, appesantito da anni di austerità.

Quei 13 miliardi di euro rappresentano l’equivalente del 5% del PIL dell’Irlanda e quasi interamente il budget annuo previsto per la sanità. Ma meglio rinunciarvi per mantenere l’attuale sistema economico piuttosto che assistere inermi alla fuga dei capitali delle tech-company americane.

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