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Canone Rai, Renzi pensa di abbassarlo ancora nel 2017

Si procede con i lavori sul canone Rai in bolletta e il governo apre anche alla possibilità di ridurlo ulteriormente.

Dal prossimo luglio gli italiani lo pagheranno con la fattura elettrica. Secondo quanto introdotto dalla Legge di Stabilità ci saranno dieci rate, da gennaio a ottobre, per versare il canone che da quest’anno sarà di 100 euro e non di 113,50 (Solo per il 2016, per i necessari aggiustamenti tecnici, si partirà tra due mesi).

Il Premier Matteo Renzi ha però annunciato che si potrebbe diminuirlo ancora a partire dal 2017.

“Lo abbiamo abbassato da 130,50 a 100 euro. L’obiettivo è continuare ad abbassarlo. Sono convinto che si possa fare abbastanza agevolmente”, ha detto il Presidente del Consiglio nel corso della lunga diretta #Matteorisponde su Twitter e Facebook da Palazzo Chigi.

Il Premier apre anche alla possibilità di prevedere un canale Rai in lingua inglese con i sottotitoli

“E’ un progetto sul quale la Rai potrà lavorare. Girerò la richiesta ai vertici dell’azienda”.

“Rai e governo hanno lanciato un progetto di consultazione sul contratto di servizio per andare a decidere insieme”, ha ricordato poi. “Non ci interessa chi conduce il talk show ma i contenuti”.

Il decreto attuativo attende il via libera dal Consiglio di Stato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e intanto sono stati decisi i contributi alle imprese elettriche per adattare tutti i sistemi al cambiamento e l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di autocertificazione da compilare per chi non possiede il televisore.

C’è stato inoltre il sì dell’Aula della Camera alle mozioni sui presupposti e sulle modalità di riscossione del canone di Rai.

In base ai testi approvati, il governo è impegnato, tra l’altro, “ad adottare con la massima sollecitudine il decreto interministeriale attuativo del nuovo regime di pagamento del canone Rai, chiarendo i punti sinora rimasti incerti e sui quali si stanno montando campagne allarmistiche e di disinformazione; ad assumere iniziative per chiarire ai cittadini che il canone è dovuto per il possesso di un apparecchio Tv in grado di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente o tramite uno strumento esterno”.

Il governo è quindi impegnato “a valutare la possibilità per i prossimi anni, tenendo anche conto che è necessaria una modifica legislativa, di assumere iniziative normative volte a considerare a favore dei cittadini italiani residenti permanentemente all’estero ed iscritti all’Aire l’esenzione o la riduzione del canone Rai sugli immobili da essi posseduti in Italia, a condizione che non siano locati o dati in comodato d’uso”.

Il governo dovrà quindi “informare periodicamente il Parlamento sull’andamento del nuovo sistema di applicazione ed esazione del canone radiotelevisivo, in particolare con riferimento agli effetti sul contrasto del fenomeno dell’evasione del medesimo e alle procedure di condivisione delle diverse banche dati, nel rispetto del diritto alla privacy degli utenti”

Inoltre il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, rendendo il parere sulle mozioni sul canone, ha dichiarato alla Camera: “Il presupposto per essere assoggettati al canone Rai non è cambiato, ed è il possesso di un apparecchio televisivo che direttamente o con un device capti il segnale del digitale terrestre”.

“Si tratta – ha precisato – di una scelta politica e non tecnica. Le trasmissioni televisive possono essere captate anche con tablet e altri device diversi dalle tv, ma sono esclusi. Viene arricchita la presunzione: oltre al possesso di una antenna di ricezione c’è il contratto di fornitura di energia elettrica domiciliare nell’immobile di residenza“.

Giacomelli ha quindi specificato che “non c’è alcuna inversione dell’onere della prova: il cittadino non deve dimostrare di non avere l’apparecchio televisivo ma deve dichiararlo. Se fa una dichiarazione falsa ne è responsabile”.

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