L’accordo di Canal+ con Alphabet e OpenAI per vincere la competizione nello streaming globale
Canal+ accelera sull’intelligenza artificiale (AI). La società francese ha annunciato nuove partnership pluriennali con Google Cloud (Alphabet) e OpenAI con un obiettivo molto chiaro: trasformare il modo in cui vengono prodotti i contenuti e migliorare l’esperienza degli abbonati sulla propria piattaforma di streaming.
L’azienda vuole usare l’AI per due scopi principali. Da una parte rendere la scoperta dei contenuti molto più intelligente e personalizzata, sul modello degli algoritmi di Netflix. Dall’altra introdurre strumenti di intelligenza artificiale generativa nei processi creativi e produttivi di film e serie. Tutto questo mentre Canal+ punta a crescere fino a 100 milioni di abbonati entro il 2030.
Le due partnership, ha spiegato l’amministratore delegato Maxime Saada alla Reuters, sono “molto complementari”: “Google Cloud si occuperà soprattutto dell’estrazione e dell’organizzazione dei dati dai contenuti video, mentre OpenAI contribuirà allo sviluppo delle funzionalità di ricerca e raccomandazione per gli utenti”.
Canal+, nonostante operi direttamente in oltre 70 paesi, non ha ancora una scala globale come Netflix o Disney. Si rivolge, infatti, principalmente in Europa (leader in Francia, Polonia), Africa (40 paesi post-MultiChoice, con 40 milioni di abbonati totali) e Asia (Vietnam, Myanmar, Pacifico). Genera ricavi in 195 paesi, ma la quota maggiore resta ancorata a mercati maturi (Europa/Africa francofona) con 17.000 dipendenti. L’ambizione di Saada è proprio riuscire a scalare capacità operativa e business.
Un nuovo motore di raccomandazione per lo streaming
Grazie alle tecnologie di intelligenza artificiale di Google, Canal+ potrà indicizzare automaticamente i propri cataloghi video, analizzando contemporaneamente immagini, audio e testo. Il risultato sarà un grande database multimodale capace di riconoscere scene, dialoghi, contesti narrativi e perfino elementi visivi specifici.
Questa analisi molto più granulare dei contenuti servirà soprattutto a migliorare i suggerimenti sulla homepage dell’app Canal+. In pratica, gli algoritmi potranno capire con maggiore precisione cosa piace davvero a ciascun abbonato: generi, attori, atmosfere narrative o perfino tipi di scena.
L’obiettivo è rendere la piattaforma molto più efficace nella scoperta dei contenuti, un terreno su cui Netflix e altri grandi servizi di streaming hanno costruito buona parte del loro vantaggio competitivo.
Un algoritmo per meglio ‘agganciare’ ogni singolo abbonato
In questo scenario, il vero campo di battaglia tra le piattaforme è diventato la capacità di capire sempre meglio cosa “aggancia” davvero ogni singolo abbonato. Tutte le grandi media company stanno investendo sugli algoritmi perché da lì passa ormai gran parte del valore del business. Più una piattaforma riesce a proporre contenuti perfettamente allineati ai gusti personali, più aumenta il tempo di visione e la probabilità che l’utente rinnovi l’abbonamento invece di passare a un concorrente.
È anche una risposta alla saturazione dell’offerta: con migliaia di titoli disponibili, senza raccomandazioni personalizzate (recommendation marketing) molti spettatori finiscono per sentirsi disorientati e concludere, paradossalmente, che “non c’è niente da vedere”.
In un mercato dove ormai tutte le piattaforme offrono generi simili, dalle serie crime allo sport, la vera differenza competitiva diventa quindi la capacità di orchestrare il catalogo in modo unico per ogni profilo. Non solo, suggerire il contenuto giusto alla persona giusta migliora anche l’efficienza economica, perché valorizza film e serie già presenti nel catalogo, riduce il rischio di produzioni che restano invisibili e rende più mirate le strategie di marketing e promozione.
AI anche nella produzione di film e serie con Veo 3
L’intelligenza artificiale non sarà utilizzata solo per la distribuzione dei contenuti, ma anche nella loro creazione.
Attraverso la collaborazione con Google Cloud, Canal+ potrà utilizzare Veo 3, uno dei più recenti modelli di generazione video sviluppati da Google. Questa tecnologia consente di creare o simulare sequenze video a partire da descrizioni testuali o immagini.
Per i team creativi e le case di produzione che lavorano con Canal+ significa, ad esempio, poter pre-visualizzare una scena prima delle riprese, testare diverse soluzioni narrative o ricostruire momenti storici partendo da una semplice fotografia d’archivio.
Secondo il gruppo francese, questi strumenti non sostituiranno il lavoro creativo ma serviranno ad accelerare la sperimentazione e ridurre i costi di sviluppo, consentendo cicli di prova molto più rapidi durante la fase di produzione.
OpenAI per migliorare ricerca e interazione
La seconda partnership riguarda OpenAI e si concentrerà soprattutto sull’esperienza degli utenti.
Le tecnologie dell’azienda americana, si legge nel comunicato di Canal+, saranno utilizzate per migliorare i sistemi di ricerca e raccomandazione della piattaforma. In prospettiva, gli utenti potrebbero interagire con il catalogo in modo molto più naturale, ad esempio cercando contenuti attraverso descrizioni conversazionali invece che con parole chiave rigide.
L’idea è trasformare il motore di ricerca della piattaforma in una sorta di assistente intelligente capace di capire meglio le preferenze degli spettatori e guidarli nella scelta di film, serie o eventi sportivi.
Una strategia per competere con i giganti dello streaming
Il gruppo francese, nato quarant’anni fa come canale televisivo francese a pagamento, oggi è una realtà globale dell’intrattenimento con circa 40 milioni di abbonati in oltre 70 Paesi, rafforzata anche dall’acquisizione del controllo della piattaforma africana MultiChoice nel 2025 per 3,5 miliardi di euro.
Proprio MultiChoice ha registrato nell’ultima seduta un crollo dei ricavi del 6% a 2,40 miliardi di euro nei 12 mesi terminati il 31 dicembre 2025, mentre la base abbonati è diminuita a 14,4 milioni da 14,9 milioni. Come conseguenza diretta, le azioni di Canal+ SA sono scese di oltre il 16%.
Il piano ora è crescere rapidamente nei prossimi anni e rafforzare la propria posizione nel mercato globale dello streaming. In questo scenario l’AI viene vista come uno strumento decisivo: per capire meglio il pubblico, valorizzare enormi cataloghi di contenuti e accelerare la produzione creativa.
In altre parole, non solo tecnologia, ma un nuovo modo di progettare l’intrattenimento digitale. Canal+ scommette che il futuro dei media nascerà proprio dall’incontro tra creatività e potenza di calcolo.
