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Brevetti, il 70% in mano a Cina, USA e Giappone. La classifica mondiale dei Paesi più innovatori

Brevetti, sei Paesi al mondo controllano l’87% del mercato

È solo innovando che si fa buona crescita e si pongono le basi per una sana competitività a livello globale delle nostre imprese e del nostro sistema economico. Sviluppare nuove idee e nuovi strumenti significa anche tutelare il proprio know-how, cioè proteggere i diritti di proprietà intellettuale/industriale, in primo luogo i brevetti.

Ogni anno il numero di nuovi brevetti per ogni settore economico e di impresa aumenta considerevolmente nell’ordine delle centinaia di migliaia e ne tiene traccia in maniera dettagliata l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale delle Nazioni Unite (World Intellectual Property Organization, o WIPO).

Il brevetto tutela la proprietà intellettuale di ogni innovazione, garantendo ai titolari dei diritti di proprietà i giusti guadagni e incoraggiandoli a sviluppare nuove idee e fare nuovi investimenti.

Secondo dati WIPO, nel 2021 sono stati depositati a livello globale 1.608.375 brevetti in numerosissimi campi economici e industriali. L’87% del totale appartiene a soli sei Paesi al mondo, ma già il 70% è nelle mani di appena tre economie.

Cina, USA e Giappone in testa alla classifica

La Cina detiene il 37,8% dei nuovi brevetti depositati nel 2021, 607.758 in totale. Gli Stati Uniti sono al secondo posto, con il 17,8% (286.205 brevetti), tallonati al terzo dal Giappone, con il 16% (256.890 brevetti). Siamo già a oltre il 70% del totale globale.

Sotto il 10% ci sono la Corea del Sud, con il 9,8% del totale dei brevetti depositati nel 2021 (156.972), la Germania, con il 4,3% (69.672), la Francia, con il 2% (36.372), e il Regno Unito, con l’1,2% sul totale globale (20.009).

I settori tecnologici con il maggior numero di nuovi brevetti depositati

I settori tecnologici in cui ci sono stati più brevetti depositati sono quelli delle tecnologie informatiche, con il 10,3% del totale per il 2021, delle apparecchiature elettriche/elettroniche e dell’energia, con il 6,6%, della comunicazione digitale, con il 6,5%.

Completano la classifica le tecnologie metering, con il 5,9%, le tecnologie medico/sanitarie, con il 4,8%, il settore dei trasporti, con il 4,5%, quello dell’ingegneria civile, con il 3,7%, delle macchine speciali, con il 3,6%, delle tecnologie dell’audiovisivo, con il 3,3%, e dei semiconduttori, con il 3,3%.

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