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Borgonzoni (Mic), sbloccati fondi per 54 milioni. Cinema come materia scolastica?

La notizia non ha registrato la ricaduta mediatica che meritava, e riteniamo quindi che sia opportuno rilanciarla adeguatamente: la Sottosegretaria leghista alla Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni, ha confermato che la (lunga) gestazione dei nuovi bandi per i progetti che portano l’educazione cinematografica e audiovisiva nelle scuole sta per concludersi, ed i bandi stanno finalmente per essere pubblicati.

L’attesa si protrae in verità dal luglio dell’anno scorso, allorquando la Sottosegretaria annunciò, anche in sede parlamentare, che i bandi sarebbero usciti a breve: vedi “Key4biz” del 2 agosto 2021, “Bando ‘Cinema e Immagini per la Scuola’, Borgonzoni annuncia un budget da 30 milioni di euro”; vedi anche “Key4biz” del 9 agosto 2021, “36 milioni di euro per il bando “Cinema e Immagini per la Scuola”.

In una lunga intervista firmata da Giovanni Bogani, pubblicata a piena pagina sul “Quotidiano Nazionale” (ovvero “Il Giorno” ed “Il Carlino” e “La Nazione”), sabato scorso 28 gennaio 2022, la Sottosegretaria ha annunciato due iniziative importanti: anzitutto che intende promuovere l’insegnamento della cultura audiovisiva nelle scuole in modo stabile, superando iniziative speciali ed occasionali; ed ha segnalato che i bandi del progetto “Cinema e Immagini per la Scuola” (da cui l’acronimo “Cips”), stanno per essere pubblicati e beneficeranno di una dotazione budgetaria molto consistente, oltre 54 milioni di euro.

L’entità del significativo budget del progetto “Cinema e Immagini per la Scuola” era stata segnalata ad inizio dicembre dalla stessa Sottosegretaria: vedi “Key4biz” del 6 dicembre 2021, “Cinema e audiovisivo nelle scuole, in arrivo 50 milioni di euro nel 2022”, e l’intervista del 28 gennaio 2022 conferma e precisa gli intendimenti governativi.

Come i lettori più accurati della rubrica “ilprincipenudo” curata da IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale sulle colonne del quotidiano online “Key4biz” ricorderanno, abbiamo dedicato sempre molta attenzione a questa iniziativa, che nasce su impulso della controversa legge “Buona Scuola” voluta dal Governo guidato da Matteo Renzi (la legge n. 107 del 2015), che ha stimolato l’attivazione di iniziative che un tempo erano classificate come “extra-scolastiche” (ovvero extra-curriculari): tra queste, l’introduzione di una sensibilizzazione rispetto ai linguaggi cinematografici e audiovisivi nelle scuole.

La dotazione economica – che ha dato concretezza operativa all’apertura intellettuale delle scuole italiane ai nuovi linguaggi della contemporaneità – è stata però voluta dal Ministro Dario Franceschini, che, nella legge di riforma del settore cinematografico che reca il suo nome (la n. 220 del 2016), ha previsto che una quota fissa del 3 % del Fondo per il Cinema e l’Audiovisiva venisse vincolata giustappunto all’educazione cinematografica e audiovisiva.

Si ricordi che l’iniziativa è una “joint-venture” istituzionale tra Ministero dell’Istruzione (Mi, già Miur) e Ministero della Cultura (già Mibact), ed è co-gestita da due specifiche direzioni generali: la Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione (Mi), e la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo Dgca (Mic), rette rispettivamente da Antimo Ponticiello e da Nicola Borrelli.

Il progetto “Cips” si avvale di una piattaforma dedicata (www.cinemaperlascuola.it), che propone schede sintetiche delle iniziative sostenute e si pone anche come utile fonte informativa sulle attività che – più in generale – riguardano il rapporto tra cinema/audiovisivo e dimensione scolastica. Si tratta di un raro esperimento di efficace “piattaforma web istituzionale”, promossa dai due Ministeri, dedicata al mondo del cinema e dell’audiovisivo a scuola.

Cinema nelle scuole: 54 milioni di euro, di cui 50,5 milioni da impegnare nel 2022

Si tratta di una sfida che viene finalmente affrontata con una dotazione budgetaria all’altezza dell’impegno che si prospetta: “appena i tempi tecnici lo consentiranno, usciremo con i bandi pubblici. Saranno tempi brevi, nell’ambito di due o tre settimane. Ci saranno 5 milioni di euro in due anni dedicati alla formazione degli insegnanti. 32 milioni all’anno andranno a progetti di formazione e alfabetizzazione cinematografica, e alla produzione di audiovisivi per gli studenti”.

Questo il “calcolo” della dotazione prevista: al 3 % del Fondo Cinema e Audiovisivo (ex art. 27 della legge n. 220/2016: si ricordi che, da quest’anno, il Ministro Franceschini l’ha stabilizzato a quota 750 milioni di euro, a fronte della precedente dotazione di 400 milioni), si aggiungono le dotazioni finanziarie non utilizzate negli ultimi due anni di pandemia.

Il “Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola” dispone ora di un budget complessivo di 54 milioni di euro, 7 milioni dei quali però da distribuire su due anni.

Quindi, abbiamo a che fare con ben 50,5 milioni da investire quest’anno (2022).

Il salto di qualità (quantità!) è indubbio, dato che si passa dai 23,5 milioni di euro dei primi due anni del bando “Cips” negli anni scolastici 2017-2019 ai 12 milioni di euro dell’anno scolastico 2019-2020 (prorogato al 2021 causa pandemia) agli attuali 50 milioni di euro. Budget di 50 milioni che immaginiamo verrà ripartito in parte per l’anno scolastico corrente (2021-2022) ed il successivo (2022-2023)…

50 milioni di euro sono un budget adeguato per incardinare l’insegnamento del linguaggio audiovisivo nelle scuole?! Forse ancora no, ma si tratta senza dubbio di uno sforzo pubblico notevole, dopo decenni di distrazione dello Stato su queste delicatissime materie.

Si tratta di danari pubblici destinati non soltanto alla teoria, ma anche alla pratica, perché verranno destinati – come già avvenuto con le prime due edizioni dei bandi “Cips” – anche alla produzione di audiovisivi da parte degli studenti stessi.

Si tratta di un grande progetto di formazione, che riguarda anche i docenti oltre che i discenti. Per quanto riguarda i primi, sono stati finora coinvolti nei bandi “Cips” oltre 10mila docenti.

Il progetto “Cinema e Immagini per la Scuola” è interessante anche perché mette in contatto il “mondo esterno” – le professioni del cinema, gli organizzatori culturali – direttamente con il “mondo scolastico”, con il coinvolgimento di associazioni, enti, esperti: “nei bandi – precisa Borgonzoni – ci sarà spazio per progetti proposti da enti esterni: dalle scuole di cinema alle sale cinematografiche. Tutti serviranno: ci sarà bisogno dell’energia e della competenza di ciascuno…. Pensiamo anche ad un lavoro stretto con le Film Commission regionali”.

La Sottosegretaria prevede oltre 50mila ore di didattica frontale, compresi laboratori, proiezioni, esperienze di formazione sul campo.

Una piccola grande rivoluzione: lo studio del cinema e dell’audiovisivo come materia curriculare nei piani di offerta formativa di tutte le scuole italiane

Lucia Borgonzoni ha anche manifestato a “Quotidiano Nazionale” un altro annuncio: sta lavorando affinché cinema e audiovisivo possano entrare stabilmente nei piani di studio delle scuole italiane di ogni ordine e grado. Stabilmente: “lo studio del linguaggio del cinema deve diventare una materia come tutte le altre. Curriculare, e non extracurriculare. Non più singole iniziative, affidate all’entusiasmo di singole scuole, ma un insegnamento organico, programmatico, in tutte le scuole di tutti i tipi e gradi. Sia i licei romani sia le scuole dei piccoli paesi nell’Appennino tosco-emiliano”.

La senatrice appare convinta ed entusiasma: la sua si pone anche a mo’ di risposta alla richiesta, manifestata sul palco del “David di Donatello” nel maggio 2021 da Pierfrancesco Favino: “insegnate il cinema e il teatro nelle scuole italiane. Vorrei chiedere ai ministri che ai nostri ragazzi si insegnasse a tenere in mano una cinepresa, che si insegnassero le tecniche teatrali, perché dal cinema e dal teatro si impara tanta vita. E per favore, non il pomeriggio ma durante le lezioni”.

Lo Stato investe quindi (perché questo va considerato un investimento per il futuro, un investimento strategico per il Paese, e non come una mera spesa) una somma importante: “sì: non bastano cifre minori, proprio perché vogliamo arrivare a tutte le scuole”.

Come siamo usi fare su queste colonne, cerchiamo di apprezzare le dinamiche positive, ma non autocensuriamo quelle critiche: va ricordato che l’entusiasmo della Sottosegretaria ha registrato un ritardo notevole, tra annuncio ed operatività. In effetti, fin dal 18 maggio 2021 Lucia Borgonzoni, in risposta ad una interrogazione parlamentare, aveva annunciato: “si prevede la pubblicazione dei relativi bandi entro luglio del 2021”. D’accordo, la pandemia da Covid-19 si è protratta ed ancora oggi è ben presente nelle nostre quotidianità, ma questo ritardo nella pubblicazione dei bandi determina purtroppo uno slittamento della concreta applicazione dell’intervento.

A fine novembre 2021, in occasione del “panel educational” intitolato “Nuovo bando cinema e scuola: quali opportunità?”, che si è svolto nel corso delle “Giornate Professionali del Cinema” di Sorrento (tenutesi dal 29 novembre al 2 dicembre), in collegamento video la Sottosegretaria ha sottolineato “l’importanza dei 50 milioni stanziati dal terzo Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, previsto dall’articolo 27 delle Legge 220/2016, e dell’uscita dei nuovi bandi a gennaio 2022, dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia…”.

Molti dirigenti scolastici ed organizzatori culturali speravano che i bandi uscissero effettivamente entro i primi di gennaio, affinché le proposte progettuali potessero essere prontamente inviate.

Si ricorda che il nuovo “Protocollo d’Intesa” tra i due ministeri (Mic-Mi) è stato stipulato ad inizio agosto 2021, ed ilTavolo di Coordinamento” è stato insediato a fine novembre 2021. In verità, l’entusiasmo su una tempistica veloce era stato un po’ freddato in occasione di un seminario tenutosi il 30 novembre 2021, durante il quale il responsabile del progetto “Cips” per il Ministero della Cultura, il professor Bruno Zambardino, aveva annunciato che “la pubblicazione dei nuovi bandi è prevista entro i primi mesi del 2022, a seguito dell’approvazione delle linee di riparto da parte del Tavolo”.

Le linee-guida del Protocollo d’Intesa tra Mic e Mi per la nuova edizione di “Cinema e Immagini per la Scuola”

Le “linee-guida” del Protocollo d’Intesa tra Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione prevedono:

In effetti, se i bandi verranno pubblicati invece soltanto tra due o tre settimane, ciò significa che la comunità scolastica e le comunità professionali e le organizzazioni culturali ne verranno a conoscenza – tecnicamente – entro fine gennaio 2022; immaginiamo sia data la chance di avere almeno due settimane per presentare le istanze progettuali, e siamo a metà febbraio; verrà nominata la prevista commissione ministeriale (di nomina congiunta tra Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione), che avrà necessità di un mese per selezionare le iniziative meritevole, e saremo a metà marzo

Di fatto, le nuove iniziative di “Cips” terza edizione potranno avere un avvio tra aprile e maggio, e quindi proprio nella fase finale dell’anno scolastico 2021-2022…

In sintesi: perché i due dicasteri non hanno ritenuto di accelerare la pubblicazione di questi bandi, consentendo un avvio anticipato rispetto all’anno scolastico in corso?! Sarebbe stato sufficiente pubblicare i bandi a fine 2021, per consentire che le attività iniziassero fin da marzo 2022, ovvero potendo utilizzare gli ultimi 3 mesi (da marzo a maggio) dell’anno scolastico in corso, invece che soltanto gli ultimi 2 mesi (aprile e maggio) come si ha ragione di ora prevedere…

Peraltro la sequenza degli annunci ha determinato, dal maggio dell’anno scorso, una comprensibile continua crescita delle aspettative delle scuole e degli organizzatori culturali… Crediamo che i due ministeri si debbano sforzare di cercare di recuperare il tempo disperso.

Conclusivamente: non si può che plaudire a questa commendevole iniziativa, fortemente voluta dal Ministro Dario Franceschini e dalla Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, e ci si augura che i bandi più volte annunciati vedano finalmente la luce nei prossimi giorni, per ri-mettere al più presto in moto la macchina organizzative delle istituzioni scolastiche e delle organizzazioni culturali.

Perché non dedicare anche particolare attenzione, in “Cips”, ad una educazione critica nella fruizione di serie tv che le emittenti e le piattaforme italiane offrono spesso ormai anche ai minori?!

Importante assai l’annuncio di Borgonzoni sull’inserimento dell’audiovisivo in tutti i “pof” (piani dell’offerta formativa) delle scuole italiane.

Una educazione alle immagini audiovisive come disciplina specifica in grado di contrastare l’analfabetismo iconico, di contribuire alla costruzione di una cultura audiovisiva comune e alla formazione di ambienti di apprendimento per competenze che pongano al centro gli studenti e le loro attuali esigenze culturali-mediali e formative, per arrivare alla formazione di un pubblico consapevole, favorire la comprensione critica del presente e capace di dialogare con la “rivoluzione digitale” in atto.

Una proposta: perché – alla luce del disastro in atto in materia di vigilanza dello Stato rispetto ai diritti dei minori sui media (vedi la battaglia che stiamo conducendo da tempo su queste colonne, da ultimo con l’intervento pubblicato su “Key4biz” di ieri 31 gennaio 2022, “Tutela dei minori nei media italiani, dalla tv al web: Stato assente batta un colpo”) – la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni non segnala che tra le iniziative da intraprendere nell’economia del progetto “Cinema e Immagini per la Scuola” venga prevista una specifica linea di intervento a favore proprio di una educazione critica alle immagini delle serie televisive, che sempre più appassionano anche i telespettatori ed i fruitori di audiovisivo su web più giovani?!

Se la Rai ed altre emittenti e le piattaforme “streaming” propongono indiscriminatamente serie televisive non esattamente adatte ai minori, e se le istituzioni preposte (Agcom, Cnu, Comitato Media e Minori, Agia) sono sostanzialmente assenti o comunque inadempienti… una adeguata educazione critica “scolastica” può prevenire i disastri latenti nella costruzione dell’immaginario dei giovani italiani.

La media education può divenire anche educazione civica e finanche preziosa terapia psichica.

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