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Bonus mamme al via, ma è sparito lo Spid per la domanda web

La domanda per accedere al premio natalità di 800 euro del 2017 sarà soltanto via web sul sito dell’Inps, ma diversamente dal Bonus Cultura e dal Bonus Docenti l’utilizzo di Spid (Sistema pubblico di identità digitale) non è previsto per le neo mamme. Perché?

 

Bonus mamme al via il 4 maggio

Scatta il 4 maggio la prima data utile per fare richiesta del Bonus mamme (o premio di natalità), il contributo di 800 euro previsto per le future mamme del 2017. Ma se la trafila burocratica è telematica attraverso il rinnovato sito dell’Inps, spicca a prima vista l’assenza dello Spid come strumento principe destinato a fare domanda online.

Un’assenza, quella delle credenziali Spid almeno come mezzo alternativo del Pin dell’Inps per la sottoscrizione al bonus mamme, in completa controtendenza rispetto ai recenti bonus dei mesi scorsi, Bonus Cultura per i neo diciottenni e Bonus Insegnanti per l’aggiornamento professionale dei docenti. Anche per la domanda di pensione anticipata (Ape) probabilmente sarà obbligatorio lo Spid.

Perché il Bonus mamme esclude a priori la possibilità, se non l’obbligo di usare lo Spid per accedere al contributo?

Tanto più che le precedenti esperienze, Bonus Cultura e Bonus Insegnanti, hanno contribuito fortemente all’aumento delle richieste di credenziali Spid, il sistema pubblico di identità digitale concepito appunto come strumento unico per accedere a tutti i servizi online della PA.  E già molti dei servizi erogati dall’Inps sono accessibili con Spid, ma non lo sarà il Bonus mamme.  Perché?

Come fare domanda

La domanda per il Bonus mamme deve essere presentata in vita telematica all’Inps, secondo le modalità fissate dalla circolare n. 78 del 28 aprile 2017:

Insomma lo Spid non è menzionato nella circolare dell’Inps e ci si affida esclusivamente al Pin dell’Istituto, rinunciando così a priori all’allargamento della platea di utenti Spid. Che al 20 aprile scorso, secondo i dati dell’Agid, hanno raggiunto quota 1.355.076 richieste ai cinque identity provider attivi nel nostro paese (Aruba Pec, Infocert, Poste Italiane, Sielte, Tim). Un numero di adesioni al di sotto delle attese del Governo, che per fine 2016 prevedeva 3 milioni di sottoscrizioni e 6 milioni entro fine 2017, ma che al netto delle lamentele dei diretti interessati per le difficoltà e le lungaggini per procurarsi le credenziali, è alquanto aumentato grazie all’obbligo di munirsi dello Spid per il Bonus Docenti e il Bonus Cultura.

Ora invece il dietrofront con il Bonus mamme.

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