Banda ultralarga

Bonus Fibra, cos’è e chi può fruirne. Ma quando parte? E come richiederlo?

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Cresce l'attesa per lo sblocco del bonus fibra, un voucher da 200 euro destinato alle famiglie prive di copertura ultraveloce che intendono connettersi in FTTH. Ma resta da capire quando partirà l'incentivo lanciato dal Mimit in ambito PNRR e annunciato lo scorso mese di aprile.

Se ne parla da almeno un anno e nel 2026 si potrà finalmente partire (quando?) con il Bonus fibra, un contributo fino a 200 euro, previsto dal Mimit nell’ambito del PNRR, per favorire l’accesso alla banda ultralarga FTTH in edifici che ne sono privi o con connessione lenta. Il bonus copre i lavori di cablaggio per portare la fibra ottica alle abitazioni, ma non gli abbonamenti mensili. In altre parole, è pensato per coprire il cosiddetto “cablaggio verticale” degli edifici, l’ultimo tratto che va dal piano terra dell’edificio fino all’abitazione (dovrebbe riguardare anche il collegamento del tratto esterno all’edificio che dalla strada va al palazzo, il cosiddetto ultimo miglio). La misura si rivolge a una platea potenziale di circa 1,5 milioni di famiglie e per il cablaggio verticale si era fissato un incentivo complessivo di 140 milioni di euro. Il bonus scade a giungo del 2026 con il PNRR.

Consultazione pubblica e notifica a Bruxelles?

Ma a quanto pare il Ministero avrebbe comunicato che nei prossimi mesi sarà avviata una consultazione pubblica con gli operatori di settore, seguita dalla notifica formale alla Commissione Europea, passaggio obbligatorio per la piena attuazione del programma. Soltanto successivamente sarà pubblicato il decreto attuativo che definirà con precisione i requisiti di accesso al bonus, le modalità di presentazione della domanda, i soggetti autorizzati a gestire la misura e le tempistiche per l’erogazione del voucher.

Quando si ipotizza che si possa partire all’incirca?

Il bonus scade davvero a giugno 2026 con la fine del PNRR oppure si ipotizza già una proroga?  

Provvedimento annunciato ad aprile 2025. Ma quando parte? E come richiederlo?

Il provvedimento era stato annunciato quasi un anno fa, ad aprile 2025, in occasione del tavolo delle Tlc convocato al Mimit durante il quale il Ministero aveva annunciato un pacchetto complessivo di aiuti per 630 milioni di euro, di cui 533 milioni fruibili dagli operatori Tlc. Parte dei fondi destinati appunto a coprire almeno in parte i costi dei lavori per la risalita verticale dei cavi negli edifici.

Ma a quanto risulta a Key4biz la situazione è molto complessa, e addirittura ieri è circolata la voce che vogliono togliere soldi destinati al bonus fibra per metterli sul voucher cloud.

E’ così?

I voucher per i cittadini e quelli per le imprese sono in concorrenza e alternativi fra loro?

Bonus fibra per le imprese

Il bonus riguarda anche le piccole e grandi imprese, che ad aprile 2025 erano state citate fra i potenziali beneficiari di un voucher fibra. Si tratta di un bacino di circa 35mila aziende.

Per le aziende la modalità di richiesta e fruizione sarà differente?

Il bonus fibra per le imprese comprende eventualmente anche incentivi per tecnologie come il cloud e la cybersecurity?

Come annunciato dal Mimit, “per le PMI sono previsti voucher a copertura del 50% degli investimenti in servizi cloud e cybersecurity, con risorse pari a 150 milioni”. Per le grandi imprese sono invece stati destinati 201 milioni di euro, “a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e della realtà aumentata e virtuale”. Il settore del broadcasting può contare “su risorse pari a 54 milioni”.

Quali modalità?

Restano alcuni punti interrogativi:

Quando parte la possibilità di richiedere il bonus?

Bisognerà chiederlo direttamente all’operatore accreditato?

In che modalità?

Cosa si sa del Bonus Fibra

  • Non sarà influenzato dall’ISEE e dovrebbe essere richiesto tramite operatori accreditati, con uno sconto diretto in fattura. Il bonus dovrà essere attivato entro il 30 giugno 2026. C’è quindi molto poco tempo per avviare tutto l’iter, per quanto al momento il bonus non sia ancora partito ufficialmente.

Si tratta di un contributo pensato per portare internet in tutta Italia, anche in quelle case e in quegli edifici in cui attualmente è presente soltanto una connessione lenta o in cui la connessione è totalmente assente. Il bonus non è destinato a tutti, ma può essere richiesto soltanto in presenza di alcuni requisiti e soltanto per specifici interventi.

L’obiettivo è finanziare l’adeguamento degli impianti interni agli immobili, collegando la rete pubblica stradale direttamente alle singole unità abitative. È il cosiddetto “ultimo miglio”, spesso assente nei palazzi meno recenti, che impedisce la reale fruizione di velocità fino a 1 o 2.5 Gbps.

Chi può richiedere il Bonus Fibra 2026 e quali requisiti servono

Il Bonus Fibra 2026 è stato istituito dal Ministero delle Imprese e del made in Italy, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con l’obiettivo di incentivare la digitalizzazione dell’intero Paese e la diffusione della connessione a banda ultralarga.

È un incentivo destinato ai cittadini e serve per permettere la creazione di cablaggi adeguati e della struttura necessaria per portare ovunque un internet veloce. Ciò significa che il bonus, che ancora non è stato formalizzato e di cui, quindi, non si conoscono ancora i dettagli, dovrebbe consentire e incentivare la creazione del cablaggio verticale. Più precisamente, sosterrà le spese effettuate per lo svolgimento di lavori tecnici mirati a portare la fibra ottica all’interno di case e edifici.

Contributo di 200 euro per lavori ma non per gli abbonamenti

Si parla di un contributo che può raggiungere i 200 euro per lavori che portano i cavi della fibra ottica dal piano terra alle unità abitative e per l’adeguamento degli impianti. Pertanto, non si potrà usufruire del Bonus Fibra 2026 per coprire le spese legate ad abbonamenti e al canone mensile sostenuto per ottenere la connessione a internet.

Secondo alcune indiscrezioni, i cittadini dovranno rivolgersi direttamente agli operatori del settore accreditati, per ottenere uno sconto diretto sulla spesa finale, con l’importo che viene scomputato dai costi di attivazione o di installazione previsti dal contratto.

Il Bonus Fibra 2026 verrà attivato entro e non oltre il 30 giugno 2026, data entro la quale devono essere raggiunti gli obiettivi del Pnrr.

La digitalizzazione dei Comuni fino a 50mila abitanti

E ancora, per quanto riguarda gli interventi indiretti, 35 milioni di euro “saranno destinati a 4.300 Comuni sotto i 50mila abitanti per la digitalizzazione delle infrastrutture locali”. 

Le altre misure

Un altro capitolo riguarda il potenziamento del sistema SINFI, finalizzato alla mappatura di cavi sottomarini, data center e aree industriali, per cui sono stati stanziati 2 milioni di euro. E ancora: la desaturazione della fibra ottica, con nuove installazioni su reti pubbliche e il rinnovo dei diritti d’uso su reti private, è sostenuta con 42,7 milioni; il catasto nazionale degli impianti, utile al monitoraggio delle sorgenti radio elettriche, ha ricevuto 1,5 milioni. Poi ci sono i 3 milioni di euro per la completa digitalizzazione del sistema nazionale di emergenza NUE 112.

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